25, Giugno, 2024

Passione in Comune attacca la maggioranza:”I consiglieri del Pd contraddicono il vicesindaco Buonamici”

Articoli correlati

In Vetrina

Più lette

In Vetrina

Rignano Passione in Comune prende la parola dopo l’ultimo consiglio comunale in merito ad una proposta di regolamento per le sovvenzioni pubbliche alle associazioni e agli enti privati: “I consiglieri hanno pubblicamente contraddetto e di fatto sfiduciato il vicesindaco Giuliano Buonamici, votando contro”.

“La maggioranza e la Giunta di Rignano hanno mostrato, all'ultima seduta del Consiglio comunale, una rottura palese”. A prendere la parola è la lista civica Rignano Passione in Comune: “I Consiglieri hanno pubblicamente contraddetto e di fatto sfiduciato il Vicesindaco Giuliano Buonamici, votando contro un provvedimento proposto dalla lista civica Rignano Passione in Comune sul quale quest'ultimo si era appena espresso in maniera favorevole” .
 
“Il Pd – sottolinea – ha bocciato l'introduzione di un regolamento – ad oggi mancante, come chiarito anche sul sito del Comune- che definisca i criteri per la concessione di sovvenzioni, contributi e agevolazioni a enti, associazioni e altri organismi pubblici o privati. Una voce di spesa che riguarda circa 250mila euro ogni anno”.
 
“Non è dato sapere – prosegue il gruppo di opposizione – la reale motivazione per la quale il capogruppo del PD Paolo Nannoni abbia indicato alla maggioranza di esprimere voto contrario, ma lo sconcerto fra i suoi e l'imbarazzo della Giunta, compreso il Sindaco Daniele Lorenzini che non ha aperto bocca, mostrano un PD allo sbando; d'altra parte, ci rifiutiamo di accettare le parole con cui lo stesso capogruppo ha motivato il voto negativo, così ridicole che speriamo davvero che la registrazione video della seduta sia resa disponibile, affinché gli stessi elettori ne possano prendere atto. Non solo la maggioranza ha sfiduciato la Giunta, bocciando la proposta verso la quale il Vicesindaco aveva appena mostrato apertura, ma ha negato il principio, sempre affermato, della condivisione delle regole con le opposizioni, affermando per bocca del Capogruppo qualcosa che confusamente significava “ci interessa ma vogliamo farlo noi”. Risposta che denota buona dose di arroganza e non considera che la proposta chiedeva semplicemente alla giunta di intervenire in materia, senza alcun vincolo di collaborazione con le opposizioni, che pure sarebbe cosa sensata e democratica, quando si scrivono le regole. Senza contare che a Rignano, in tre anni, questa amministrazione non è stata in grado di intervenire, nonostante che il lavoro richiesto non fosse certo eccessivo: la nostra bozza, già preparata avendo fiducia che la maggioranza fosse coerente e si potesse aprire un dialogo in merito, ha richiesto pochi giorni di lavoro”.
 
“Anche nel merito delle affermazioni di apertura del Vicesindaco alla proposta, peraltro prontamente smentite dalla sua maggioranza, alcuni aspetti destano comunque perplessità: la premessa fatta, per la quale una parte delle agevolazioni concesse dall'amministrazione è già regolata dalle norme generali relative agli appalti pubblici, è assai discutibile. Potremmo far notare come tutti gli appalti, compresi quelli per la gestione degli impianti sportivi, siano di importo inferiore -talvolta di pochissimo- a quello per cui la legge prevede obbligo di gara. Stiamo parlando perciò di un insieme di contributi, agevolazioni, sovvenzioni, che sono concesse dall'amministrazione senza che siano definiti chiaramente i criteri per farne domanda, per la valutazione della congruità degli importi, per il monitoraggio di un utilizzo corretto ed efficiente. Non a caso, molti comuni si sono dotati di regole specifiche in merito, anche perché è previsto dalla legge. Adesso – conclude Rignano Passione in Comune – si traggano le conseguenze del voto in Consiglio: o il PD trova un Capogruppo che sostenga la Giunta e non faccia opposizione interna, o il Vicesindaco prenda atto che non ha più la fiducia della sua maggioranza, e si dimetta. In entrambi i casi, la Giunta faccia quello che in tre anni non è stata in grado di fare”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

Articoli correlati