La sola sospensione della patente di guida a carico di Fabio Mistò, giudicato responsabile della strage dell’A1 dello scorso agosto, non basta: doveva essergli revocata. Lo sostengono le famiglie delle tre vittime, Giulia Santoni, Gianni Trappolini e Franco Lovari, che sono assistite rispettivamente dagli avvocati Veronica Barzanti e Gianluca Cocchi; Stella Scarnicci; Enrico Buoncompagni. C’è rabbia e amarezza tra i familiari per la sola sospensione per tre anni della patente, che appare non proporzionata alle conseguenze della condotta di guida del camionista. Ed è per questo che i legali, congiuntamente, hanno presentato una istanza alla Procura della Repubblica di Arezzo, con richiesta di impugnare la sentenza di applicazione della pena comminata a Mistò, proprio nella parte relativa alla sanzione sulla patente di guida.
Giovedì, davanti al tribunale di Arezzo, i legali delle famiglie delle tre vittime spiegheranno nei dettagli le motivazioni alla base di questa richiesta. Ricordiamo che Mistò, che era alla guida del tir carico di inerti che travolse l’ambulanza della Misericordia di Terranuova e altri mezzi fermi in coda, causando la morte delle tre persone che erano a bordo dell’ambulanza stessa, ha raggiunto il patteggiamento ed è stato condannato a cinque anni di carcere per omicidio stradale aggravato, in virtù del rito abbreviato.

