È una richiesta chiara e condivisa quella uscita dalla conferenza dei sindaci del Valdarno riunitasi questa sera: l’ASL Toscana Sud Est deve mettere in campo tutte le azioni necessarie per garantire la piena operatività del punto nascita dell’ospedale della Gruccia e accompagnarlo al raggiungimento della soglia dei 500 parti entro il 2026. A ribadirlo è stata la presidente della Conferenza dei sindaci, Valentina Vadi, al termine dell’incontro con il direttore generale dell’ASL Marco Torre, chiamato a rispondere alle domande dei primi cittadini sul piano operativo, sulle interlocuzioni con Regione e Ministero e sulle tempistiche di attuazione degli interventi annunciati.
Le richieste della Conferenza dei sindaci. A fare sintesi è stata la presidente della Conferenza dei sindaci, Valentina Vadi, sindaca di San Giovanni Valdarno: “È stata una conferenza molto partecipata, segno dell’attenzione forte di tutto il territorio verso l’ospedale del Valdarno e il punto nascita. Per noi il punto nascita è aperto, è funzionante e tale deve rimanere fino alla fine del prossimo anno, quando dovrà raggiungere i 500 parti”. Vadi ha spiegato che i sindaci hanno ottenuto dall’ASL l’illustrazione di una serie di interventi, ma hanno anche chiesto un impegno preciso di monitoraggio, con verifiche periodiche sull’andamento dei numeri e sull’efficacia delle misure adottate: “Come Conferenza dei sindaci monitoreremo mese per mese la progressione della situazione. Questo è l’impegno che ci siamo presi tutti insieme al direttore generale”.
Il piano illustrato dall’ASL. Nel corso dell’incontro, Marco Torre ha spiegato che l’ASL ha fatto il punto sia sulle interlocuzioni istituzionali sia sul piano operativo interno, con l’obiettivo di “traguardare i 500 parti nell’anno 2026”. Tra le azioni annunciate figurano il potenziamento dell’offerta territoriale, anche attraverso l’introduzione di figure come ostetriche di famiglia e di comunità, e una forte campagna di informazione e comunicazione rivolta non solo al Valdarno, ma all’intera provincia di Arezzo.
Secondo Torre, è fondamentale far conoscere ai cittadini un punto nascita che:”Garantisce gli standard di sicurezza, ha volumi importanti e un potenziale significativo”, lavorando in modo integrato con l’ospedale San Donato di Arezzo, in una logica di rete provinciale. Il direttore generale ha inoltre ricordato che la Regione Toscana ha già chiesto la revisione del parere negativo espresso a livello nazionale, aprendo un confronto con il Ministero anche sul tema delle soglie, alla luce del calo generale della natalità.
Sul valore del reparto è tornata la stessa Vadi, che ha voluto rassicurare cittadini e operatori sanitari: “Siamo vicini agli operatori che stanno lavorando in una situazione non semplice. Questo punto nascita è un fiore all’occhiello, un’eccellenza: il personale è competente, le donne possono partorire in sicurezza all’ospedale della Gruccia”.
Una valutazione condivisa anche dalla sindaca di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini, che ha ribadito la convinzione che il punto nascita resterà aperto:
“Abbiamo una struttura d’eccellenza, un’équipe che funziona, servizi di alto livello e sicurezza per le donne. È un’opportunità non solo per il Valdarno aretino, ma anche per i territori limitrofi”.
Chiassai Martini ha però evidenziato anche criticità nella gestione delle informazioni, ricordando che il parere negativo del Comitato nazionale sulle soglie era noto da tempo:
“Quel parere risale all’estate del 2024 ed è stato formalizzato nel maggio 2025. I sindaci avrebbero dovuto essere informati prima, così come i responsabili del punto nascita. Avremmo potuto attivare prima una serie di azioni”.
Unità istituzionale e obiettivo condiviso. Nonostante le criticità emerse, dalla conferenza di questa sera è arrivato un messaggio di unità istituzionale: tutti i sindaci hanno confermato la volontà di lavorare insieme all’ASL per raggiungere l’obiettivo dei 500 parti, considerato decisivo non solo per il punto nascita ma per il futuro complessivo dell’ospedale del Valdarno. “Il tempo a disposizione non è molto, è un anno – ha concluso Vadi – e proprio per questo l’obiettivo deve essere assolutamente raggiunto, mettendo in campo tutte le risorse necessarie.”
