04, Febbraio, 2023

Terre della Tav, M5S di Cavriglia: “Siamo quasi nel 2023 e continuano a rimandare tutto alla prossima primavera”

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Il Movimento 5 Stelle di Cavriglia interviene sulle terre provenienti dalla Tav.

“Continua inesorabilmente di anno in anno la carambola di colpi di scena sulla questione terre di scavo della TAV della stazione Foster di Firenze. Noi del Movimento 5 Stelle siamo da sempre contrari al trasferimento di queste terre, principalmente per presunti pericoli di inquinamento, perciò continuiamo ad essere preoccupati per i danni ambientali e idrogeologici che queste potrebbero apportare al territorio di Cavriglia. Ma ormai è da molto tempo che sentiamo proclami e promesse da più parti che cadono sempre nel nulla di fatto, nonostante i fondi stanziati, valanghe di soldi spesi, progetti e permessi, frese milionarie montate e poi lasciate arrugginire, questo affare ci pare sempre più vicino al ‘Processo’ di Kafka che ad un’opera illuminata”.

“Purtroppo tutto questo girare a vuoto non è privo di conseguenze, infatti, oltre alle spese in continuo aumento dell’opera Fiorentina, che creano senza aver mosso quasi foglia uno spreco di denaro pubblico di italianissima memoria, fa si che influisca negativamente anche sulle tempistiche del riassetto dell’area mineraria di Cavriglia da parte di Enel. Questa, non potendo usufruire delle terre di scavo per creare la collina schermo a Santa Barbara, lascia, suo malgrado e incolpevolmente, che i lavori vadano a rilento. Nonostante tutte le nostre buone proposte da opposizione nel Consiglio Regionale e nei vari Consigli Comunali, abbiamo preso atto che forse a tanti non sta a cuore, come a noi, la tutela del nostro territorio, dato che le terre di scavo prodotte della fresa di Firenze dovevano iniziare ad essere trasportate nelle vasche di decantazione di Santa Barbara fin dal 2016″.

Oggi che siamo quasi nel 2023, continuano a rimandare tutto alla prossima primavera e pensiamo che in base al trend intrapreso si vada ancora molto più in là. Certo è che se procrastinare fosse considerato un peccato politico dagli elettori, qualcuno avrebbe già pagato per questo in termini elettorali”.

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