Borse di studio, lavoro di squadra tra istituzioni e club service: la memoria storica diventa futuro. Una chiesa gremita, l’emozione dei ragazzi, il senso concreto di un territorio che si muove insieme. Non è stata soltanto una cerimonia di premiazione, ma il punto di arrivo di un percorso collettivo che ha unito scuole, istituzioni, associazioni culturali e realtà del volontariato.
Sabato 7 febbraio, nella Pieve di San Giovanni Battista, San Giovanni Valdarno ha ospitato l’evento conclusivo delle celebrazioni per i 260 anni dall’insediamento di Pietro Leopoldo d’Asburgo-Lorena come Granduca di Toscana, chiudendo un calendario di iniziative promosso dal Comune con il contributo della Regione Toscana.
Protagonisti assoluti dell’appuntamento sono stati gli studenti e le studentesse del Valdarno, chiamati a rileggere la figura del Granduca attraverso linguaggi contemporanei: podcast, progetti grafici e multimediali, abiti storici, storytelling, percorsi sensoriali, contenuti social. Modi diversi per raccontare una storia lontana nel tempo, ma ancora sorprendentemente attuale.
Un lavoro che ha dimostrato come i valori di riforma, giustizia sociale, attenzione alle persone e alle comunità — che caratterizzarono l’azione di Pietro Leopoldo — possano ancora parlare alle nuove generazioni. L’iniziativa è nata grazie a una rete ampia e strutturata: il Comune di San Giovanni Valdarno, i club di servizio del territorio — Rotary, Lions, Panathlon, Lega del Chianti — l’Accademia Italiana della Cucina, l’Accademia Valdarnese del Poggio e la BCC Banca Valdarno, che ha messo a disposizione le borse di studio.
Per il sindaco di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi l’iniziativa rappresenta la naturale conclusione di un lungo percorso culturale avviato nei mesi scorsi:”È l’iniziativa conclusiva di un cartellone che abbiamo dedicato, grazie al contributo importante della Regione Toscana, ai 260 anni dall’insediamento di Pietro Leopoldo. I ragazzi si sono cimentati in una serie di attività per attualizzare il suo pensiero innovativo e, vedendo i progetti, posso dire che ci sono riusciti pienamente. Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno consentito l’organizzazione di questo momento”.
Un cammino iniziato già a settembre, come ricorda l’assessore alla cultura Fabio Franchi, che ha coinvolto scuole, associazioni e club di servizio di tutto il territorio:”È un territorio intero che risponde, celebra e conclude questo percorso. Le scuole medie e superiori hanno realizzato lavori molto diversi tra loro, ciascuno per la propria vocazione. Grazie al lavoro continuo dei club di servizio e alla generosità della Banca del Valdarno siamo riusciti a dare una visibilità pubblica a questi progetti e a premiarli con borse di studio. È un felicissimo connubio tra giovani e istituzioni che permette ai valori di civiltà legati alla figura di Pietro Leopoldo di continuare a vivere”.
Dietro l’iniziativa c’è stato un lungo lavoro di coordinamento tra realtà differenti. Tra queste anche l’Accademia Italiana della Cucina, presente come delegazione del Valdarno e come coordinamento Toscana Est. A spiegare il senso della partecipazione è Roberto Vasari:”Qualcuno potrebbe chiedersi cosa c’entri l’Accademia della Cucina con un evento del genere. Non siamo un club service come Rotary o Lions, ma abbiamo aderito con convinzione perché i ragazzi del Vasari hanno fatto una bellissima ricerca sul rapporto tra Pietro Leopoldo, la cucina e soprattutto l’agricoltura, un tema a cui teneva molto. Sembrava semplice, ma dietro ci sono state tante riunioni e tanto confronto. Riuscire a riunire tutti i club in un’unica manifestazione è qualcosa che andrebbe ripetuto nel tempo, perché insieme si ottengono risultati ancora più importanti per il Valdarno”.
Cuore concreto della giornata sono state le borse di studio, rese possibili grazie al sostegno della BCC Banca Valdarno:”Contribuiamo con convinzione – sottolinea Gianfranco Donato per la banca – perché crediamo nella formazione dei giovani. Pietro Leopoldo è stato un uomo illuminato, vicino al popolo, ai contadini, alle persone. È lo stesso spirito cooperativo che anima le nostre banche: essere presenti nelle comunità, sostenere famiglie, imprese e scuole, non chiudersi nelle stanze ma esserci davvero”.
A valutare i progetti è stata l’Accademia Valdarnese del Poggio, guidata dal professor Nedo Migliorini:”È stato oggettivamente difficile stabilire una graduatoria, perché tutti i lavori, ciascuno per la propria originalità, erano meritevoli. Si tratta di forme e prodotti molto diversi tra loro, non facilmente comparabili”.
Proprio per l’alto livello qualitativo si è scelto di premiare tutti i partecipanti, riconoscendo l’impegno corale delle scuole. Ad assistere all’evento il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha sottolineato il valore formativo dell’iniziativa:”È importante che i giovani entrino in contatto con uno dei protagonisti della storia della nostra regione. Pietro Leopoldo è stato il granduca delle riforme: scuola pubblica, sanità pubblica, riforma degli enti locali e l’abolizione della pena di morte nel 1786. Un atto che rese la Toscana un riferimento mondiale. Sono valori che devono rimanere dentro ai ragazzi e accompagnarli nel loro futuro”.
La giornata si è così trasformata non solo in una premiazione, ma in un momento di comunità. Un territorio che sceglie di collaborare e di investire sulle nuove generazioni, dimostrando che la memoria storica non è soltanto celebrazione del passato, ma uno strumento per costruire il futuro.

