28, Gennaio, 2023

Visite geriatriche, sette mesi di attesa. Mugnai: “Ennesimo caso, occorrono risposte”. La Asl8: “Solo un errore di comunicazione”, e si scusa con la paziente

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Il caso di una signora di 94 anni, che in Valdarno dovrà aspettare sette mesi prima della visita per l’ottenimento della carrozzina, scatena le polemiche di Stefano Mugnai (FI): “Era già successo a un altro paziente solo un mese fa. Altro che episodi sporadici”. Replica la Asl: “Il ritardo frutto di errata comunicazione. Chiediamo scusa all’anziana”

All'età di 94 anni, totalmente inabile, dovrà aspettare sette mesi per una visita geriatrica in Valdarno, necessaria per ottenere l'affidamento di una carrozzina. Un altro caso di lunghe liste di attesa in Asl8, e che ha scatenato l'immediato intervento del vicepresidente della Commissione regionale sanità, Stefano Mugnai, esponente di Forza Italia.

"Altro che casi rarissimi, come asserito dalla Asl8 di Arezzo un mese fa circa: le attese più che semestrali per la visita specialistica che consente l’accesso ad alcuni ausili per anziani non deambulanti, come le carrozzine, si ripetono con frequenza non compatibile con i bisogni delle persone e delle famiglie. Su questo bisogna intervenire, non pontificare con un gioco in difesa che non serve a nessuno", sostiene Mugnai. 

"Poco più di un mese fa, il 27 marzo, avevo già denunciato una vicenda simile in tutto e per tutto – ricorda Stefano Mugnai – avvenuta sempre nell’ambito territoriale della Asl8. In quella circostanza, in cui presentai anche un’interrogazione alla giunta regionale ad oggi priva di risposta, l’Azienda sanitaria aretina intervenne con un comunicato in cui si snocciolavano tempi di reazione ottimi nella consegna degli ausili, con criticità definite 'casi rarissimi, frutto di concomitanze non prevedibili'. Sì: ma dopo aver superato la visita specialistica, nei casi in cui l’iter lo richieda. E’ lì, questa volta come la volta scorsa, che il paziente si incaglia. E quando si hanno più di 94 anni e si è costretti a letto, un’attesa tra i sei e gli otto mesi è un tempo davvero biblico".

"Queste disfunzioni sono tutt’altro che sporadiche. Il punto è che a furia di tagliare i servizi per onorare il totem del pareggio di bilancio, si finisce per ledere i diritti di chi è più debole ed ha più bisogno. Questo è esattamente uno di quei casi di paradossale nonsenso in cui si costringono persone che non possono camminare a scegliere tra il rimanere a letto, con inevitabile conseguente peggioramento della salute del non deambulante specie se anziano, e il comprarsi o affittare a proprie spese la carrozzina che restituisca la mobilità. Così chi è in difficoltà vive una condizione di diritto attenuato. E’ il colmo dell’ingiustizia, ci batteremo per individuare una soluzione ma soprattutto auspichiamo che la Asl8 questa volta faccia altrettanto, anziché produrre comunicati di difesa d’ufficio".

E puntuale arriva la replica dell'Azienda sanitaria, che risponde così alle critiche relative a questo caso. "Per prima cosa le scuse. Non si deve aver paura né vergogna di ammettere che un errore nostro può creare un disservizio ad un cittadino". La Asl8 assicura poi che "entro pochi giorni la signora sarà vista da uno specialista, che valuterà la richiesta della carrozzina stessa". 

Poi le spiegazioni di quanto accaduto. "La Asl aveva già a suo tempo messo mano a questo problema. Deve essere comunque chiaro il quadro di riferimento. Ogni anno la Asl8 consegna 17.000 ausili tra ordinari e speciali in tempi medi da uno a 20 giorni. Un lavoro immane, con percorsi, accessi e variabili di ogni natura e tipo. E in questa autentica montagna di risposte che la Asl fornisce, si verificano alcuni rarissimi casi in cui il sistema inciampa: l’impegno è di eliminare anche questo ultimo gradino". 
 
"Nel caso in questione, della 94enne valdarnese, i familiari hanno chiesto al medico di famiglia se è possibile avere una carrozzina per poter portare a passeggio la anziana madre. Il medico nel prescrivere la richiesta, suggerisce anche di far valutare lo stato generale della signora da un geriatra. La richiesta pertanto è di una 'visita geriatrica per prescrizione di ausilio'. Avendo la signora una discreta condizione fisica, non viene segnalata alcuna urgenza. E così questa visita risulta preminente rispetto alla carrozzina da prescrivere e va iscritta in tempi di normale controllo. Purtroppo i tempi, va ammesso, per le visite non urgenti sono lunghi". 

"Il figlio della donna – spiega ancora la nota dell'Azienda sanitaria – si presenta al Cup e l’operatore fa presente che per la carrozzina non serve il geriatra, ma è più appropriato il fisiatra. Ma la prescrizione è per il geriatra e si procede così. Appuntamento al 3 dicembre. La Asl8 ha chiamato i familiari ed ha corretto il percorso. Entro questa settimana il fisiatra valuterà le reali esigenze di questa signora". 
 
"Se questo e pochi altri su 17.000, sono i casi anomali, per l’Azienda è un campanello di allarme. Già definito e scritto nero su bianco il percorso corretto. La comunicazione è in arrivo a tutti i medici di medicina generale e a tutti gli specialisti ospedalieri. Contiene i percorsi specifici. Se non vi sono problematiche diverse, mai più per una richiesta di carrozzina si dovrà passare dal geriatra, ma più semplicemente dal fisiatra o al massimo dall’ortopedico". 
 
Sono tre i percorsi possibili: quelli domiciliari per ausili di base, prescritti direttamente dal medico di famiglia, quelli da dimissioni dal ricovero ospedaliero, e infine le prescrizioni per ausili speciali e personalizzati, come nel caso in questione. Nei primi due casi la consegna è entro un massimo di 15 giorni. A domicilio si va da una settimana a 10 giorni dopo le dimissioni. I tempi si riducono a 3 giorni in presenza di dimissioni “difficili”, e addirittura consegna immediata per le urgenze. Per le carrozzine da transito si va da 10 a 15 giorni dal momento della prescrizione diretta del medico di famiglia o dello specialista, 10 giorni per i deambulatori.
 
Per la terza modalità di prescrizione la legge prevede che la richiesta del medico di famiglia o ospedaliero, sia validata da uno specialistica. Dalla prescrizione alla consegna, se tutto fila liscio, passano dai 15 ai trenta giorni. Ma se la visita specialistica ritarda, allora possono accadere casi di pesante ritardo, anche fino ad alcuni mesi. Una sperimentazione per modificare questo iter, è in corso in Valtiberina con la presenza dello specialista fisiatra per alcune ore a settimana presso l’ufficio protesi. La Asl intende gradualmente attivare un servizio analogo, dopo questa fase di sperimentazione, anche per Arezzo e il Valdarno, dove maggiori sono i numeri e dove sono stati registrati casi di notevole ritardo nella evasione della richiesta.
 
 
 
 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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