La realtà sociale di “Orto Torto”, un programma in aiuto alle persone con fragilità fisiche, psicologiche e sociali

Articoli correlati

In Vetrina

Più lette

In Vetrina

Situato in fondo a una strada sterrata, che comincia a metà tra le località di Restone e Carresi, “L’Orto Torto” è un piccolo e tranquillo ettaro di terreno dove persone con fragilità di varia natura possono dedicarsi all’agricoltura all’interno di un programma volto a facilitare il loro reinserimento nella società.

L’Orto Torto è nato nell’aprile del 2010. È una realtà di agricoltura sociale dove facciamo inserimenti di persone svantaggiate”, spiega Giulia Santi, la rappresentante dell’associazione Solidarietà e Accoglienza O.d.V., che gestisce quest’iniziativa con la Caritas diocesana di Fiesole.

Questo terreno era della Curia, che l’ha donato a un signore che abita proprio qui vicino. Questo signore, Alfredo Rabar, fa parte della comunità dei condomini solidali e l’ha dato a Don Mauro Frasi di Montevarchi e alla sua casa famiglia, che ha deciso di portare avanti questa realtà di agricoltura sociale, questo orto, gestito dalla nostra associazione.”

Qui facciamo agricoltura sociale con persone inserite da vari contesti: ci sono persone che fanno tirocini di inclusione, persone con disabilità che fanno parte dell’associazione Abbracciamo il Valdarno, persone che stanno in casa famiglia e vengono a fare il volontariato, persone che vengono mandate dalla salute mentale del comune di Figline e Incisa e inserimenti che provengono tramite i servizi sociali del Comune di Figline e tramite il SERT di Montevarchi. Lo scopo di questo orto, più che fare agricoltura, è reinserire queste persone all’interno della società, persone fragili che hanno avuto una vita difficile e devono  rientrare anche nel mondo del lavoro.”

Un lavoro faticoso, considerati i contesti da cui provengono alcune persone dell’Orto, ma che da i suoi frutti: “Coltiviamo in gran parte ortaggi, di frutta facciamo solo le fragole, tutto di stagione perché abbiamo tre serre ma non sono riscaldate. Alleviamo anche galline e anatre ovaiole. I riscontri sono per la maggior parte positivi, infatti alcune delle persone entrate qui non avevano più fiducia né negli altri, né in loro stessi, ma dopo aver fatto questo percorso, che può durare da pochi mesi ad alcuni anni, c’è chi è riuscito a riacquistare la fiducia e chi è arrivato anche fino alla pensione. Naturalmente ci sono state anche delle persone talmente fragili che poi purtroppo non ce l’hanno fatta, però la maggior parte sono uscite da qui e poi hanno trovato altri lavori.”

Una realtà e un percorso di reinserimento che non si promettono come infallibili, ma che possono essere un tassello importante per aiutare chi ne ha bisogno a rialzarsi. Tutto questo non sarebbe possibile senza una fitta rete di collaborazione tra le associazioni del territorio.

Collaboriamo con l’orto di Qoelet che si trova a Villa Pettini, quindi comune di Montevarchi, cerchiamo di aiutarci, se noi abbiamo bisogno di qualcosa loro ci aiutano o se loro hanno bisogno di qualcosa noi si va da loro e li aiutiamo. Questa è una rete che si è creata soprattutto con loro con l’UEPE di Arezzo e di Firenze.”

Orto Torto si sostiene in larga parte grazie alla partecipazione ai bandi e all’otto per mille, ma una piccola parte dei finanziamenti arrivano anche da donazioni da parte di privati e dalla vendita dei prodotti coltivati.

Tutto quello che produciamo, quindi gli ortaggi e anche le uova, vengono dati ai gruppi di acquisto solidali di Levane, Loro e ad alcune famiglie che ci sostengono in cambio di un’offerta.”

Oltre alle persone che partecipano al programma di riabilitazione, l’iniziativa può contare anche su un buon giro di volontari che spesso vengono ad aiutare, talvolta lasciando anche un segno che va oltre le aspettative: “C’è chi viene a prendere gli ortaggi e rimane un po’ qui a darci una mano. C’è stato anche chi come Mario Lanini, fotografo che fa parte del fotoclub Palazzaccio di San Giovanni, ha deciso di fare questo libro fotografico che con foto e citazioni spiega la realtà di questo orto.”

[rp4wp limit=4]
[rp4wp limit=4]

Articoli correlati