Si è svolta sabato 28 marzo in Piazza Serristori a Figline Valdarno la “Tessitura di pace”, iniziativa già annunciata nelle scorse settimane e parte della mobilitazione nazionale “10, 100, 1000 piazze di donne per la pace”.
Dopo l’attesa delle settimane precedenti, la piazza si è trasformata in uno spazio condiviso di incontro e partecipazione, dove cittadine e cittadini hanno dato vita a un gesto tanto semplice quanto simbolico: tessere insieme. L’evento si è inserito nella mobilitazione nazionale che ha visto attivarsi contemporaneamente oltre 150 piazze in tutta Italia, dal nord al sud del Paese. A livello locale, l’iniziativa è stata promossa dal gruppo Donne Attive per la Pace di Incisa e dintorni.
Al centro dell’incontro, il lavoro manuale come pratica collettiva e politica: fili, stoffe, uncinetti e ferri da maglia hanno dato forma a un grande arazzo condiviso. Ogni contributo ha rappresentato un messaggio di pace, un desiderio di giustizia, un rifiuto della guerra come destino inevitabile.
La piazza di Figline ha rispecchiato lo spirito dell’intera mobilitazione nazionale: non una protesta tradizionale, ma un’azione concreta e simbolica, capace di trasformare gesti quotidiani di cura in un linguaggio pubblico e condiviso. Un modo per contrastare quella che le promotrici definiscono la normalizzazione della guerra in un contesto internazionale segnato da conflitti sempre più estesi.
A livello nazionale, la crescita della rete è stata significativa. Nata circa un anno fa da un incontro tra gruppi di donne impegnate per la pace, ha progressivamente ampliato la propria partecipazione, passando da una cinquantina di piazze coinvolte nel giugno 2025 alle oltre 150 attuali. Un percorso costruito attraverso incontri, lavoro online e la condivisione di pratiche e visioni comuni.
Alla base dell’iniziativa c’è anche la Carta dell’Impegno per un mondo disarmato, documento politico che unisce le aderenti alla rete e che denuncia il legame tra guerra, potere e modelli culturali dominanti, proponendo un’alternativa fondata sulla cura, sulla mediazione e sulla responsabilità collettiva. Uno sguardo che abbraccia i principali scenari di conflitto globale, dall’Ucraina al Medio Oriente, fino alle guerre meno raccontate in Africa.
La giornata del 28 marzo rappresenta una tappa di un percorso più ampio. Tutti i manufatti realizzati nelle piazze italiane confluiranno infatti in una manifestazione nazionale prevista a Roma il prossimo 21 giugno, dove verranno uniti in un’unica trama di pace.
L’obiettivo è costruire una voce collettiva capace di arrivare fino alle istituzioni, chiedendo lo stop al riarmo e una presa di posizione chiara contro la guerra. Un messaggio che parte dai territori e che punta a trasformare la partecipazione in una presenza pubblica sempre più visibile. Anche da Figline si è così aggiunto un tassello a questa mobilitazione diffusa, un filo che, intrecciandosi con quelli di centinaia di altre piazze italiane, contribuisce a costruire un messaggio condiviso di pace.

