Serristori, i Cobas: “Dopo lo smantellamento prosegue inarrestabile la desertificazione dei servizi e attività”

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Sull’ospedale Serristori di Figline i riflettori non si spengono. I Cobas Usl Toscana centro intervengono di nuovo parlando di “desertificazione di servizi e attività”.

“Nonostante che la USL Toscana Centro e la Direzione sanitaria del presidio Ospedaliero Serristori escano sporadicamente con annunci roboanti sul rafforzamento dei servizi specialistici sanitari, quali la riapertura per due volte al mese dell’ambulatorio senologico, udite udite l’aggiunta di una seduta odontoiatrica in più alla settimana, il proseguimento a” velocità supersonica”, da circa 2 anni, dei lavori per la costruzione della Casa della Comunità in quello che era la sede del vecchio Distretto socio Sanitario…… finite le “armi pubblicitarie di distrazione di massa” l’Ospedale continua a perdere pezzi di servizi e personale”.

“Non solo, ma gli investimenti in nuove tecnologie a suo tempo promesse dai Sindaci del Valdarno Fiorentino e dalla stessa Azienda USL Toscana Centro non sono mai avvenuti, prova ne è l’ultima donazione di un apparecchio di ozonoterapia al Day Service area medica, grazie alla raccolta fondi “Incisa che aiuta”: un insieme di associazioni”.

I Cobas puntano l’indice contro la chiusura dell’ambulatorio di podologia  “per trasferimento dello specialista in altra USL”, la riduzione dell’offerta cardiologica “all’utenza esterna tanto che 2 sedute di controllo pacemaker sono state spostate per carenza improvvisa di organico”, la situazione a rischio ridimensionamento dell’ortopedia “da 5 sedute settimanali ambulatoriali a 3 per effetto della cessazione in servizio di 2 ortopedici trasferitisi nel settore privato”, la situazione di Dermatologia, “pur essendo imminente il pensionamento di uno specialista a tutt’oggi non si hanno notizie sulla sua sostituzione”, e Psichiatria ambulatoriale”.

I Cobas, poi, continuano: “A rischio l’attività in urgenza-emergenza delle sale operatorie dovute a scelte gestionali di puro risparmio, che preferiscono dirottare i pazienti su altri presidi ospedalieri. Gli effetti di questa scelta ad altri presidi si rivela disastrosa per la popolazione del Valdarno Fiorentino, date le distanze degli altri presidi ospedalieri. Stupisce ancora una volta il silenzio delle Amministrazioni Comunali che piano piano si vedono sottrarre i servizi (vedi le guardie mediche notturne) oltre al dramma della carenza dei medici di base. L’Ospedale Serristori rimane dunque in una insostenibile precarietà interna ed esterna”.

“Interna poiché permane il blocco delle assunzioni e della copertura dei turn over (pensionamenti), una innovazione tecnologica inesistente e un ridimensionamento dell’offerta medico specialistica ambulatoriale. Esterna in quanto all’aumento dei bisogni sanitari dei cittadini manca una presa in carico adeguata, aumentano i tempi lunghi delle liste di attesa e il ricorso al settore privato cosiddetto convenzionato che aumenta profitti e business. A parte le bugie aziendali che creano false aspettative sul buono stato di salute del servizio sanitario pubblico locale, come fanno i Sindaci del Valdarno Fiorentino ad essere silenti e complici a tagli, ridimensionamenti, accentramento dei servizi in altre sedi?”.

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