Crisi del comparto vitivinicolo del Valdarno, il Consiglio comunale di Montevarchi all’unanimità: “Servono misure straordinarie e strutturali”

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Un documento approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Montevarchi, nella sua ultima seduta, interviene a sostegno del settore vitivinicolo del Valdarno, chiedendo a Regione e Governo l’adozione di misure straordinarie e strutturali. “Il comparto vitivinicolo – si legge nel testo dell’atto di indirizzo – sta attraversando una fase di particolare difficoltà determinata dalla concomitanza di più fattori strutturali; la crisi climatica sta modificando profondamente le condizioni di produzione, con aumento delle temperature, maggiore frequenza di periodi di siccità, eventi meteorologici estremi, alterazione dei cicli vegetativi e crescenti costi di adattamento; parallelamente si registra una contrazione dei consumi di vino, una riduzione della domanda in alcuni segmenti del mercato, una maggiore pressione competitiva internazionale e una difficoltà crescente nel collocamento delle produzioni; tali condizioni determinano eccedenze e accumulo di prodotto nelle cantine,
riducendo la capacità finanziaria delle aziende e rallentando il ciclo economico della filiera”.

Non solo: “La diminuzione dei prezzi di mercato si ripercuote direttamente sul valore riconosciuto alle uve (40 euro al quintale), fino a livelli che rischiano di non garantire una remunerazione adeguata dei costi sostenuti dal viticoltore e del lavoro necessario alla conduzione dei vigneti; la stessa Regione Toscana ha rilevato situazioni caratterizzate da crescita delle giacenze, diminuzione delle vendite e significativa flessione dei prezzi del vino sfuso, evidenziando il rischio di compromissione della redditività delle aziende vitivinicole”. E il documento sottolinea anche che “la crisi economica della viticoltura rischia di produrre nel medio periodo effetti ben più ampi della sola
riduzione del reddito delle imprese: l’eventuale abbandono dei vigneti comporterebbe infatti perdita di suolo agricolo coltivato, espansione incontrollata della flavescenza dorata, degrado del paesaggio, riduzione della biodiversità, perdita di manutenzione del territorio, aumento del rischio di dissesto e perdita di occupazione e di presidio umano delle aree rurali”.

Il Consiglio comunale di Montevarchi, all’unanimità, ha definito “necessaria una politica nazionale e regionale strutturale per la resilienza e la competitività della viticoltura toscana, con particolare attenzione ai territori che presentano elevato valore paesaggistico e rurale” e ha sottolineato come sia “opportuno che il Distretto Rurale e Biologico del Valdarno di Sopra possa diventare un laboratorio territoriale per sperimentare nuove politiche di sostegno alla viticoltura”.

Alla luce di questa premessa, il documento approvato sollecita Regione Toscana e Governo italiano, in quanto stato membro dell’UE, “ad intervenire con strumenti straordinari e strutturali a sostegno dei viticoltori del Valdarno Superiore e dei territori vitivinicoli toscani in maggiore difficoltà; a prevedere misure specifiche per sostenere il reddito dei produttori e il valore delle uve, contrastando condizioni di mercato che determinino una remunerazione non sufficiente; a promuovere strumenti di programmazione dell’offerta, anche attraverso il monitoraggio delle superfici, delle produzioni, delle giacenze e dell’andamento dei mercati, così da prevenire squilibri strutturali tra produzione e domanda; a sostenere strumenti di gestione e riduzione delle eccedenze; a finanziare programmi di innovazione e adattamento climatico della viticoltura;  a promuovere, attraverso università, centri di ricerca e soggetti del territorio, un programma regionale di ricerca applicata sulla viticoltura del futuro, con particolare attenzione alle condizioni climatiche e pedologiche toscane; a sostenere progetti di aggregazione tra produttori, reti di impresa, cooperative, filiere territoriali e forme di collaborazione per ridurre i costi, aumentare il potere contrattuale, condividere servizi e promuovere il prodotto, dando la possibilità ai Distretti del Cibo di svolgere un ruolo di accompagnamento”.

L’atto di indirizzo chiede inoltre di “rafforzare le politiche di valorizzazione e riconoscibilità dei territori vitivinicoli, sostenere la sperimentazione di nuovi prodotti e nuovi segmenti di consumo, favorire la costituzione di filiere territoriali e dedicare particolare attenzione al ricambio generazionale e all’accesso alla terra, favorendo l’insediamento di giovani agricoltori; prevedere forme di premialità nei programmi regionali per le imprese che, oltre alla produzione agricola, garantiscano funzioni di tutela del paesaggio, del suolo, della biodiversità e di presidio delle aree rurali; e infine riconoscere nei programmi e negli strumenti finanziari regionali il particolare valore dei territori organizzati in Distretti Rurali e Biologici, favorendo progetti integrati e non esclusivamente interventi rivolti alla singola
impresa”.

Il Consiglio comunale di Montevarchi ha espresso infine “pieno sostegno alle imprese vitivinicole del territorio, riconoscendo il valore economico, occupazionale, ambientale, paesaggistico, sociale e culturale della loro attività” e ha invitato formalmente “la Giunta Regionale della Toscana e, in particolare, l’Assessorato regionale all’Agricoltura, il Governo ed i parlamentari toscani dell’Unione Europea affinché assumano la crisi del comparto vitivinicolo quale priorità della politica agricola regionale e nazionale e attivino un confronto specifico con i produttori”, chiedendo inoltre alla Regione Toscana “l’apertura di un Tavolo regionale permanente sulla crisi della viticoltura” e che “il Distretto Rurale e Biologico del Valdarno di Sopra sia disponibile al suo coinvolgimento nella definizione delle misure e dei progetti regionali, quale soggetto territoriale capace di mettere in relazione enti locali, imprese, organizzazioni agricole, ricerca e sistema economico, invitando nel contempo gli altri Comuni appartenenti al Distretto Rurale e Biologico del Valdarno di Sopra ad adottare analoghi atti deliberativi, per costruire una posizione istituzionale unitaria del territorio da presentare alla Regione Toscana.

“Salvare la viticoltura significa salvare una parte del territorio”, chiude il documento approvato dal Consiglio comunale di Montevarchi: “Difendere il produttore significa difendere il paesaggio, il lavoro e la comunità rurale; affrontare la crisi non significa soltanto sostenere le imprese nell’emergenza, ma costruire le condizioni economiche, ambientali e sociali perché possano continuare a produrre nel futuro. La viticoltura non è soltanto una filiera produttiva: è un presidio del territorio, e il territorio, quando viene presidiato, curato e coltivato, rappresenta un patrimonio della comunità e dell’intera Toscana”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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