All’indomani del Consiglio comunale di Montevarchi che ha dato il via libera all’acquisto dell’immobile di via Roma, che sarà destinato ad una sede espositiva dedicato alla memoria sportiva, interviene sul tema l’associazione Casa Comune Montevarchi. “Non esiste alcun piano museologico approvato, nessuno studio di fattibilità economica e gestionale, nessun curatore scientifico, come previsto dalle normative regionali. Non si sa quale patrimonio verrà esposto e di chi è la proprietà. Chi valuterà il patrimonio da esporre? Cosa si esporrà, le coppe rossoblù? i cimeli ciclistici? Qualsiasi altro cimelio che altre associazioni possano detenere? Oppure ci si rivolgerà a collezionisti? di che ambito? Il progetto avrà respiro locale, regionale o nazionale? Si acquista un immobile ad uso commerciale, al quale verrà cambiata destinazione d’uso come ne varia il valore?”, sono le domande dell’associazione.
“Si parla di una concessione e che la ristrutturazione sarebbe a carico del concessionario ma quali saranno le entrate, senza un progetto e piano economico finanziario. È evidente che si tratta di fuffa necessaria ad una amministrazione ridotta al lumicino”, continua Casa Comune Montevarchi. “La sindaca si erge a tutrice e valorizzatrice delle coppe dell’Aquila Montevarchi, già salvate nel 2010 dalla vendita all’asta quando l’Amministrazione Valentini decise di acquistarle e metterle nella disponibilità pubblica, le quali sarebbero custodite deplorevolmente in una teca nel corridoio del primo piano di palazzo Varchi tra una fotocopiatrice e la parta del bagno. Ci viene da notare che inconsapevolmente ammette che qualcuno si è occupato della conservazione della memoria sportiva prima di lei, ma, nel suo consueto stile, dopo essersene dimenticata per 9 anni, oggi scopre che il Comune è proprietario delle coppe e si inventa una cosa della quale dimostra di non aver studiato e approfondito ma le è funzionale a conquistarsi un po’ di visibilità”.
Casa Comune chiede che “si maturi un ripensamento dell’intera operazione, sarebbe un segno di saggezza e di rispetto democratico; che gli atti ricevano tutti i pareri del caso e al riguardo confidiamo prima di essere perfezionati e al riguardo confidiamo nello scrupolo di Dirigenti e funzionari; che non si proceda a forme di concessione o similari senza i necessari studi fattibilità economica e il modello di gestione dell’ipotetica struttura. Fino a quando queste condizioni non saranno rispettate, l’acquisto dell’immobile di via Roma resta un’operazione opaca e propagandistica, priva di reale interesse pubblico che rischia di provocare un danno economico al Comune”, conclude la nota.

