Questa mattina, in occasione dell’ iniziativa “Donne rese invisibili” istituita dal comune di Montevarchi, gli studenti delle classi quarte del liceo scientifico e di scienze applicate dell’IIS Varchi hanno partecipato alla conferenza stampa dedicata alle donne che vivono nei paesi totalitari e nelle situazioni di conflitto. In quest’occasione sono intervenute Sanaz Partow, attivista iraniana del movimento “Donna vita e libertà“, Zhiyuan Liu, Mediatrice culturale dell’ associazione “Nosotras APS“, e Yuliia Chernyshova, Visiting Professor dell’Università degli Studi di Siena.
“Questo è il tema che abbiamo voluto dare alla prima rassegna della nuova commissione pari opportunità in occasione della giornata internazionale della donna – spiega il vicesindaco Bucciarelli – Ci siamo focalizzate sul tema della condizione della donna nei regimi totalitari e in condizioni di conflitto armato.”
“Noi abbiamo sposato con enorme piacere l’idea di partecipare a questa conferenza – afferma la docente dell’IIS Varchi Cecilia Costantino – data l’importanza del tema e dato il fatto appunto lavoriamo spesso con i ragazzi su tematiche che riguardano l’educazione civica, l’educazione alla cittadinanza in generale. I ragazzi hanno preparato una serie di domande, si sono mostrati molto curiosi rispetto all’evento e hanno anche voglia di conoscere, di comprendere quello che sta succedendo adesso nel mondo.”
Durante il primo intervento, Partow ha parlato agli studenti della vita sotto il brutale regime repressivo iraniano, raccontando delle testimonianze dei crimini contro l’umanità perpetrati dal regime ormai da decenni.
“Noi in Iran abbiamo anni e anni di lotta femminile proprio contro quel potere maschilista che sottomette le donne, che cerca in tutti i modi di togliere qualsiasi diritto alle donne iraniane che però non si sono mai sottomesse al regime, che hanno continuato a essere presenti nella società riempire le università iraniane, essere presente anche nella vita politica.”
Zhiyuan Liu ha invece raccontato agli studenti di come siano ancora forti discrepanze sociali tra uomo e donna in Cina e di come il governo cinese ostacoli effettivamente la parità dei diritti.
“Sono 25 anni che lavoro nelle varie enti come mediatrice, sia nei servizi sociali che al tribunale. Riscontro molte volte le discrepanze sui diritti delle donne nella comunità cinese e la grande difficoltà di emancipazione da parte delle donne.”
La professoressa Chernyshova ha infine chiuso il ciclo d’interventi raccontando dell’esperienza di un paese in guerra e di come il conflitto obblighi uomo e donna a separarsi, mandando i primi al fronte e le seconde a rifugiarsi in altri paesi.
“Mi piace proprio il titolo di questo ciclo di incontri, Donne rese invisibili. Probabilmente sì, ci sentiamo molto invisibili e la mia esperienza è quella di chi è fuggito, di chi è dovuto diventare completamente invisibile. Mi sono detta che voglio essere visibile, voglio vivere in tutti i sensi ancora in questo mondo.”
I ragazzi si sono dimostrati soprattutto molto interessati dal lungo e per molti versi raccapricciante racconto delle repressioni perpetrate dal governo iraniano, mostrandosi molto interessati riguardo riguardo la difficoltà sul ricevere informazioni attendibili su quello che succede all’interno del paese, sui rapporti fra madri e figlie e come fosse percepito l’attuale conflitto.

