Successo per il “1° Maggio Rosso e Montanaro” a Modine: musica, memoria e comunità al Circolo Pratomagno

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Partecipazione significativa e atmosfera conviviale per la seconda edizione del “1° Maggio Rosso e Montanaro”, appuntamento che ha animato il Circolo ARCI Pratomagno nelle frazioni montane di Loro Ciuffenna, confermandosi come momento di incontro tra musica, cultura e socialità. Nel giardino del circolo, dalle ore 16 fino al calare della sera, si sono ritrovate tra le 200 e le 250 persone, secondo le stime degli organizzatori.

Promosso dalla rete di artisti legata a Materiali Sonori e coordinato da Arlo Bigazzi, l’evento ha proposto una lunga sequenza di esibizioni, in un clima informale e partecipato, dove si sono alternati musicisti, cantautori e momenti di riflessione. Sul palco Federico Bratovich (Brat), Nicola Lotto, Claudio Fusai, Guglielmo Ridolfo Gagliano insieme a Damien Salis, Enrico Bernardoni con Alfredo Ciari, oltre alle band Soul Kamikaze e Vecchi Bifolk & Bimbi Acustici.

La cifra del pomeriggio è stata l’intreccio continuo tra brani originali e omaggi alla tradizione musicale, italiana e internazionale. Tra questi anche un momento condiviso che ha visto lo stesso Bigazzi esibirsi insieme a Nicola Lotto e Brat in “L’ultimo discorso registrato” di Francesco De Gregori. Brat ha inoltre proposto un brano degli Stormy Six, mentre Nicola Lotto ha reso omaggio anche a Giorgio Gaber e Piero Ciampi. Enrico Bernardoni ha invece portato sul palco due interpretazioni dei Nomadi.

Tra i momenti più significativi, l’omaggio a David Riondino con “Sette colombe bianche (su una seicento)”, eseguita da Giampiero Bigazzi insieme a Gagliano, protagonista anche con Damien Salis. Lo stesso Gagliano ha interpretato “Il pianeta perfetto”, brano scritto per Paolo Benvegnù.

Accanto alla musica, spazio anche a momenti di parola e riflessione. Pierfrancesco Bigazzi ha proposto una lettura poetica, rivelando al termine che il testo era stato generato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale a partire da alcuni prompt, evidenziando come il sistema avesse omesso passaggi critici nei confronti di Donald Trump. Un intervento che ha introdotto un elemento di riflessione sul rapporto tra creatività e nuove tecnologie.

Nel corso del pomeriggio è stato inoltre letto un testo dedicato a una storia partigiana del territorio aretino, proposto da Lapo, aggiungendo un ulteriore richiamo alla memoria storica in linea con il significato della giornata.

Non sono mancati momenti di sperimentazione musicale: i Soul Kamikaze, insieme ad altri musicisti presenti, hanno proposto una versione acustica e fortemente reinterpretata di “Money” dei Pink Floyd, mentre i Vecchi Bifolk & Bimbi Acustici hanno offerto una partecipata versione de “La ballata del Cerutti” di Giorgio Gaber. Durante l’iniziativa era presente anche lo stand della Libreria Spazio Officina, a completare l’offerta culturale del pomeriggio.

Un pomeriggio costruito quindi su un equilibrio tra memoria e contemporaneità, tra radici e ricerca, in linea con lo spirito della festa dei lavoratori. L’iniziativa rappresenta un’anteprima del festival Orientoccidente 2026 e conferma il ruolo attivo del Circolo ARCI Pratomagno come presidio culturale e sociale in un’area montana, capace di attrarre pubblico e creare comunità attorno alla musica e alla condivisione.

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