Terranuova, la legalità riparte dai beni confiscati: visita della vicepresidente regionale Mia Diop

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Dalla villetta destinata al cohousing sociale al capannone comunale intitolato a Valarioti: istituzioni e associazioni rilanciano l’impegno del Valdarno contro le infiltrazioni mafiose. Una mattinata dal forte valore simbolico e istituzionale quella che si è svolta oggi a Terranuova Bracciolini, dove la vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop ha preso parte all’iniziativa “Dal riuso dei beni confiscati al Patto di amicizia. Il valore della legalità in Valdarno”.

La giornata si è aperta con la visita ai due immobili confiscati alla criminalità organizzata e oggi restituiti alla comunità: la villetta Nencioni, destinata al cohousing sociale per l’emergenza abitativa, e il capannone Valarioti, in via Poggilupi, destinato a magazzino e archivio comunale.

Successivamente, nell’aula consiliare di Terranuova, si sono svolti gli interventi istituzionali alla presenza del sindaco di Terranuova Sergio Chienni, del prefetto di Arezzo Clemente Di Nuzzo, delle consigliere regionali Roberta Casini e Serena Spinelli, oltre ai rappresentanti di Libera e dei Comuni coinvolti nel Patto di Amicizia.

Il significato della mattinata è stato sottolineato dal prefetto di Arezzo, Clemente Di Nuzzo, che ha evidenziato il valore della restituzione sociale dei beni sottratti alle mafie:“Mi fa sempre molto piacere quando mi reco nei Comuni a visitare beni sottratti alla criminalità organizzata – ha dichiarato – perché è fondamentale ribadire l’impegno delle amministrazioni comunali nel recupero di questi spazi. Sono beni nati da traffico di droga, armi, estorsioni e intimidazioni: questa è la parte più brutta della storia. La parte più bella è il recupero, l’assegnazione agli enti locali e la loro destinazione a finalità sociali, come abbiamo visto oggi a Terranuova”.

La vicepresidente della Regione Toscana, Mia Diop,  ha ricordato l’impegno della Regione nel finanziamento dei progetti di recupero:”La Toscana sta portando avanti con convinzione la riqualificazione dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla comunità – ha spiegato – anche nel solco della legge 109 del 1996, che ha segnato una svolta fondamentale. Qui a Terranuova abbiamo visto due esempi concreti: un immobile destinato a deposito e archivio comunale con un contributo regionale di 450mila euro e una villetta per l’emergenza abitativa sostenuta con 260mila euro. Trasformare simboli di potere criminale in spazi di diritto per la comunità è la direzione politica che vogliamo continuare a seguire”.

Sulla stessa linea Roberta Casini, consigliera regionale della Toscana, che ha posto l’accento sul valore politico e culturale del riuso:”Questi beni tornano nella disponibilità di tutti. Non è soltanto un atto giuridico, ma soprattutto un atto politico e simbolico di restituzione alla comunità. La lotta alla criminalità è una lotta sociale che riguarda ciascuno di noi e richiede consapevolezza diffusa sul territorio”.

A moderare l’incontro è stato Pierluigi Ermini, referente di Libera Valdarno, che ha richiamato l’attenzione sulla dimensione regionale del fenomeno:“Oggi è una giornata bella e importante – ha detto – ma la strada è ancora lunga: in Toscana ci sono circa 700 beni confiscati, molti dei quali devono ancora essere restituiti alla collettività. Serve un impegno economico forte anche a livello nazionale, per questo Libera sta portando avanti una campagna per destinare il 2% del Fondo Unico di Giustizia al recupero di questi immobili».

Particolarmente significativo l’intervento dal sindaco di Terranuova Sergio Chienni e di Giulia Bigiarini assessore alle politiche sociali, che hanno parlato di una vera affermazione di legalità per tutto il territorio:”Ci sono luoghi che nascono con l’ombra dell’arroganza mafiosa – hanno sottolineato – ma ci sono comunità che con ostinazione riescono a trasformarli e a dare loro un significato nuovo. Oggi non celebriamo solo la confisca, ma la restituzione alle persone: un magazzino comunale, un archivio, una villetta per l’emergenza abitativa. Questa è una grande affermazione di legalità per l’intero Valdarno”.

I due beni, confiscati negli anni Novanta alla famiglia Priolo, sono stati oggetto di un importante intervento di ristrutturazione completato nel 2023: 450mila euro per il capannone e 260mila euro per la villetta. Quest’ultima ospita oggi un progetto sperimentale di cohousing sociale in collaborazione con la Fondazione Papa Giovanni Paolo II, rivolto a famiglie e persone in difficoltà abitativa.

Una mattinata che ha ribadito come il contrasto alle mafie passi non solo dalla repressione, ma anche dalla capacità delle istituzioni e delle comunità di restituire significato, funzione e speranza a luoghi un tempo simbolo del potere criminale.

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