22, Maggio, 2024

Treni: delusione del Comitato pendolari dopo il vertice in Regione con Rfi, Trenitalia e sindaci. “Le proposte sono solo palliativi”

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C’è delusione nel Comitato dei pendolari del Valdarno per gli esiti del vertice di ieri pomeriggio in Regione, convocato dall’Assessore ai trasporti Stefano Baccelli, con la presenza di Rfi, Trenitalia, sindaci del Valdarno aretino e fiorentino, e appunto i rappresentanti del Comitato.

“Sono palliativi le opzioni tecniche proposte da Rfi per risolvere i disservizi e le interferenze sulla Direttissima fra i treni regionali e l’Alta Velocità – afferma il portavoce del comitato pendolari Valdarno Direttissima, Maurizio Da Re – proposte che riguardano, in modo discutibile, modifiche agli orari e ai tragitti dei treni dei pendolari, senza considerare anche modifiche ai treni AV e soprattutto la questione della precedenza ai treni regionali negli orari di punta (prevista da una norma di RFI nazionale), come se i treni AV, a mercato, fossero intoccabili”.

Nel merito delle opzioni tecniche di Rfi, il portavoce del comitato si dice perplesso. “Per il treno Foligno 4070, fra i più critici della mattina, viene proposto un assurdo slittamento di 15 minuti nell’arrivo a S.M.Novella (h.8.52), conseguente a una sosta del treno alla stazione di Arezzo: ciò comporterebbe un problema per i pendolari nell’ingresso al lavoro dopo le ore 9 a Firenze, l’impossibilità di una importante coincidenza da Campo di Marte per Rifredi-Prato, la penalizzazione dei pendolari della Valdichiana e di Arezzo per la sosta di 15 minuti alla stazione di Arezzo. Per il treno Foligno 4085 delle h. 18.14, fra i più usati del pomeriggio, viene proposto un posticipo migliorativo di 4 minuti alla partenza da Firenze, ufficializzando un ritardo che già oggi è nei fatti con interferenze con l’AV. Per il treno Chiusi 4109 delle 17.14, anch’esso molto usato, viene proposto in alternanza con un treno precedente, il Chiusi 4119, sia per il percorso in direttissima che per la modifica dell’orario di partenza, con il rischio di sovrapposizioni (solo 6 minuti di distanza in partenza) e con la perdita di una traccia sulla direttissima, regalata ai treni Av”.

Perplessità vengono espresse dal portavoce del comitato anche sul potenziamento infrastrutturale della linea e sul sesto binario fra Rovezzano e Arezzo, discusso dal presidente Giani con l’ad nazionale di Rfi Strisciuglio in un recente incontro e rilanciato ieri dall’assessore Baccelli: “Si rimanda a un progetto di fattibilità di Rfi, entro l’anno – sottolinea Da Re – ma non è chiaro se si tratta del raddoppio della linea Direttissima, fra Rovezzano e Valdarno, proposto a suo tempo dall’ex assessore regionale Ceccarelli, oppure di un raddoppio della linea Lenta aretina, fra Rovezzano e Arezzo, di cui non è chiara la realizzabilità e utilità”.

Preoccupazione infine viene espressa da Da Re sui nuovi treni con velocità 200 km/h, che faciliterebbero i treni regionali nella percorrenza della Direttissima: “Trenitalia ha rivelato ieri che i nuovi Pop 200 arriveranno nel 2026, con ben tre anni di ritardo rispetto alle previsioni indicate nel contratto di servizio”.

“Le proposte tecniche di Rfi – conclude la nota del Comitato – saranno sottoposte a un sondaggio dei pendolari del Valdarno, ma è auspicabile che al prossimo incontro, proposto dall’assessore Baccelli, ci siano nuove indicazioni tecniche di Rfi riguardanti i treni AV e migliori per i pendolari”, conclude Da Re.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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