Radioterapia, il Calcit dona un Catalyst da 250mila euro alla Gruccia per cure più precise e sicure

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Una nuova tecnologia da 250mila euro per rendere le cure oncologiche più precise, sicure e meno invasive. È stata inaugurata oggi pomeriggio, all’ospedale Santa Maria alla Gruccia, la strumentazione “Catalyst” per la radioterapia, donata dal Calcit Valdarno grazie alla generosità dei cittadini.

Alla cerimonia, che si è svolta nel pomeriggio nel reparto di Radioterapia dell’ospedale della Gruccia, hanno partecipato anche numerose autorità istituzionali e sanitarie del territorio. Presenti, tra gli altri, il direttore generale della Asl Toscana sud est Marco Torre, la direttrice del presidio ospedaliero Patrizia Bobini, la direttrice della Radioterapia Simona Borghesi e il presidente del Calcit Valdarno Marco Ermini, insieme a rappresentanti della Regione Toscana e ai sindaci del Valdarno. L’iniziativa ha rappresentato un momento di condivisione tra istituzioni, professionisti sanitari e comunità locale, a testimonianza del forte legame tra il territorio e la struttura ospedaliera.

Come funziona il macchinario. Il dispositivo, spiegano i medici, è composto da tre telecamere che “leggono” il corpo del paziente e ne ricostruiscono in tempo reale una sorta di immagine tridimensionale. In pratica, durante la radioterapia, i medici possono controllare continuamente se il paziente è perfettamente fermo oppure se si muove anche di pochi millimetri. Questo è fondamentale perché la radioterapia colpisce zone molto precise del corpo: anche un piccolo spostamento potrebbe ridurre l’efficacia della cura o coinvolgere parti sane. Il sistema permette quindi di correggere subito la posizione e rendere il trattamento più accurato. Inoltre, la tecnologia consente di sincronizzare la terapia con il respiro del paziente. In alcuni casi, come nei tumori al seno o al torace, trattenere il respiro per pochi secondi permette di “allontanare” temporaneamente organi delicati come il cuore, riducendo i rischi.

“Grazie a questa donazione abbiamo acquisito un dispositivo che consente di monitorare continuamente la posizione del paziente, rendendo i trattamenti più precisi, personalizzati e sicuri”, ha spiegato la direttrice della Radioterapia, Simona Borghesi. “È particolarmente importante nei casi in cui il tumore si trova vicino al cuore: con la tecnica del respiro trattenuto possiamo ridurre il rischio di effetti collaterali a lungo termine, come quelli cardiovascolari”. Borghesi ha ricordato anche l’attività del reparto: “Seguiamo circa mille pazienti l’anno, all’interno di un percorso oncologico completo che non comprende solo radioterapia ma anche visite e altre terapie. Fondamentale è il lavoro di squadra di medici, infermieri, tecnici e fisici sanitari”.

Importante anche il punto di vista dei tecnici di radioterapia: “Questo sistema ci aiuta innanzitutto nel posizionamento del paziente, dandoci un’immagine in 3D da confrontare con la TAC di riferimento. Possiamo vedere in tempo reale gli spostamenti e correggerli per ottimizzare il trattamento. È molto utile anche per il controllo del respiro nei tumori toracici e della mammella: la terapia viene erogata nel momento di massima espansione del torace, così da allontanare gli organi critici. Questo significa, nel lungo periodo, una migliore qualità di vita per il paziente.”

Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessora regionale alla sanità Monia Monni: “Siamo molto grati al Calcit per questa collaborazione preziosa. Questo macchinario sarà particolarmente utile soprattutto per le donne, perché consente una radioterapia di altissima precisione nel tumore della mammella, riducendo l’impatto sul cuore e quindi gli effetti collaterali. Inoltre coinvolge attivamente la paziente, che può controllare il proprio respiro e partecipare alla cura”. Monni ha poi sottolineato il valore della collaborazione con il territorio: “Quando i cittadini contribuiscono direttamente al sistema sanitario si crea il miglior rapporto possibile. Questo ospedale è profondamente legato alla sua comunità”.

Il presidente del Calcit Valdarno, Marco Ermini, ha evidenziato proprio questo aspetto: “Questa donazione rappresenta la volontà e la generosità dei cittadini del Valdarno. Grazie al loro sostegno possiamo acquistare strumentazioni e portare avanti progetti importanti da oltre trent’anni”.

Per il direttore generale della Asl Toscana sud est, Marco Torre, si tratta di “un ulteriore passo avanti per un centro che è già un’eccellenza della rete ospedaliera”. Torre ha ricordato come, nonostante le difficoltà di bilancio, “l’azienda continua a investire e a rinnovare le tecnologie, anche grazie al contributo fondamentale del Calcit”.

Infine, Valentina Vadi come Presidente della Conferenza dei sindaci del Valdarno ha sottolineato:“Quella di oggi è una tappa di una lunga collaborazione. Il Calcit Valdarno è un’istituzione al fianco dei malati oncologici e questa radioterapia è il risultato di anni di impegno condiviso”.

Infine, è stato ribadito il valore del lavoro quotidiano del personale sanitario e della collaborazione tra istituzioni e volontariato, elementi che hanno permesso negli anni di sviluppare un servizio oncologico sempre più avanzato.

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