Non ci sarà Valutazione Ambientale Strategica per il progetto della bretella di collegamento tra il Ponte Leonardo e viale Matteotti a Montevarchi. Con apposita Determinazione del 12 giugno scorso, l’Amministrazione comunale ha escluso dalla VAS questo progetto. E su questa decisione arrivano forti critiche da parte dei consiglieri di opposizione Cristina Rossi (Impegno Comune) e Fabio Camiciottoli (Avanti Montevarchi Europa Verde). “La VAS, Valutazione Ambientale Strategica, non è un passaggio burocratico qualsiasi. Serve a capire prima, e non dopo, se una scelta urbanistica può avere effetti rilevanti su traffico, rumore, aria, sicurezza, salute e qualità della vita. Serve anche a confrontare alternative e a coinvolgere i cittadini prima che le decisioni diventino irreversibili. Per questo la sua esclusione è un fatto politico serio”.
“Una scelta grave – sostengono Rossi e Camiciottoli – perché presa mentre restano senza risposta le domande decisive: quanto traffico arriverà davvero su viale Matteotti? Cosa succederà negli orari di ingresso e uscita delle scuole e in orari di punta? Come reggerà il quadrivio tra scuola, piscina e palazzetti dello sport? Chi garantirà sicurezza, rumore e qualità dell’aria? La nuova strada viene raccontata, in primis da Sindaco e Assessore Piomboni, come un’opera di decongestione. Ma tutto lascia prevedere il contrario: un nuovo flusso di veicoli scaricato in uno degli snodi più delicati della città, a poche decine di metri da studenti, famiglie e impianti sportivi. Prima si progetta escludendo la popolazione dal confronto e dalla partecipazione sfruttando, nel silenzio assordante, un altro Ente sovracomunale per definire una strada comunale e non mostrando soluzioni alternative. Poi, forse, si misureranno gli effetti”.
“Il Comune esclude la VAS proprio mentre il suo stesso provvedimento ammette criticità acustiche, rinvia verifiche fondamentali, prevede misure ante e post operam e chiede approfondimenti sulla barriera acustica della scuola. Per alcune abitazioni vicine alla nuova strada si arriva perfino a prendere atto che il rispetto dei limiti potrà essere garantito solo all’interno delle case. Tradotto: fuori casa il rumore potrà peggiorare. La risposta dell’Amministrazione sembra essere: chiudete le finestre. E sulle scuole? È prevista una barriera acustica di 2,5 metri, ma ARPAT chiede di verificare se sia sufficiente a proteggere anche il secondo piano. Quindi la tutela non è ancora dimostrata. Eppure la VAS viene esclusa. Non basta. La ASL aveva inizialmente espresso parere negativo. Poi cambia posizione, ma solo con prescrizioni. La stessa ASL raccomanda di valutare percorsi alternativi. Domanda semplice: se è tutto così chiaro e sostenibile, perché servono così tante prescrizioni? E perché si parla ancora di alternative?”, chiedono i consiglieri di opposizione.
C’è poi un tema di tempi. “Se l’iter proseguirà adesso, il rischio concreto è che il periodo utile per le osservazioni cada in piena estate, quando cittadini, famiglie, scuole e associazioni sono meno nelle condizioni di informarsi, organizzarsi e partecipare. Sarebbe un pessimo segnale democratico. Un modo che oramai si ripete quando sono in ballo scelte che riguarderanno il futuro e la cui realizzazione rappresenta punti di non ritorno. La verità è che questa non è una semplice scelta tecnica. È una scelta politica che può cambiare il traffico, il rumore e la qualità della vita in una parte centrale di Montevarchi. Chiediamo all’Amministrazione di fermarsi, pubblicare tutti gli studi su traffico, rumore, aria e sicurezza, mostrare le alternative valutate e aprire subito un confronto pubblico con cittadini, scuole, residenti, attività economiche e utenti degli impianti sportivi. Non si governa una città chiedendo fiducia al buio. Prima i dati. Prima il confronto. Prima le alternative. Poi le strade”, concludono Rossi e Camiciottoli.

