15, Agosto, 2022

I Consiglieri provinciali di maggioranza replicano al PD sulla vicenda Ponte Buriano: “In 70 anni il centrosinistra non ha fatto nulla”

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“Sono la bellezza di oltre 70 anni, che questa Provincia è amministrata dai soliti noti, che non hanno combinato un bel niente per mettere in sicurezza lo storico Ponte Buriano, manufatto di ineguagliabile bellezza architettonica e artistica”. Così i consiglieri provinciali di maggioranza replicano agli attacchi mossi dal PD nei confronti dell’Amministrazione provinciale guidata dalla presidente Chiassai, accusata di aver lanciato numerose proposte per risolvere le criticità viarie legate a Ponte Buriano, senza aver realizzato ancora una soluzione definitiva.

“Quando erano loro alla presidenza dell’Ente e i soldi nelle Province erano anche troppi, tanti ne hanno sprecati. Sono stati capaci di accendere mutui per 60 milioni di euro anche per asfaltare le strade costringendo la Provincia a sborsare una rata annuale compresi gli interessi di circa 4 milioni che i cittadini pagheranno fino al 2045, avessero invece pensato ad una viabilità alternativa per salvaguardare e recuperare Ponte Buriano, avrebbero di certo fatto meglio. Quando nel 2018 la Presidente Silvia Chiassai Martini è giunta alla guida della Provincia – continua la maggioranza – a i cittadini e le imprese erano esasperati per la chiusura del ponte che li costringeva a percorrere decine di chilometri in più con ripercussioni sull’economia del territorio a cui a nessuno interessava. Solo questa Presidenza si è fatta carico di questo storico problema, riuscendo a reperire 14 milioni di euro durante il primo Governo Conte”.

“Purtroppo il loro Ministro per il Sud e la Coesione sociale, Giuseppe Provenzano, nel secondo Governo Conte, ha ritenuto che non fosse importante intervenire e ha tolto i fondi per il nuovo ponte. Poi stranamente, in occasione della campagna elettorale per le regionali, è venuto a Ponte Buriano dichiarando, improvvisamente, di voler risolvere questa annosa situazione, circondato da tutti i suoi scudieri, cambiando miracolosamente idea e promettendo i soldi. Naturalmente sono state parole di propaganda, tipiche del Pd, poiché delle risorse non abbiamo saputo più nulla. Se poi il PD vuole parlare dei ritardi nella realizzazione del ponte provvisorio, con molto piacere visto che ci sono voluti due anni perché tra uffici regionali trovassero una soluzione condivisa. Del resto, per fare Ponte Leonardo, cattedrale nel deserto con una viabilità ancora incompiuta, spesero circa 66 milioni di euro impiegando ben 15 anni per realizzarlo. Capiamo che siano spaventati che la Presidente realizzi l’opera entro il 2025, come richiesto dall’accordo tra Ministeri”, continua la nota della maggioranza in Consiglio provinciale.

“La realtà – concludono i consiglieri provinciali – è che il Pd non si capacita ancora del fatto che una Presidente, sostenuta da una maggioranza civica e di centrodestra, stia riuscendo proprio dove i loro presidenti che hanno governato per decenni, Vincenzo Ceccarelli e Roberto Vasai, hanno clamorosamente fallito. Il ponte provvisorio verrà realizzato a metà del 2023, opera già della prima ora, ma il PD distratto tira fuori ipotesi di anni fa scartate, addirittura prima che ottenessimo i fondi. Abbiamo fatto richiesta alla Regione Toscana perché preveda i finanziamenti mancanti nei fondi FSC di loro competenza e siamo certi che i Dirigenti del PD provinciale si faranno parte attiva e diligente affinché si ponga rimedio ai danni provocati dall’ex Ministro Pd Provenzano. Nel caso non ce la dovessero fare, la Presidente Chiassai Martini ha già rivolto istanza di intervento anche all’attuale Ministro Mara Carfagna, che sicuramente sarà sensibile al tema. Per il resto, sul piano politico consigliamo a Ruscelli di fare una riflessione sulle capacità amministrative del suo Partito visto che il suo mandato è caratterizzato da continue e storiche sconfitte che perdureranno nelle prossime comunali e culmineranno con la rielezione della Presidenza della provincia al centrodestra nel 2022. Alla consigliera Vaccari, consigliamo di studiare perché come è noto spesso chi non sa insegna, e per un insegnante non studiare è grave”.

Glenda Venturini
Capo redattore

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