Caso Piomboni, Avanti Montevarchi: “La Giunta Chiassai in ordinaria gestione per l’ultimo anno di mandato? Ora anche Comanducci risponda”

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Ritornano sul caso dell’assessore Piomboni, il coordinamento e il gruppo consiliare di Avanti Montevarchi. Perché, spiegano, “Piomboni ha confermato che dopo la nomina ad assessore all’urbanistica ad Arezzo, i Sindaci di Arezzo e Montevarchi si sono confrontati e avrebbero concordato il mantenimento del suo incarico anche a Montevarchi. Dunque l’accordo esiste. Ora deve essere spiegato”. Secondo il gruppo di opposizione, infatti, i cittadini devono conoscere “criteri, tempi e garanzie” di questa intesa.

“Quando è stato raggiunto l’accordo? Con quali condizioni? Quali garanzie sono state previste per Montevarchi? E cosa accadrà se gli interessi di Arezzo e Montevarchi non coincideranno su urbanistica, mobilità, infrastrutture o sviluppo del territorio?”, chiede Avanti Montevarchi. “Una parte della maggioranza, invece di rispondere nel merito, preferisce fare battute sui social, richiamare le Giunte di dieci anni fa e accusare una parte dell’opposizione per spostare l’attenzione. Ma il punto non è il passato. Il punto è una scelta presa oggi, nell’ultimo anno di mandato, su una delega strategica per il futuro della città”.

“Pur avendo più volte criticato la visione urbanistica e le scelte amministrative portate avanti da Piomboni, non abbiamo mai impostato questa vicenda sul piano della sua competenza personale o del suo titolo di studio di geometra. Il tema è politico: è opportuno che la stessa persona mantenga deleghe urbanistiche in due Comuni importanti come Arezzo e Montevarchi? È opportuno concentrare nella stessa figura responsabilità così rilevanti sul governo del territorio di Arezzo e Montevarchi, due Comuni centrali per gli equilibri della provincia? Non basta dire che la legge lo consente. Nessuno discute la legittimità formale della scelta. Si discute la sua opportunità politica. E non basta ricordare che l’indennità sarà percepita da un solo ente: non è una concessione personale di Piomboni alla città, ma un obbligo previsto dalla legge per evitare sovrapposizioni improprie di incarichi e compensi”.

Secondo gli esponenti di Avanti Montevarchi, è “ancora più grave sentir parlare di Montevarchi come di una realtà ormai in ‘ordinaria gestione’ urbanistico edilizia. Se è così, la Giunta Chiassai sta dicendo alla città che l’ultimo anno di mandato sarà semplice amministrazione dell’esistente. Se invece PUMS, PEBA, varianti urbanistiche, procedure ambientali e rivisitazione dell’obsoleto Regolamento Edilizio sono atti importanti, allora non possono essere trattati come pratiche marginali da seguire nei ritagli di tempo. Sono scelte che incidono sulla mobilità, sull’accessibilità, sulla pianificazione e sul futuro di Montevarchi. Colpisce anche chi sostiene che, tanto, c’è il Sindaco disponibile: ma se serve il Sindaco a compensare la minore presenza dell’assessore, allora il problema esiste. E se il Sindaco può sostituirlo in qualunque momento, diventa ancora meno chiaro perché fosse necessario mantenere questa soluzione”.

“Per questo – conclude la nota – chiediamo alla Sindaca Chiassai Martini di riferire chiaramente in Consiglio comunale sui termini dell’accordo con il Sindaco di Arezzo, sulle garanzie previste per Montevarchi e sulle ragioni per cui si ritiene opportuno affrontare l’ultimo anno di mandato con un assessore all’urbanistica condiviso con il capoluogo di provincia. Allo stesso modo, oggi colpisce ancora di più il silenzio del Sindaco di Arezzo Marcello Comanducci, così come stupisce il silenzio dei consiglieri comunali e dei soggetti politici del capoluogo rispetto a un tema che meriterebbe ben altra attenzione. Se l’accordo esiste, Comanducci non può esimersi dallo spiegarlo. Se vorrà sarà poi il Consiglio comunale aretino a svolgere le proprie valutazioni politiche e di opportunità. Il problema non è il geometra Piomboni come persona. Il problema è il metodo. Quando si assumono decisioni di questa portata, non basta dire che sono legittime. Bisogna spiegare perché sono utili, opportune e nell’interesse della città”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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