18, Aprile, 2024

Raddoppia il servizio dell’automedica: da mercoledì attiva 24 ore su 24

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Invariato il numero delle ambulanze. L’automedica da mercoledì attiva anche di notte. “È la qualità professionale dell’assistenza che conta davvero – sottolinea il direttore del 118 Massimo Mandò – perché sull’automedica c’è un equipaggio formato da un medico e un infermiere, entrambi specialisti di medicina d’urgenza”

24 ore su 24: l'automedica, attiva dal settembre 2012, da domani sarà in servizio non stop in Valdarno, anche di notte. Invariato il numero delle ambulanze. Il 118, che nella zona serve una popolazione di 100.000 abitanti, avrà a disposizione l’automezzo rapido con a bordo medico e infermiere, non solo nelle 12 ore diurne, dalle 8 alle 20, durante le quali sono attive quattro ambulanze Blsd a disposizione del 118 e un'ambulanza dedicata ai trasferimenti tra ospedali, ma anche in quelle notturne, dalle 20 alle 8 del mattino, quando sono in funzione quattro ambulanze dalle 20 alle 24 e due dalle 24 alle 8, con un medico a disposizione.

Dal primo aprile l’automedica anche di notte si aggiunge alle altre quattro fino a mezzanotte e alle due nella notte.

L’idea e la sua attuazione è nata in Germania nel 1970. In Italia è stata introdotta nel 1984. L’automedica utilizzata in Valdarno è una Freemont Fiat, mezzo giudicato dagli esperti straordinario per una funzione come questa, una vettura a trazione integrale sicura e veloce, allestita di tutto punto da una società specializzata, la Fratelli Mariani di Pistoia.

È attrezzata come un autentico “pronto soccorso di strada”: dagli strumenti per la rianimazione cardiopolmonare, al life pack 15 per la trasmissione dei tracciati cardiaci al cardiologo di guardia in UTIC 24 ore su 24, dall’ossigeno alla tavola spinale, fino a tutto quel materiale di prima necessità che serve nelle condizioni più diverse e spesso estreme. L'automedica è dotata di un'apparecchiature in grado di fornire una assistenza qualificatissima in una strada, una casa, un cantiere di lavoro.

“È la qualità professionale dell’assistenza che conta davvero – sottolinea il direttore del 118 Massimo Mandò – perché sull’automedica c’è un equipaggio formato da un medico e un infermiere, entrambi specialisti di medicina d’urgenza. E entrambi in grado di intendersi fra loro con rapidità e appropriatezza sulle manovre da compiere in emergenza. Chi conosce la difficoltà dell’intervento su una persona grave, che sia incastrata in un’auto, o che abbia un problema neurologico o circolatorio, sa bene quanto sia determinante la rapidità, la sicurezza, la consapevolezza di ogni manovra e di ogni strumento utilizzato”.

"Quando la centrale 118 riceve una richiesta di soccorso per un codice maggiore dall’area del Valdarno, parte subito l’automedica, e in contemporanea una ambulanza con a bordo i volontari, tutti soccorritori formati e preparati. L’automedica arriva sul luogo dove è necessario il soccorso. Immediatamente viene eseguita la valutazione del caso e si procede con i necessari interventi di primo soccorso. Quando il paziente è stabilizzato e si individua la destinazione, lo stesso viene affidato all’equipaggio dell’ambulanza che in tutta sicurezza può eseguire il trasferimento".
 

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