Chiusa l’inchiesta per i tre morti in A1. Per il camionista contestato il reato di omicidio stradale aggravato

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La Procura della Repubblica di Arezzo ha chiuso l’inchiesta sull’incidente stradale in A1 del 4 agosto dell’anno scorso in cui persero la vita l’autista e un’operatrice della Misericordia di Terranuova, Gianni Trappolini e Giulia Santoni, e il paziente che stavano trasportando alla Gruccia, Franco Lovari e in cui rimasero ferite 15 persone. Come riporta il Corriere di Arezzo al camionista che stava guidando il Tir carico di ghiaia, causa dell’incidente mortale, è stato contestato il reato di omicidio stradale aggravato.

Aggravato per il numero delle vittime e da quella che il codice penale definisce “colpa cosciente”, ovverosia una forma di responsabilità penale in cui una persona può arrivare a prevedere la possibile conseguenza della sua condotta, ma confida che non si verifichi. Non c’è dolo eventuale ma costituisce un’aggravante nei delitti colposi.

Secondo la ricostruzione effettuata, dopo le analisi della scatole nera del Tir e del cellulare, (come riporta il Corriere di Arezzo) il camionista guidava tenendo le mani sul volante ma maneggiava anche lo smartphone con il quale poco prima dello schianto avrebbe registrato un video.

 

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