16, Agosto, 2022

“Olionostrum”, via alla fase operativa. Aperto il sito web, una finestra sulla cultura olivicola della Valdambra

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La presentazione è avvenuta venerdì presso Le Mura alla presenza di numerosi rappresentanti istituzionali e di aziende agricole impegnate nel progetto. Benini: “Una giornata importante, nella quale entriamo ufficialmente nella fase operativa di Olionostrum”

Un ulteriore passo verso la realizzazione del progetto "Olionostrum", quello avvenuto con la presentazione del nuovo sito web che conterrà molte informazioni, curiosità, spunti ed eventi legati al mondo olivicolo della Valdambra. Alla mattinata hanno partecipato il sindaco del comune di Bucine Nicola Benini, il quale ha seguito con attenzione gli sviluppi del progetto sin dalla sua precedente carica di assessore, Graziano Sani collaboratore tecnico dell’istituto di bioeconomia del CNR di Sesto Fiorentino, Alessandro Parenti dell’Università di Firenze – Dipartimento DAGRI, Giulio Bisaccioni dell’associazione italiana “Conoscere l’Olio d’Oliva” e numerosi rappresentanti istituzionali e di aziende agricole.

 

 

 

Nella giornata numerosi gli interventi, tra cui il taglio virtuale del nastro per il nuovo sito, presentato da Chiara Galli e Matteo Oliveri dello studio LCD. Un approfondimento sulle opportunità e le possibilità che offre un territorio ricchissimo di biodiversità come quello della Valdambra, illustrate da Graziano Sani; una dettagliata premessa su quello che sarà il frantoio prototipo, protagonista essenziale del progetto per la creazione di un olio di maggiore qualità; e una degustazione composta da olio provenienti da tre fenotipi autoctoni del territorio.

“Il sito contiene e conterrà molte informazioni, curiosità ed eventi legati alla cultura olivicola della Valdambra – spiegano Chiara Galli e Matteo Oliveri dello studio LCD – come elemento simbolico è stato scelto l’Olivone di Montebenichi, dato che rappresenta la straordinaria biodiversità di questo territorio e la consapevolezza ottenuta dalla ricerca di fenotipi di olivi caratteristici e tipici di questa zona. Tra le parti interessanti, quella che riguarda i “Custodi”, cioè coloro che nei loro oliveti hanno piante di olivo con caratteristiche diverse dagli altri e sono oggetto di approfondimento e studio, a Montebenichi, Cennina e così via: sono loro che veicolano il messaggio della valorizzazione di queste piante speciali e della ricchezza del patrimonio olivicolo dei produttori. Molte parti sono ancora work in progress con contenuti che arriveranno a comporre un mosaico di tutti gli argomenti fondamentali riguardanti Olionostrum, come, ad esempio, il nuovo frantoio.”

 

 

“La giornata di oggi sottolinea ancora una volta l’importanza di non farsi sfuggire una simile possibilità – afferma Graziano Sani dell’istituto di bioeconomia del CNR di Sesto Fiorentino – una possibilità offertaci da un territorio ricchissimo di biodiversità, in cui sarebbe uno spreco non far propagare il gran numero di esemplari fenotipici a disposizione. C’è ancora molto da fare, ma è splendido notare come il progetto si sia evoluto in senso innovativo e toccando anche l’aspetto sociale, con i privati che partecipano direttamente nella realizzazione del nuovo frantoio prototipale e mettono a disposizione le loro piante per i nostri studi. Studi i quali, ci hanno permesso di trovare indici salutistici non indifferenti, come per esempio l’olio del fenotipo autoctono dell’olivone di Montebenichi, che degustiamo qui oggi: una pianta resistente al freddo, produttiva e dalle caratteristiche salutistiche eccezionali.”

 

 

“Il nostro obiettivo è quello di mettere sul territorio un frantoio che possa massimizzare la qualità dell’olio all’interno delle olive coltivate – ha detto Alessandro Parenti del Dipartimento DAGRI dell’Università di Firenze – per fare sì che questo accada, il processo di trasformazione è assolutamente determinante nella qualità dell’olio: l’oliva può anche essere eccezionale in campo, ma è necessario un frantoio professionale e all’avanguardia, capace di orientare lo stile dell’olio per dare vita ad un prodotto unico nelle sue particolarità. La progettazione di questo frantoio innovativo nasce da un complicato lavoro di ricerca e studi che hanno verificato e appurato meccanismi di causa-effetto accaduti in frantoio, noi li abbiamo utilizzati per creare un prototipo più performante e garantire, così, un certo tipo di prestazioni, come per esempio il sistema di lavaggio delle olive con dispositivi di purificazione dell’acqua di lavaggio con elementi filtrati e lampada UV, oppure il sistema di filtrazione che prevederà l’utilizzo di un filtro a reti metalliche inox integrate nel filtro a cartoni.”

“Il primo anno sarà un anno completamente operativo, che ci servirà per porre delle basi e osservare i risultati ottenuti – continua Alessandro Parenti – stabilendo cosa ha funzionato meglio e cosa ha funzionato peggio, definendo lo stile, la qualità e la tipologia dell’olio nell’ottica di fare prodotti a marchio. Di certo ci renderà molto lieti avere confronti ed ascoltare pareri di produttori ed aziende sull’olio e sui vari prodotti che otterremo, facendone tesoro e portando avanti una collaborazione che ci permetta di raggiungere il top di gamma ed un riconoscimento unico per il territorio della Valdambra.”

 

 

“Le qualità intrinseche ed organolettiche degli oli prodotti finora, legati al progetto Olionostrum sono migliorate tanto e tenacemente – ha sottolineato  Giulio Bisaccioni, esperto dell’Associazione italiana Conoscere l’olio d’Oliva – la Valdambra adesso sta producendo delle vere e proprie eccellenze, constatate dai corsi di assaggi e degustazioni dell’olio che noi, come associazione, stiamo facendo dall’inizio del progetto in collaborazione con il comune di Bucine. Abbiamo avvicinato produttori e aziende che sono al top della produzione e che hanno partecipato ad eventi e manifestazioni, come recentemente accaduto ad Ambra con “Castello di Vino” dove il marchio Olionostrum e quest’olio eccezionale è stato presente. Lo definirei un successo strepitoso, mi sono meravigliato dell’interesse che ha suscitato in persone non soltanto del comune di Bucine, ma di altre province della Toscana e fuori dalla Toscana. Finalmente, viene riconosciuto uno status qualitativo non indifferente all’olio, un prodotto che consumiamo tutti i giorni, che non si beve come il vino, ma si mangia sia a crudo e sia in cottura e che sta smuovendo i pensieri di tante persone che cominciano ad apprezzarne e quantificarne il valore.”

 

 

“Una giornata importante, nella quale entriamo ufficialmente nella fase operativa del progetto – ha commentato il sindaco di Bucine Nicola Benini, che ha tagliato il nastro virtuale del sito web di "Olionostrum" – le aziende sono state informate sullo stato attuale del nostro percorso con il frantoio prototipale, e, inoltre, da oggi comunicazione ed informazione verranno tenute costantemente in aggiornamento grazie al sito dedicato esclusivamente al progetto "Olionostrum". Ad ottobre, in collaborazione con produttori e aziende, verrà impiantato il frantoio a Le Mura, con due anni di sperimentazione nei quali verranno fatti esperimenti sull’olio quali: messe a punto, testing di certi elementi e considerazioni sulle varie tipologie di olio lavorato durante questo lasso di tempo, così da realizzare un prodotto di eccellenza e dal giusto prezzo, ripagando e riconoscendo la qualità del lavoro delle aziende.”

 

 

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