All’indomani dell’annuncio del PSI che ha lasciato la maggioranza a Figline e Incisa, è l’ormai ex vicesindaco Umberto Ciucchi a prendere la parola, per chiarire i contorni di questa decisione e togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa, attaccando anche apertamente chi, sostiene, ha fatto di tutto per tagliarlo fuori.
“La decisione assunta dal PSI – scrive – è maturata con sofferenza e ponderata in tutte le sue implicazioni, ma la ritengo una scelta giusta perché un’alleanza fra partiti sta in piedi se si fonda sulla fiducia, sul rispetto reciproco ed esprime cultura di governo. Fin dal giorno della vittoria elettorale del centro-sinistra, il PD di Figline e Incisa ci ha fatto sentire più avversari che alleati. Il primo atto di avversione è stato quello di pretendere la nostra rinuncia alla carica di vicesindaco, che rappresentava il naturale sbocco all’affermazione elettorale del PSI. Il secondo, è stato il modo brutale, sia dal lato umano che politico, con il quale il Sindaco su pressione del suo partito operò la revoca ad assessore di Fabio Gabbrielli”.
“Questi mesi, che dovevano affermare un diverso stile politico-amministrativo da parte della Giunta e della maggioranza, hanno visto invece, dopo una breve parentesi iniziale, confermare verso i Socialisti quegli elementi di preclusione e diffidenza volti a considerarli ‘inutili se d’accordo e pericolosi quando non lo sono’. Tutto questo in un clima aggravato da evidenti segnali di risentimento e rancore, inizialmente indirizzati anche alla persona del Sindaco, come dimostra il fatto di non avergli consentito di portare il saluto dell’Amministrazione a una manifestazione di beneficienza ad Incisa, di fronte a 300 persone. Verso il sottoscritto, in qualità di Vicesindaco e capo-delegazione socialista in Giunta, si è proseguita una narrazione strumentale e funzionale volta a rappresentarmi come fattore di instabilità della maggioranza”.
Ciucchi poi rivendica il lavoro portato avanti come vicesindaco in questi pochi mesi. Uno dei temi affrontati è quello della Tari: “Alla luce di quanto sta avvenendo nei Comuni che già stanno vivendo gli effetti prodotti dal passaggio a TARIC, ho chiesto di orientarsi verso un sistema misto di raccolta dei rifiuti che introduca isole ecologiche più efficienti, cassonetti nei centri storici, lasciando il ‘porta a porta’ nelle frazioni; ciò comporterebbe un abbassamento dei costi per i cittadini e preserverebbe il decoro nelle zone più frequentate. Abbiamo avuto una constatazione importante nella recente visita che abbiamo fatto con l’Assessore Betti e il consigliere Sarri a Bressanone, dove l’operatività delle isole ecologiche aumenta la differenziazione, i cassonetti per metà interrati e avvolti dal legno hanno anche forma di decoro urbano e l’indifferenziato viene pesato direttamente dentro il cassonetto: in un comune che ha i nostri numeri a livello di abitanti e superficie, le bollette sono dimezzate!”.
Altro tema, il centro storico: “Ho presentato al Sindaco e alla Giunta, anche con il contributo di idee e proposte di cittadini, un progetto complessivo sul centro storico, ma anziché concentrarsi sulla sua organicità, si è preso spunto dal fatto di vedervi inserito l’arretramento dei paletti nei due corsi principali, a supporto delle attività commerciali e dei residenti per il recupero di parcheggi, per gridare allo scandalo ideologico, quando invece, a mio giudizio, il vero scandalo è che si facciano parcheggiare le auto di fronte al portone d’ingresso della Collegiata”.
E ancora: “Avevo preso impegno di portare la nostra voce in Regione per un progetto importante inserito nel PUMS riguardante la costruzione di due parcheggi alle stazioni di Figline e di Incisa, un’opera da 2 milioni di euro finanziati da Regione Toscana in cui si comprende anche una nuova circonvallazione dalla stazione di Figline verso Matassino. A luglio avevo preso appuntamento con la Città metropolitana ma il sindaco preferì dirmi che avrebbe provveduto lui a prendersi in carico la cosa: ad oggi non mi risulta ci siano reali risposte in merito. Ho richiesto che nel prossimo bilancio siano inseriti 500.000 euro per l’adeguamento alle norme di sicurezza dello stadio ‘Del Buffa’ e mi sono impegnato a dar corso agli impegni assunti dall’Amministrazione verso la società ‘Rugby Valdarno’ di Figline. D’accordo con il Sindaco, si è provveduto a stanziare 250.000 euro per la messa a norma dello stadio di Incisa; prima che mi fosse chiesto di non recarmi più ad infastidire l’Ufficio Tecnico, ho sollecitato l’avvio della procedura di SCIA per consentire l’utilizzo in sicurezza dello stadio di Incisa: il ‘Palio dei Ciuchi’, infatti, non si è svolto proprio a causa della mancanza di certificazioni”.
