Linea aretina, ritardi e cantieri al centro del confronto tra Regione, sindaci, RFI e Trenitalia: in arrivo nuovi treni entro il 2026

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Al centro del tavolo istituzionale la saturazione della direttrice Firenze-Roma, i disagi quotidiani dei pendolari e il percorso condiviso su orari e bonus. Due nuovi convogli ETR108 entro il 2026.

Ritardi quotidiani, una linea sempre più congestionata, nuovi cantieri in arrivo e la necessità di ripensare orari e priorità del servizio. Sono questi i temi affrontati nel secondo tavolo di confronto istituzionale sulla linea aretina, riunito questa mattina con Regione Toscana, Conferenza dei sindaci del Valdarno, RFI, Trenitalia e rappresentanti dei pendolari.

Il confronto, durato oltre due ore e mezzo, ha messo al centro soprattutto la condizione dei pendolari, che continuano a fare i conti con ritardi frequenti sia all’andata che al ritorno dal lavoro o dai luoghi di studio. A sottolinearlo è stata la presidente della conferenza dei sindaci Valentina Vadi, che ha parlato di una situazione non più sostenibile: “Molti dei nostri pendolari accusano ritardi nell’arrivo o nel ritorno dal posto di lavoro o dal luogo di studio”. Vadi ha inoltre evidenziato come i nuovi lavori sulla rete, pur necessari, comporteranno inevitabilmente ulteriori disagi temporanei per chi viaggia ogni giorno.

Nel corso della riunione, RFI e Trenitalia hanno illustrato gli investimenti previsti sulla rete nel 2026, con una serie di interventi infrastrutturali destinati a migliorare nel medio periodo la tenuta della linea. Si tratta però di lavori che comporteranno nuove aperture di cantiere e quindi ulteriori disagi temporanei per l’utenza.

Uno dei punti più rilevanti emersi dal tavolo riguarda il rinnovo del materiale rotabile. Su questo l’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni ha confermato: “Abbiamo parlato dei prossimi due treni che entreranno in servizio entro fine anno, oltre 200 km/h sulla linea. Gli altri quattro arriveranno nei primi mesi del 2027”.

Accanto agli investimenti, il nodo più urgente resta però quello della saturazione della linea, aggravata dal progressivo aumento dei collegamenti ad alta velocità e dalla prospettiva di nuovi ingressi internazionali già dal 2027. Da qui la decisione di riattivare il tavolo interregionale tra Toscana, Umbria, Lazio e RFI, che dovrà lavorare alla revisione dell’offerta ferroviaria sulla Roma-Firenze e alla definizione di un nuovo assetto degli orari.

Dal territorio è emersa con forza la richiesta di evitare che il peso di questa saturazione continui a scaricarsi sui treni regionali e quindi sui pendolari. “La linea è satura e lo vediamo quotidianamente”, ha osservato ancora Vadi, ricordando che l’aumento dei collegamenti ad alta velocità non può continuare a penalizzare i territori e chi usa ogni giorno i regionali per lavoro o studio.

Sul fronte politico-istituzionale, la Regione ha confermato la volontà di costruire un percorso condiviso anche sul nuovo sistema dei bonus per gli abbonati. “Lo vogliamo fare in un sistema partecipato insieme a sindaci e comitati”, ha spiegato Boni, rilanciando la linea del confronto condiviso su orari, rimborsi e qualità del servizio. L’assessorato punta a una prima proposta operativa già nel prossimo incontro fissato per il 15 maggio.

Tra gli elementi emersi nel confronto c’è anche la consapevolezza che le criticità della linea derivino da ritardi infrastrutturali accumulati negli anni. Per questo, accanto ai correttivi immediati, si guarda a interventi strutturali più ampi sulla direttrice verso Firenze, compreso il tema del potenziamento dei binari nei punti oggi più esposti ai colli di bottiglia.

Il messaggio uscito dal tavolo è duplice: da una parte la conferma di nuovi treni e investimenti sulla rete, dall’altra la necessità di dare risposte rapide ai migliaia di utenti che ogni giorno utilizzano la linea aretina e continuano a fare i conti con ritardi che in molti casi arrivano fino a 30 o 40 minuti.

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