“In memoria della dottoressa Lucia Verdi, che tutti curava con amore”. C’è una targa all’ingresso dei nuovi uffici dell’unità locale di Montevarchi della Fondazione Giovanni Paolo II, inaugurati ieri. Una dedica che ricorda che quegli ambienti erano della dottoressa Verdi, medico oculista che ha prestato le sue cure e la sua esperienza a generazioni di persone del Valdarno. I locali sono stati messi a disposizione della Fondazione, impegnata in progetti di cooperazione internazionale e accoglienza, dalla figlia Elena Favilli, autrice bestseller internazionale, fondatrice e direttrice creativa del gruppo editoriale Rebel Girls, e giornalista impegnata nella lotta alle discriminazioni.
Gli spazi si trovano in via Gorizia n. 35 a Montevarchi, e da ieri ospitano gli uffici della Fondazione Giovanni Paolo II: una volta a settimana, apriranno le porte a tre sportelli per i cittadini fragili, dedicati rispettivamente alle questioni legali, lavorative e abitative. Una delle stanze sarà inoltre messa a disposizione delle associazioni locali, rafforzando lo spirito di collaborazione e servizio alla comunità che da sempre caratterizza il territorio.
Al taglio del nastro , accanto ad Elena Favilli, presenti anche la vicesindaco di Montevarchi Cristina Bucciarelli; Gianfranco Donato, presidente della Banca del Valdarno – Credito Cooperativo che ha contribuito alla sistemazione e arredamento dei locali; don Claudio Brandi, parroco della Collegiata di Montevarchi. Con loro, presenti inoltre il presidente della Fondazione Giovanni Paolo II Damiano Bettoni e la consigliera di amministrazione con delega al patrimonio Susanna Benucci.
“L’incontro con la Fondazione Giovanni Paolo II – ha spiegato Elena Favilli – è nato casualmente: sono stata contattata per una presentazione dei miei libri. Ne è nato uno scambio di esperienze; ho conosciuto il presidente, i dipendenti e gli uffici e soprattutto i progetti concreti, toccando con mano l’impatto di un lavoro così prezioso per la comunità. Da tempo pensavo a come rendere vitali e importanti per il territorio questi spazi che erano di mia mamma e che si trovano sotto la sua casa: Con la Fondazione ho trovato la strada giusta per renderli luogo utile alla comunità, in particolare per le persone più fragili, anche grazie alla vicinanza col centro del paese”.
“Grazie alla generosità della dottoressa Favilli, al supporto della Banca del Credito Cooperativo e della parrocchia, abbiamo deciso di dedicare questi spazi all’accoglienza – ha sottolineato la consigliera della Fondazione Susanna Benucci -. Ci auguriamo diventino una zona operativa e di fruibilità per la comunità, in particolare per le persone più fragili. Qui devono sentirsi accolti, ascoltati e supportati. Attenzione alla persona significa rispondere alle sue necessità e sostenerla nella ripresa del cammino della propria vita”.
“Questa donazione – ha commentato il presidente della Fondazione Giovanni Paolo II, Damiano Bettoni – nasce dall’impegno dei nostri operatori, in particolare di due nostre operatrici. Oltre al gesto concreto della famiglia Favilli, che ha voluto donare questo luogo alla città, c’è la capacità delle persone che operano in Fondazione di costruire ogni giorno momenti di dialogo e di sviluppo con le persone e con le comunità locali”.

