02, Dicembre, 2022

Valle dell’inferno e Bandella, la riserva naturale va in gestione ai Comuni per 5 anni. Dalla Regione contributo di 45mila euro

Più lette

In Vetrina

La gestione operativa e la cura di ‘Valle dell’Inferno e Bandella’, la riserva naturale regionale palustre situata a monte della diga di Levane, ricchissima dal punto di vista della biodiversità ed affascinante per la storia e la morfologia del territorio, sarà affidata per cinque anni ai Comuni di Terranuova, Montevarchi e Laterina Pergine. Lo schema dell’accordo, che presto sarà sottoscritto dai Comuni interessati, è stato già approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessora all’ambiente Monia Monni.

Per sostenere l’avvio delle attività di tutela e valorizzazione dell’area la Regione destinerà ai tre enti 45.000 euro in due anni, in particolare 20mila euro per il 2022 (10.000 a Terranuova, 5.000 a Montevarchi; 5.000 a Laterina Pergine) e 25mila euro per il 2023 (10.000 a Terranuova, 5.000 a Montevarchi; 10.000 a Laterina Pergine). Altre risorse potranno essere assegnate negli anni in base alle disponibilità di bilancio della Regione Toscana.

“La Toscana – spiega l’assessora Monni – è gestore delle Riserve naturali regionali dal 2016, ma sappiamo bene che nessun livello amministrativo può conoscere le esigenze e le peculiarità del territorio, ed in particolare di un territorio così ricco ma delicato, meglio dei Comuni. Abbiamo ritenuto che una Convenzione che parte dalle specifiche caratteristiche dell’area, definisce obiettivi condivisi, disciplina gli strumenti della gestione e favorisce le sinergie tra gli enti interessati sia lo strumento migliore per ottimizzare le risorse e al tempo stesso garantire ai cittadini un servizio presente e ben integrato con i servizi offerti anche al di fuori della riserva”.

La Regione manterrà comunque tutte le competenze amministrative e regolamentari, assicurerà il raccordo con le altre riserve naturali regionali, supporterà i Comuni nelle attività e concorrerà economicamente alle spese. L’accordo prevede che i Comuni portino avanti le attività del Centro visita ed in particolare il Comune di Terranuova penserà al mantenimento e alla gestione della struttura in località Monticello che ospita il Centro visita e alla manutenzione dei tratti di competenza del Sentiero Gerda (lungo circa 25 km, collega Ponte a Buriano con l’Acquaborra); il Comune di Montevarchi e quello di Laterina – Pergine Valdarno si impegnano invece, ciascuno per i tratti di competenza, alla manutenzione del Sentiero D che consente l’accesso alla Riserva.

I Comuni garantiranno l’accoglienza dei fruitori delle riserve naturali, forniranno informazioni su questa e sulle altre riserve naturali regionali toscane, collaboreranno per manutenere la sentieristica, la segnaletica, le aree attrezzate e i parcheggi, programmeranno insieme attività didattiche e laboratori di educazione scientifica ed educazione ambientale, implementeranno la sicurezza tramite la polizia municipale, pubblicizzeranno i servizi e collaboreranno per attivare forme di gestione congiunta tra le due riserve collocate lungo il corso del fiume Arno: ‘Valle dell’Inferno e Bandella’ e ‘Ponte a Buriano e Penna’. Interventi migliorativi sulle strutture, la sentieristica e le attrezzature della Riserva dovranno essere concordate anche con la Regione di volta in volta, per verificare la disponibilità di bilancio.

La Riserva naturale regionale Valle dell’Inferno e Bandella protegge ambienti naturali originati dalla realizzazione, nel corso degli anni ‘50, della diga che ha dato vita a zone lacustri e paludose. Le aree umide, la particolare morfologia creata dal fiume, che ha inciso profondamente il fondovalle e generato i “borri” in corrispondenza degli affluenti, costituiscono ambienti molto diversificati, ideali per la diffusione e la riproduzione di numerose specie vegetali e animali.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

Articoli correlati