03, Marzo, 2024

Terranuova, Mauro Di Ponte: “Se entro il 9 gennaio non ci sono nomi per le primarie mi presento per la carica di sindaco”

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“Se entro il 9 gennaio, come previsto dallo statuto del Partito Democratico, non ci saranno i nomi che si contendono le primarie mi presenterò comunque come candidato Sindaco di Terranuova, questo anche a fronte di un gruppo nutrito di persone che me l’ha chiesto”: con queste parole il vicesindaco di Terranuova Mauro Di Ponte prende posizione dopo mesi di silenzi sulla questione primarie, in vista delle elezioni amministrative di giugno, da lui richieste già dalla scorsa estate e sulla mancata riconvocazione dell’assemblea del Pd che, in merito, avrebbe dovuto prendere una decisione.

“E’ paradossale e autolesionistico- continua- che la linea al pd terranuovese venga dettata da pochissime persone ( gli iscritti non sono mai stati coinvolti) che vorrebbero precludere ai cittadini la scelta del candidato sindaco tramite lo strumento democratico per eccellenza quello delle primarie. Perché Mi chiedo io? Nel 2014 l’attuale Sindaco fu scelto così il 27 gennaio. Chiedo semplicemente che venga fatta la stessa cosa, con stesse modalità e tempi. È di dominio pubblico che da agosto lo chiedo, così come chiedo che la coalizione si esprima definendo un percorso per la designazione. Fino ad oggi, a conti fatti, sono l’unico candidato che ha ufficializzato la propria disponibilità e non ci sono, che io sappia, altre figure all’orizzonte”.

“Io credo che debba prevalere su tutti il senso della responsabilità alla quale non mi sottraggo. Partecipare significa farsi carico della propria comunità come ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante il discorso di fine anno. Possiamo quindi davvero rendere grande Terranuova partendo dai nostri valori. Spero che gli altri potenziali candidati- conclude Di Ponte- nell’eventualità in cui ci siano, ci mettano la faccia
e non aspettino di essere nominati nel segreto delle stanze. Terranuova merita di vivere una grande festa della democrazia e della partecipazione, ancora una volta, come ha sempre fatto”.

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