25, Giugno, 2022

Sindaci uniti contro l’Imu agricola, pronto un documento indirizzato al Governo. Critiche anche sul fronte dei servizi al cittadino

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La Conferenza dei sindaci del Valdarno firma una lunga lettera che contiene dure critiche al sistema dell’Imu agricola, e chiede al Governo dei ripensamenti. E i primi cittadini denunciano anche l’impoverimento dei servizi sul territorio

Zone di campagna sempre più penalizzate, anche in Valdarno, e su più fronti: da una parte spariscono i servizi al cittadino, a partire dagli uffici postali; dall'altra arriva l'imposizione dell'Imu sui terreni agricoli, a scoraggiare anche gli ultimi coltivatori rimasti. Per questo la Conferenza dei Sindaci del Valdarno ha deciso di scrivere al Governo, chiedendo un ripensamento su questa imposta. 

"Nel contesto socioeconomico che stiamo vivendo la questione dell'IMU applicata ai terreni agricoli ci appare paradossale – scrivono i sindaci del Valdarno aretino – non solo perché penalizza i cittadini in maniera differenziata, ma anche perché inserita in corso d'anno, quando le amministrazioni locali, le imprese e le famiglie hanno programmato attività e spese. Per il nostro territorio questa imposta arriva in un momento difficile per una delle principali produzioni nazionali che è l’olio extravergine di oliva. Si tratta di un provvedimento profondamente sbagliato ed è ancor più un paradosso che proprio in un anno in cui le aziende non hanno prodotti e competitività sul mercato si trovino a dover pagare una nuova imposta".

"Oltre a mettere in difficoltà gli operatori dell’agricoltura – continua la lettera della Conferenza dei Sindaci – l’imposta costituisce un ulteriore e ingiusto aggravio alla popolazione e presenta evidenti profili di iniquità e contraddittorietà, oltre a compromettere quel tipo di turismo definito “rurale”, che è in rapida evoluzione. Noi Sindaci chiediamo al Governo attenzione verso il mondo agricolo e verso la buona agricoltura, quella di qualità che garantisce il mantenimento del presidio umano e la funzionalità anche di elementi naturali, segni di un paesaggio Valdarnese ancora attivo ed in movimento".

"Chiediamo di coniugare la pressione fiscale con l'esigenza di mantenimento del territorio e del potenziamento delle realtà produttive che vi operano. Chiediamo pertanto al Governo l’abolizione di questo provvedimento e maggior attenzione verso le figure professionali legate al mondo agricolo. Tra l’altro tutto questo si inserisce in un contesto generale in cui si assiste all'allontanamento di servizi essenziali dai centri più piccoli, oltre che nell’aumento della pressione fiscale. Tutto questo va a discapito di quelle fasce deboli della popolazione che hanno difficoltà di movimento, come gli anziani, i disabili e i meno abbienti. 

"Il caso della chiusura degli uffici postali è solo l'ultimo di una serie di provvedimenti che vanno in questa direzione. Uffici postali, Tribunali decentrati e Giudice di Pace, interventi di razionalizzazione nella sanità pubblica, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, sostanziale cancellazione delle Province, una rivoluzione che ha comportato la perdita di punti di riferimento essenziali per una parte della popolazione: quella più fragile. La tecnologia non può aiutare tutti: pensiamo a quanti anziani hanno bisogno di riscuotere la loro pensione in contanti e non sanno usare né un bancomat né una carta di credito. Quanti, non solo anziani, hanno bisogno di chiedere informazioni ad una persona fisica e non riescono a farlo ad una segreteria telefonica o attraverso un indirizzo e-mail".  

"E in questa rivoluzione – conclude la Conferenza dei Sindaci – si è pensato di scaricare il peso del mantenimento di alcuni servizi sugli enti locali, già gravati di nuovi compiti e oberati dai tagli. Parallelamente, si sarebbe autorizzato i Comuni ad aumentare il carico fiscale sui cittadini: dimenticandosi però di tagliare la tassazione dello Stato centrale, creando un carico insopportabile che ha riflessi sulle famiglie e sul sistema economico imprenditoriale. Ribadiamo, pertanto, l’impegno delle nostre amministrazioni a ricercare ogni soluzione possibile per far fronte alle esigenze dei nostri cittadini e delle imprese, ed invitiamo tutti i rappresentanti eletti nel parlamento ed il governo stesso a rivedere definitivamente tutto il sistema di tassazione, individuando soluzioni che non penalizzino il patrimonio delle attività e dello stesso ambiente che la nostra comunità valdarnese ha costruito nel tempo". 

Glenda Venturini
Capo redattore

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