Monia Tiranno, Segretaria della Sezione P.S.I. Figline e Incisa Valdarno, dopo le dimissioni del sindaco di Figline Incisa e le colpe addebitate al Partito Socialista e al consigliere Sarri per la crisi e la rottura, non ci sta e con un lungo e duro comunicato replica alle accuse e traccia una disamina dei fatti.
Partendo dalla conferenza stampa organizzata da tutte le opposizioni Monia Tiranno punta l’indice contro le critiche lanciate: “Un’arte nella quale eccellono, destinata all’ennesimo flop quando dovranno prendere ancora una volta atto, loro malgrado, che il PSI non snaturerà i suoi valori, la sua storia e la sua tradizione. Avevamo messo in conto che la narrazione di queste ore si sarebbe incentrata a rappresentare i socialisti come “brutti, sporchi e cattivi”, ma i fatti, per chi li vuole riconoscere, stanno lì a testimoniare tutta la lealtà, la correttezza e il senso di responsabilità mostrato dal Psi nei confronti dei Sindaci democratici e delle coalizioni di centro-sinistra in questi sette anni”.
“Con spirito democratico e senso di responsabilità verso i cittadini abbiamo incassato disinformazioni, provocazioni ed emarginazioni, siamo stati messi di fronte a fatti compiuti e tutto ciò ci ha posti di fronte una domanda: cosa potevamo fare di diverso rispetto alle scelte che abbiamo assunto, compreso quella di non partecipare all’ultima seduta del Consiglio? Ci siamo convinti, dopo tanta ostilità, che non rimanesse altra scelta se non quella di rimettere il giudizio nelle mani dei cittadini, come si conviene in democrazia quando la politica abdica ai suoi compiti. Possiamo addebitarci anche una qualche responsabilità, ci mancherebbe altro, nessuno è immune da errori, ma da qui a rappresentarci, come hanno fatto nei giorni scorsi il Sindaco e il PD, come i principali artefici del caos ce ne corre e questo il PSI non lo accetta. Se nel PD e nei suoi elettori è rimasto qualcuno che abbia ancora preservato un minimo di onestà intellettuale non può ritenere che una forza politica che rappresenta il 40% dei consensi possa considerarsi totalmente estranea a ogni responsabilità e immune da errori nell’aver concorso ad avviare nel precipizio il centrosinistra di Figline e Incisa”.
La segretaria del PSI continua andando a ritroso, ad un anno e mezzo fa, fino alle elezioni: “Il problema è insorto a urne appena chiuse quando il PD, pur non detenendo la maggioranza assoluta dei voti e dei seggi, ha assunto una postura proprietaria della coalizione, volta particolarmente a marginalizzare il Partito Socialista per il solo fatto di aver legittimamente rivendicato un ruolo rispondente al determinante consenso elettorale che i cittadini gli avevano attribuito. Gli accadimenti cui hanno fatto seguito, fino al modo ignobile con cui fu sollevato dall’incarico il nostro assessore Gabbrielli, hanno di fatto confermato come la volontà politica del Partito Democratico fosse incentrata, fin dall’inizio, alla sottomissione dei socialisti”.
L’attacco più duro al sindaco Pianigiani che “non si è ancora reso conto purtroppo, che è lui il principale responsabile del fallimento del centro-sinistra accettando di essere messo all’angolo dalle solite “menti raffinatissime” che gli hanno costruito prima la Giunta imperniata sulla vicesindaca incisana e che, di lì a poco hanno imposto (come poi ebbe modo di riferire al Psi) l’estromissione ignobile del nostro assessore Fabio Gabbrielli”.
E ancora: “In una coalizione il caos insorge quando piuttosto che ispirarsi al metodo del dialogo e del confronto, della mediazione e della condivisione negli atti di indirizzo e di governo, si sceglie di percorrere la strada dell’autoreferenzialità, del “decido io e poi gli altri seguiranno”. Questo è stato il tratto distintivo del PD. Un modo di atteggiarsi di chi ritiene, forse per consuetudine, di essere l’unico abilitato alla gestione dei rapporti di potere con la società civile. Quando, nel corso dell’estate, si è appurato che al PD interessava solo comandare piuttosto che ricercare la necessaria mediazione politica – che marca tutta la differenza fra avere o meno una sufficiente cultura di governo – non rimaneva che prenderne atto e uscire dalla maggioranza e dalla Giunta”.
“Nei conflitti politici, è già successo, può capitare che un partito sia posto, suo malgrado, davanti ad un bivio: imboccare la strada della subalternità o difendere la propria dignità mettendo anche in conto di doverne pagare un prezzo: il Psi ha deciso di correre questo rischio come scelta di dignità e di libertà. Ci siamo dovuti confrontare e scontrare con un partito che si alimenta di una doppia morale. Basta vedere come si sono espressi nei confronti di Sandro Sarri, sottoposto ad un immondo linciaggio, ma guardandosi bene, in tutto questo tempo, dall’entrare nel merito delle criticità del suo rapporto con il PD che si trascinavano da mesi e le ragioni che lo hanno indotto a passare al PSI e in questo senso avviare un minimo di autocritica”. La vicenda, sottolinea la segretaria del PSI, avrebbe dovuto implicare “per un partito, che vuole continuare a considerarsi tale, uno sforzo di riflessione che lo porti ad interrogarsi sulla sua natura, sui suoi limiti relazionali, sul suo modo di sentirsi comunità”.
Monia Tiranno conclude: “Contro Sarri, il PD è sceso ad un livello così infimo e ignobile che lo allontana dalla sua tradizione democratica. Nella loro storia, i socialisti e il Psi hanno sopportato campagne mediatiche ben più orchestrate di quella che ora siamo chiamati a fronteggiare nel nostro Comune. L’affronteremo con la serenità dei giusti senza incorrere in psicodrammi inverecondi come quelli andati in onda nella conferenza stampa del Sindaco e della Giunta”.