Ciucchi poi elenca altre azioni, dalla proposta di una “Festa dello Sport”, coinvolgendo tutte le società sportive del territorio; fino a interventi da sviluppare per le Frazioni, e poi commenta: “Ho dovuto via via prendere atto del vuoto che mi si è voluto creare intorno, dal momento che mi è stato impedito qualsiasi approccio con l’ufficio comunicazione, persino in occasione dell’avvio dei lavori del campo sportivo del ‘Madonnino’. Non sono stato delegato a rappresentare il Sindaco in sua assenza, gettando nel ridicolo il Comune: ne ho avuto prova di recente, quando un promotore della manifestazione si è preoccupato di invitarmi personalmente, una volta venuto a conoscenza che era stata delegata una assessora a rappresentare l’Amministrazione. Se è indubbio il fatto che il Sindaco ha la prerogativa di farsi affiancare nelle conferenze stampa dagli assessori di competenza, non si comprende quale sia la prerogativa di allontanare il vicesindaco, come è successo in occasione della recente conferenza stampa di presentazione del Perdono di Figline”.
“In questa vicenda ad uscirne male non è stata tanto la delegittimazione del vicesindaco e del partito che rappresenta, ma l’immagine che ha dato pubblicamente l’Amministrazione e chi la guida. Si è voluto agire in modo unilaterale, in un processo di progressiva emarginazione nei miei riguardi dalle riunioni relative agli atti preparatori di bilancio, al piano triennale delle opere pubbliche e a quelle concernenti la modifica del Regolamento comunale e dello Statuto, rispetto alle quali, anziché ricercare un’intesa con la nostra parte politica, si è preferito perseguire finalità di parte anche se contrastanti con la giurisprudenza prevalente, mettendo in pericolo il principio di naturale separazione delle funzioni tra il Consiglio e la Giunta. Non rimaneva che prendere atto, come ho fatto, insieme al mio partito, che questo gruppo dirigente del Partito Democratico sia privo di quella cultura politica di coalizione che comporta la fiducia nello sviluppo delle relazioni personali e politiche ed implica la pratica della ricerca della mediazione e della sintesi fra diversi”.
Ciucchi parla anche della fase di ricomposizione della scorsa primavera, che portò alla sua nomina a vicesindaco: “Ricordo la forza delle argomentazioni del Sindaco con le quali, di fronte alle preoccupazioni e alle perplessità del PSI a riassumere ruoli di governo, condizionò la risoluzione della crisi politica al fatto che io assumessi il ruolo di vicesindaco. Sarebbe stato più comodo chiamarsi fuori allora, ma ritenemmo in quel momento più responsabile rispondere direttamente ai cittadini che ci avevano dato fiducia e consenso, provando con il nostro contributo a determinare un cambio di passo nell’azione del governo cittadino. Non ci siamo riusciti poiché, come si è visto, si è fatto di tutto per mettere il PSI nella condizione di non provarci nemmeno. Sul sentiero della stabilità e della governabilità sono stati confezionati una serie di ‘pacchi’ infiocchettati di acredine e risentimento che, una volta aperti, hanno sprigionato solo pretesti mirati a relegarci ad una condizione di subalternità. Abbiamo confidato, in un primo momento, che il Sindaco esercitasse la sua leadership per valorizzare tutte le diverse sensibilità che dovrebbero costituire la ricchezza di una coalizione. Da quanto mi è sembrato di capire però, il mutamento nella relazione e nel rapporto personale e politico verso il sottoscritto, sono derivati dalla pressione e dal condizionamento esercitati su di lui dal suo stesso partito. Appare quindi evidente come ogni presupposto che possa comportare il nostro permanere in questa maggioranza e in Giunta sia venuto totalmente meno”.
“Ringrazio comunque i colleghi di Giunta, particolarmente coloro che, pur nella consapevolezza del clima tossico che si stava montando nei miei confronti, hanno tenuto aperta la strada di un civile rapporto personale e politico. Assicuro di non portare alcun risentimento verso chi, avendo beneficiato della lealtà e della correttezza politica mia e di Fabio Gabbrielli, è rimasto per cinque anni nell’incarico di assessore nella precedente consiliatura e che, in questa, da consigliere, schierandosi convintamente per l’azzeramento della Giunta, si è poi prestato ad esercitare in modo provocatorio il compito assegnatogli, quello cioè di contrastare ogni mia iniziativa e proposta. Così come non porterò nessun risentimento neanche verso chi ha mutato improvvisamente il suo giudizio politico e il rapporto verso di me perché, così mi è stato spiegato, questa era un’occasione irripetibile. Per me l’incarico da vicesindaco non è mai stato un’opportunità personale e per cercare di svolgere i miei compiti al meglio mi sono dedicato completamente a questo ruolo, e adesso, con umiltà ma a testa alta, tornerò al mio lavoro. Ringrazio infine i Dirigenti del Comune che mi hanno supportato e tutti i dipendenti comunali per il sostegno e la collaborazione. Ci ho messo l’anima e tutta la mia passione; il mio impegno è stato rivolto a dare risposte ai problemi dei cittadini, ma quando capisci che c’è chi ti ostacola di proposito e si preoccupa principalmente di tutelare gli interessi di parte, è giusto prenderne atto e staccare la spina: alla mia libertà e alla mia dignità non rinuncio”, conclude Umberto Ciucchi.

