Nel cuore della zona industriale di San Giovanni Valdarno si trova uno dei poli più avanzati di ABB E-mobility, un sito produttivo che negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento per la realizzazione di infrastrutture di ricarica destinate ai mercati internazionali.
Inaugurato nel 2022, lo stabilimento rappresenta un investimento strategico per il gruppo e un presidio industriale importante per il territorio. Oggi qui lavorano poco più di 500 persone, in larga maggioranza italiane, accanto a una componente internazionale. Ne abbiamo parlato con Michael Bültmann, managing director.
“Stiamo costruendo qui a San Giovanni Valdarno per il mondo”, sintetizza Michael Bültmann,
managing director. Il sito si è sviluppato rapidamente: oltre alle linee produttive e al reparto di ricerca e sviluppo, è stato affiancato da un centro logistico dedicato alla distribuzione globale. “Abbiamo anche un centro logistico dall’altra parte della strada, da cui consegniamo infrastrutture di ricarica di ultima generazione ai nostri clienti”, spiega Bültmann.
Non si tratta di un semplice stabilimento di assemblaggio: le colonnine vengono costruite a partire dai singoli componenti e sottoposte a test prima della spedizione.
Il percorso, però, non è stato lineare. Dopo una fase iniziale di forte crescita, il settore dell’e-
mobility ha attraversato un rallentamento che ha inciso anche sul sito valdarnese.
“Abbiamo avuto una prima fase di sviluppo molto positivo, poi c’è stato un rallentamento. Ora
vediamo una stabilizzazione”, racconta Bültmann.
A pesare è un contesto globale segnato da forti incertezze. “La nostra sfida principale è
l’incertezza. Ci sono crisi internazionali che rendono difficile prevedere gli sviluppi, dal conflitto in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente”. A questo si aggiunge il tema delle filiere: “La sicurezza della supply chain è un problema globale”.
Questo scenario ha fatto da sfondo alla crisi dell’autunno 2024, quando l’azienda annunciò 33 esuberi, aprendo una vertenza sindacale che coinvolse istituzioni e territorio. Dopo settimane di confronto, nel gennaio 2025 si è arrivati a un accordo che ha evitato licenziamenti forzosi, introducendo uscite volontarie e contratto di solidarietà.
Oggi la situazione appare più stabile. “Vediamo una stabilizzazione del business e siamo fiduciosi di raggiungere i nostri obiettivi”, afferma Bültmann. Un segnale in questa direzione è arrivato già nell’estate 2025, con il superamento anticipato degli ammortizzatori sociali.
Resta aperta la questione del mercato dell’auto elettrica, spesso raccontato come in crisi. La lettura del managing director è diversa: “Non parlerei di crisi. Se guardiamo i numeri globali, direi piuttosto che c’è crescita”. Il nodo, semmai, riguarda i tempi della transizione. “Non è una crisi, ma serve più tempo”. L’Europa aveva fissato obiettivi molto ambiziosi, ma oggi si confronta con ritmi diversi tra Paesi. “Abbiamo realtà molto avanzate come la Norvegia e la Scandinavia, e altre più lente come Italia e Grecia”.
Dietro la mobilità elettrica c’è anche un tema energetico. “L’Europa si sta interrogando sulla propria dipendenza energetica”, osserva Bültmann. La direzione indicata è quella delle rinnovabili: “Se ci concentriamo di più su solare, eolico e idroelettrico, possiamo ridurre fortemente le dipendenze”.
Un percorso graduale: “Non è un passaggio bianco o nero, è un viaggio”. In questo quadro, ABB guarda anche all’integrazione della ricarica nella vita quotidiana. “Stiamo
lavorando per integrare la ricarica nella vita di tutti i giorni”. Un esempio concreto arriva proprio da San Giovanni: “Ieri ero alla Coop: in 25 minuti ho fatto una riunione, la spesa e preso un caffè. È il tempo perfetto per ricaricare un’auto”. L’obiettivo è rendere la ricarica parte delle abitudini quotidiane: “Fai la spesa e intanto ricarichi l’auto, senza cambiare le
tue abitudini”.
Un altro fronte strategico riguarda il trasporto pesante e le flotte. “Ci stiamo concentrando sempre di più su camion e trasporto pubblico”. La direzione è quella di rendere possibile la ricarica anche lungo i percorsi: “Stiamo sviluppando soluzioni che permettono di ricaricare non solo nei depositi, ma anche durante il viaggio”.
Una trasformazione che potrebbe incidere profondamente sul sistema dei trasporti: “I camion dominano le autostrade e consumano molto diesel. Sostituirli progressivamente con mezzi elettrici sarebbe un cambiamento enorme”.
Nonostante le incertezze, il messaggio resta chiaro. “L’elettrificazione è una tecnologia del futuro, e questo ci dà fiducia”. E il ruolo dello stabilimento valdarnese rimane centrale: “Costruiamo qui per il mondo, e questo ci fa guardare al futuro con ottimismo”.
Dopo la fase critica del 2024, lo stabilimento sembra aver imboccato il percorso previsto dal piano industriale. La vera sfida si giocherà nei prossimi anni, tra evoluzione tecnologica, mercato e politiche energetiche.

