Siglato oggi a Reggello dai sindaci e gli amministratori di undici comuni il Patto d’Amicizia che quindi da oggi lega il Valdarno alla Piana di Gioia Tauro. È il frutto di un percorso e un dialogo avviati da alcuni anni, grazie all’impegno dei comuni ma anche del Coordinamento di Libera e dal Circolo di Legambiente del Valdarno, che si sono recati nella Piana di Gioia Tauro, per approfondire la conoscenza del fenomeno della ‘ndrangheta nel suo territorio d’origine, anche per acquisire elementi che permettano di riconoscere il fenomeno ‘ndranghetista quando si presenta nei territori toscani, e studiare strumenti e strategie che consentano di prevenirlo.
La firma è dei comuni di Bucine, Castelfranco Piandiscò, Cavriglia, Figline e Incisa, Loro, Reggello, Rignano, San Giovanni e Terranuova in Valdarno; Polistena e Cinquefrondi per la Piana di Gioia Tauro.
L’obiettivo di questo Patto, fondato sulla difesa e promozione dei valori della Costituzione Italiana e unico nel suo genere a livello nazionale, è dunque di difendere e affermare i valori di Libertà e Giustizia sociale, in particolare tra le giovani generazioni, mettendo in atto una serie di iniziative che leghino in maniera stretta il territorio del Valdarno a quello calabrese: ad esempio per contrastare la povertà educativa, offrendo ai giovani calabresi e toscani l’opportunità di intraprendere percorsi condivisi e reciproci di cittadinanza attiva ed educazione civica; azioni di supporto ai Comuni assegnatari dei beni confiscati; un impegno per ottenere il ripristino delle condizioni paesaggistiche naturali attraverso interventi di bonifica delle aree oggetto di degrado e inquinate da attività illegali; azioni di supporto per l’attivazione di percorsi formativi, con l’obiettivo di promuovere buone pratiche volte alla prevenzione di attività illecite e mafiose nei territori; iniziative che possono contrastare la penetrazione progressiva delle organizzazioni mafiose nel sistema economico.
Il sindaco di Reggello, Piero Giunti, a nome dei sindaci valdarnesi ha sottolineato l’importanza storica di questo patto di amicizia, con uno sguardo particolare proprio alle giovani generazioni, alle quali è necessario rivolgersi per una vera cultura della legalità.
I sindaci di Polistena, Michele Tripodi, e di Cinquefrondi, Michele Conia, hanno ribadito che la firma del Patto non deve e non vuole essere solo un passaggio formale, un punto di arrivo: l’impegno dei sindaci, dei comuni, delle associazioni e delle comunità è di trasformare gli impegni presi in azioni concrete, perché il Patto stesso sia un punto di partenza a cui dare concretezza ogni giorno.
Per Libera nazionale, presente a Reggello Gaetano Salvo, referente del progetto Estate Liberi. “Siamo orgogliosi di essere qui, è un Patto che unisce due territorio con forti legami. E ricordiamo che la ‘ndrangheta non è solo una questione della Calabria, ma come tante indagini hanno sottolineato è un problema che tocca anche questi territori. Noi vogliamo che i giovani capiscano l’importanza di un impegno civile per la difesa della legalità e della giustizia sociale, così come il progetto di Estate Liberi si propone di fare ogni anno”.
Ospite in Valdarno per questa firma anche Antonino De Masi, un imprenditore calabrese di Rizziconi, sotto scorta da tredici anni: le sue denunce hanno condotto infatti all’arresto e alla condanna definitiva di alcuni tra i più potenti e feroci boss della ’ndrangheta. La sua è una testimonianza preziosa. “Sono un sognatore, ma ho impattato violentemente con la criminalità organizzata. La mia azienda è presidiata dall’esercito e io vivo sotto scorta dalle mie denunce. Rivendico la mia libertà di uomo e imprenditore, e vado in giro per l’Italia a raccontare una Calabria che combatte”.



