I dati del Registro Tumori Toscano, le nuove raccomandazioni per gli screening, l’importanza degli stili di vita e della prevenzione: questi e altri temi sono stati affrontati da esperti e professionisti del settore nel convegno “Prevenzione e salute in Valdarno”, promosso dalla Conferenza zonale dei sindaci del Valdarno aretino in collaborazione con ISPRO e Azienda USL Toscana Sud Est e tenuto a Palomar, Casa della Cultura, di San Giovanni.
E i dati parlano di 580 nuove diagnosi di tumore ogni anno in Valdarno aretino, il 52% riguarda gli uomini e il 48% le donne, rispetto alle 25.000 di tutta la Regione e alle 5.700 della Ausl Sud Est. I cinque tumori più frequenti in Valdarno riguardano, negli uomini, la prostata, il polmone, il colonretto, la vescica e lo stomaco, nelle donne, la mammella, il colonretto, il polmone, l’utero, lo stomaco.
Adele Caldarella, dirigente medico-specialista in anatomia patologica, responsabile Registro tumori: “Per quanto riguarda i numeri, i dati che rileviamo nel Valdarno al momento per i dati che noi siamo riusciti a raccogliere negli anni, sono dati in linea con quelli della Toscana e con quelli nazionali, anzi devo dire anche leggermente più bassi. Siamo intorno al 600, noi utilizziamo la misura dei tassi, cioè 600 su 100.000 persone, considerate che in Toscana il tasso, almeno degli uomini, è circa 645 su 100.000. Quindi siamo in linea con i dati toscani, leggermente più bassi, soprattutto per quanto riguarda le donne del Valdarno Aretino. I dati sono legati a tumori generali. I primi tumori più frequenti sono gli stessi identici che noi rileviamo nella Toscana, in Italia, direi nel mondo occidentale, almeno i primi tre. C’è un tumore al quinto posto che è il tumore dello stomaco, che invece in Toscana in generale è un pochino più basso come frequenza, ma per il resto la situazione è identica”.
Valentina Vadi, Presidente Conferenza dei sindaci del Valdarno aretino: “Uno strumento fondamentale per conoscere la situazione delle patologie tumorali nel nostro territorio. Un percorso come conferenza dei sindaci del Valdarno Aretino. Abbiamo cominciato nella primavera scorsa con una serie di incontri proprio con ISPRO, l’Istituto Regionale per la Ricerca proprio sulle patologie tumoraliii e da quegli incontri e dall’approfondimento di quei dati è nata l’idea di fare un convegno e quindi di mettere a disposizione dei cittadini e rendere pubblici appunto questi dati e costruire intorno poi a questi dati tutta una serie di approfondimenti legati al tema della prevenzione. Quindi grazie a ISPRO e grazie soprattutto all’ASL Toscana Sud Est che hanno messo a disposizione i propri professionisti per questo pomeriggio di studi. Non finirà qui perché il 29 e 30 novembre prossimo in Piazza Cavour a San Giovanni Valdarno sarà presente il camper multiscreening di ISPRO per mammella e colon e cervice uterina. Sempre uno strumento importante a disposizione di tutti i cittadini del Valdarno”.
Marco Torre, Direttore Generale Azienda USL Toscana Sud Est: “La prevenzione è fondamentale innanzitutto perché significa parlare di futuro e responsabilità. Quando si parla di salute troppo spesso ci si concentra solo sul momento di cura, mentre è importante partire dalla consapevolezza e dalla conoscenza di quanto sia fondamentale volersi bene– voler bene a se stessi e agli altri. Sulla prevenzione oncologica, la Toscana mette in campo tantissimi strumenti, a partire dal coordinamento della rete regionale ISPRA, che fa una campagna di informazione e di screening prima a livello nazionale, poi registro tumore. Un altro strumento fondamentale perché ci consente di conoscerci e di prevenire agendo prima rispetto a fenomeni che sono comunque in evoluzione. La prevenzione è inoltre un concetto molto collegato al tema della sostenibilità del servizio sanitario, che è un po’ vittima del proprio successo, direi, nel senso che noi stiamo garantendo ogni giorno delle fortissime innovazioni ai nostri cittadini in modo totalmente gratuito”.
“Se vogliamo continuare a garantirle abbiamo bisogno anche della partecipazione della cittadinanza per prevenire, per agire sui propri stili di vita e questo ci consentirà di sviluppare una popolazione sempre più sana, in modo anche, appunto, da garantire a tutti i nostri cittadini in modo equo, sostenibile e omogeneo su tutto il territorio regionale, l’accesso alle cure più innovative”.
Simona Dei, direttore generale Ispro: “I dati che escono dal registro sono dati in linea con i dati nazionali e provinciali. Come sappiamo i dati del registro di tumori e i registri di mortalità hanno una loro importanza statistica, quindi non sono i singoli casi che possono variare quello che è il senso di un registro. Sono stati fatti degli studi accurati in più anni che vedremo a brevissimo e si vede in tutti questi che non vi sono differenze statistiche importanti. Nonostante questo continuiamo a studiare e continuiamo a valutare ogni caso”.
Marco Ermini, presidente Calcit Valdarno: “È un’iniziativa molto importante. Trattare i temi che per noi sono stati per anni un cavallo di battaglia importante. Basta pensare che il Calcit già nel 2016 conduceva una lotta per riuscire ad avere i dati epidemiologici e poter raggiungere un obiettivo che era quello di capire qual era l’incidenza delle malattie tumorali sul territorio. Con i dati appunto del Registro Tumore possiamo dire che si riesce ad ottenere una visualizzazione di quelle che sono le problematiche territoriali, quindi mettere in campo eventualmente le opportune cure e l’opportuna ricerca”.
A completare il percorso di prevenzione, sabato 29 e domenica 30 novembre, in piazza Cavour a San Giovanni Valdarno sarà presente il “camper multisreening Ispro” che consentirà, ai residenti del Valdarno che ne hanno i requisiti, di effettuare gratuitamente screening per mammella e cervice uterina e ricevere il kit per lo screening del colon retto ed effettuare la consegnare dei campioni.

