San Giovanni Valdarno, i gruppi di maggioranza: “Sulla TARI, sulla terza corsia e sulla palestra serve chiarezza. Troppa strumentalizzazione politica”

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I gruppi consiliari di maggioranza del Comune di San Giovanni Valdarno – “Centrosinistra per San Giovanni”, “Alleanza Verdi Sinistra” e la lista civica “Per un’altra San Giovanni” – insieme al Partito Democratico e ad Alleanza Verdi Sinistra, intervengono pubblicamente per chiarire alcune questioni oggetto, a loro dire, di una narrazione distorta e strumentale, a partire dal tema della TARI e della raccolta firme per la richiesta di un Consiglio comunale aperto.

“Amministrare – dichiarano Marco Bandini (capogruppo Centrosinistra per San Giovanni), Francesca Bron Damiri (capogruppo Alleanza Verdi Sinistra), Andrea Romoli (segretario PD San Giovanni Valdarno), Antonio Coppola (coordinatore AVS San Giovanni Valdarno) e Carlo Innocenti (coordinatore della lista civica ‘Per un’altra San Giovanni’) – significa assumersi la responsabilità di decidere oggi, anche quando il percorso non è perfetto, ma necessario. E la scelta di avviare il passaggio dalla tassa rifiuti fissa a una tariffa puntuale, basata sulla reale produzione, va in questa direzione: rendere il sistema più equo e più rispettoso dell’ambiente”.

“La raccolta firme ha indubbiamente avuto una certa partecipazione, ma non possiamo ignorare che in diversi casi siano stati utilizzati toni ingannevoli, parlando ad esempio di una ‘nuova tassa’. È bene ricordare che i rifiuti si pagano già e che l’importo complessivo della tariffa è definito in ambito sovracomunale, non dal singolo Comune. Il nostro obiettivo è premiare i comportamenti virtuosi, non introdurre nuovi costi”.

Secondo i rappresentanti della maggioranza, però, il vero nodo riguarda il rispetto delle regole: “Duemila firme non possono modificare le regole della democrazia rappresentativa. Il nostro Statuto è chiaro: non è previsto che una petizione possa portare alla convocazione di un Consiglio comunale aperto finalizzato ad abrogare un atto già approvato. Su questo punto si è espresso anche il Segretario comunale, la figura tecnica che ha la responsabilità di garantire la correttezza degli atti: è falso affermare che abbia ammesso la validità della petizione, ha invece dichiarato l’assenza dei presupposti statutari”.

Il Consiglio comunale del 30 giugno ha poi votato la revoca del regolamento Tarip, facendo di fatto decadere anche l’oggetto della stessa petizione. “Al massimo si sarebbe potuto trasformarla in un atto di indirizzo da discutere in un consiglio ordinario. Ma quanto accaduto dopo è ancora più grave: pur di fare pressione politica, si è arrivati a mettere in discussione l’onore e l’operato del Presidente del Consiglio comunale, con accuse infondate e ricostruzioni dei fatti alterate. È inaccettabile”.

Sul tema più generale del rapporto con la cittadinanza, la maggioranza rivendica il lavoro svolto: “Il confronto con i cittadini non ci ha mai spaventato. Pochi comuni hanno promosso così tanti incontri pubblici sul tema dei rifiuti. Incontri partecipati, utili, che ci hanno portato a decidere – proprio ascoltando le persone – di mantenere ancora per un periodo il vecchio sistema, per permettere una transizione più graduale verso la tariffa puntuale”.

I rappresentanti di maggioranza tornano poi su altri due temi al centro del dibattito locale: la terza corsia autostradale e la nuova palestra.

“Per quanto riguarda la terza corsia e le opere compensative, si tratta di un’infrastruttura fondamentale per tutto il Valdarno. Purtroppo, i finanziamenti ministeriali destinati ad Autostrade per la realizzazione sono stati recentemente dirottati su altri progetti, in particolare sul ponte sullo stretto di Messina, scelto come priorità dal governo nazionale. Quando il gruppo ‘San Giovanni Civica’ ha presentato una mozione sul tema, abbiamo proposto due modifiche: la prima per sollecitare il vero soggetto inadempiente, cioè il Ministero delle Infrastrutture, la seconda per stralciare il passaggio in cui si chiedeva un’azione collettiva dei Comuni, dal momento che la Conferenza dei Sindaci era già stata convocata sul tema. Abbiamo chiesto all’opposizione di prendere una chiara posizione politica contro il Ministero e di riconoscere l’operato corretto degli enti locali. Non hanno voluto farlo. Per questo abbiamo votato contro”.

Infine, il nodo della palestra.

“Parlare oggi di restituire il contributo provinciale è un’assurdità. Un’opera come quella della nuova palestra non poteva essere finanziata unicamente con fondi provinciali, visto l’importo elevato. È stato necessario intercettare ulteriori finanziamenti, e ora, grazie a un contributo regionale, sarà possibile realizzare la struttura. Un’opera utile anche alla Provincia, che la utilizzerà per l’attività scolastica”.

La chiusura dei firmatari è dedicata a una difesa netta delle istituzioni: “Il Consiglio comunale non può diventare un palco per attacchi personali o per la demagogia. È il luogo dove si lavora, anche tra opinioni diverse, per il bene comune. Le recenti iniziative di ‘San Giovanni Civica’ – tra diffide, comunicati alterati e attacchi personali – mettono a rischio la credibilità delle nostre istituzioni. Difendere il ruolo del Consiglio e il rispetto delle regole non è solo un dovere politico, ma un atto di rispetto verso i cittadini e la loro fiducia”.

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