28, Maggio, 2024

Scuola dell’infanzia: passano a due le sezioni valdarnesi finanziate dalla Regione Toscana con il progetto ‘Pegaso’

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Si avvarranno dei finanziamenti la scuola dell’infanzia di Faella dell’ istituto comprensivo statale “Don L. Milani” di Castelfranco Piandiscò e la Staccia Buratta dell’istituto comprensivo R. Magiotti di Montevarchi. Quest’anno non rientra l’istituto comprensivo Masaccio di San Giovanni

Quest'anno saranno soltanto due le sezioni delle scuole dell'infanzia valdarnesi che beneficeranno dei finanziamenti della Regione Toscana attraverso il progetto Pegaso: si tratta dell'istituto comprensivo statale 'Don MIlani' di Faella nel comune di Castelfranco Piandiscò e della Staccia Buratta dell'istituto comprensivo R. Magiotti di Montevarchi. Diminuisce, dunque, il numero delle sezioni e degli insegnanti coperti dal contributo regionale che dai sette dell'anno scorso passano a due. Rimane fuori l'istituto comprensivo Masaccio di San Giovanni.

Lo scorso anno sono state quattro le sezioni: una in più a Faella e un'altra a San Giovanni. L'anno scorso le sezioni erano a 25 e a 40 ore, quest'anno si tratta del "prolungamento di orario per 1 insegnante in più in organico di fatto".

Le sezioni che beneficeranno dei contributi sono 106 in tutta la Regione, l'anno scorso furono 145: "Grazie alle risorse stanziate dalla Regione (6,6 milioni) che ancora una volta si è sostituita allo Stato centrale – commenta Emmanuele Bobbio, assessore toscano all'Istruzione – in queste sezioni potranno essere inseriti 2.584 bambini che altrimenti sarebbero rimasti in lista d'attesa e, quindi, non avrebbero potuto partecipare a una delle esperienze più rilevanti nel loro sviluppo".

Sono sei anni che la Regione stanzia proprie risorse in favore delle sezioni 'Pegaso' delle scuole per l'infanzia: in tutto 32 milioni di euro.

"Una risposta concreta alle famiglie, un intervento davvero strategico, sostitutivo su competenze che formalmente non sono nostre – commenta Bobbio – che anche quest'anno si è reso necessario a causa del blocco degli organici stabilito dal ministero, un blocco che da molti anni determina la formazione di una rilevante lista di attesa".

 

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