Cavriglia, Ospedale di Comunità: sopralluogo del Presidente della Regione

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Sarà una struttura sanitaria della rete territoriale a ricovero breve e destinata a pazienti che necessitano di interventi sanitari a media/bassa intensità clinica e per degenze di breve durata. E’ l’Ospedale di Comunità che avrà sede a Bomba nel comune di Cavriglia, in un immobile di proprietà del Comune. Una superficie di 1800 mq che  si articola su due piani fuori terra, piano terreno e primo, collegati tra loro da due vani scale, da due ascensori oltre che da una scala esterna di servizio antincendio.  La struttura sarà termina nel marzo 2026.

I lavori, per una somma di circa 2 milioni e 700mila euro, finanziati con fondi PNRR, stanno continuando e nel pomeriggio il Presidente della Regione Eugenio, insieme al sindaco di Cavriglia e a dirigenti Asl, ha effettuato un sopralluogo all’area.

Leonardo Degl’Innocenti o Sanni, sindaco di Cavriglia: “È veramente un’opera strategica per l’intero Valdarno, perché il territorio, in relazione al numero dei residenti, ha diritto a quaranta posti letto nell’ospedale di comunità. Attualmente ne esistono solo venti e l’azienda ha cercato attraverso bandi di evidenza pubblica alcune soluzioni. Noi avendo notato che nessuno aveva dato la disponibilità per risolvere questo problema, abbiamo messo a disposizione un immobile di proprietà del Comune di Cavriglia gratuitamente all’Azienda, e quindi qui è stato poi scelto di realizzare l’ospedale di comunità”.

“E’ un ospedale che nascerà in questa struttura in sostituzione del Centro Servizi e incubatore di imprese, che nel frattempo è stato spostato valorizzandolo in un altro luogo, e che appunto darà risposta all’intero Valdarno. Stiamo in attesa naturalmente di completare questi lavori, l’azienda che se ne sta occupando sta rispettando i cronoprogrammi, ma siamo anche in attesa di iniziare i lavori del bypass dell’incrocio semaforico del Porcellino, perché una volta terminati quei interventi, questo sarà un luogo raggiungibile in tempi rapidissimi dal Valdarno e sarà appunto funzionale a tutta l’intera comunità di Valdarno e in qualche modo è anche il primo ospedale di Cavriglia”.

Eugenio Giani, Presidente Regione Toscana: “Io ritengo che con le case di comunità e gli ospedali di comunità si dà il respiro di una sanità territoriale che riesce ad affievolire quello che è la pressione nei pronti soccorsi e in generale sugli ospedali. La sanità territoriale è sostenuta da ospedali di comunità che assicurano la lunga degenza e da case di comunità che offrono quei servizi, a partire dai medici di famiglia, concentrati in un unico luogo, creando dei veri e propri mini-ospedali. Se andiamo a San Giovanni Valdarno, dove si sta sempre più definendo la nuova casa di comunità, ci si rende conto che in quel caso è un presidio che, a fronte del fatto che gli ospedali sono da un lato a Montevarchi e dall’altro a Figline, assicura a quel comune una capacità di rapporto con il territorio indubbiamente di grande respiro per le analisi, per i medici di famiglia, per i servizi sociali”.

“E analogamente l’ospedale di comunità, dove laddove nell’ospedale non si riesce a garantire, proprio perché deve essere nella cura acuta, una lunga degenza, ecco che l’ospedale di comunità assolve a queste funzioni di presidio al territorio in un comune che acquista con questo una struttura sanitaria importante. È nella coerenza dello sviluppo di Cabriglia, il luogo dove sarà rigenerato il borgo disabitato che diventa un centro di attività e di aggregazione per la comunità. E parlo di Castelnuovo d’Avane nel contesto di Castelnuovo dei Sabbioni, parlo del parco sportivo che si viene a costruire, parlo della rigenerazione delle attività di Enel che fra l’altro definiranno nuove infrastrutture con Firenze. E conseguentemente l’ospedale di comunità assolve a questa crescita di ruolo che ha Cavriglia”.

Elena Rebora, direttrice Distretto Usl Valdarno: “L’ospedale di comunità è strutturato con venti posti letto, dei quali sedici sul piano primo e quattro al piano di sotto che potranno essere eventualmente utilizzati in caso di necessità per persone in isolamento e si offre come una struttura che accoglierà persone in dimissione dall’ospedale che non sono ancora in grado di andare autonomamente in casa o a domicilio e che quindi richiedono attività di riabilitazione oppure imparare a utilizzare dei device che magari saranno stati resi necessari. La degenza media si pensa che sia sui venti giorni, dopo i quali la persona potrà ritornare a casa. Altresì offre il servizio anche dal domicilio, per cui il medico di medicina generale potrà decidere se una persona, che ha un momento di instabilità ma non abbastanza seria da accedere all’ospedale e quindi non potrà rimanere a domicilio, potrà invece venire qui e quindi essere riportato, diciamo, in equilibrio”.

“Quindi è una struttura di cui il territorio aveva sicuramente bisogno. La fine dei lavori è prevista per novembre e poi ci saranno tutte le fasi, diciamo, di collaudo, di arredo, si prevede quindi di rispettare perfettamente i tempi di marzo 2026”.

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