25, Giugno, 2024

No all’inceneritore di Selvapiana, gli enti ci ripensano. Ma i costi sostenuti finiranno in bolletta: fino a 3 milioni

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Raggiunto l’accordo tra Regione e Comuni per risolvere la questione Selvapiana. La Regione si impegna entro il 31 dicembre a valutare se sia opportuno realizzare o meno l’inceneritore e pensa alla green economy. Nel caso l’impianto non dovesse essere realizzato i costi sostenuti finora per la progettazione e le autorizzazioni verranno rimborsati con la tariffa, fino ad un massimo di 3 milioni di euro.

Selvapiana, trovata la via d’uscita. Il percorso è indicato in un protocollo d’intesa su cui c’è già il via libera della Regione, che ha dato parere positivo con una delibera di giunta dei giorni scorsi e che verrà firmato dai Comuni, dall’Ato Toscana Centro e dalle due società miste Aer e Aer Impianti.

L'accordo è stato pubblicato in allegato ad una delibera della giunta regionale, approvata su proposta dell'assessore Anna Rita Bramerini.
 
La Regione si impegna “a riconsiderare la realizzazione” dell’impianto, insieme ai Comuni e già viene indicata la possibilità di riconvertire l’impianto anche con investimenti di green economy. Resta però la questione più spinosa: le somme già pagate per la fase di progettazione e autorizzazione dell’impianto che, nel caso l’inceneritore non dovesse essere realizzato, saranno comunque a carico dei cittadini e spalmate in tariffa, fino ad un massimo di 3milioni di euro ripartiti tra i Comuni soci, per rimborsare Aer Impianti ed in particolare il socio privato.

Questo l'escamotage trovato dopo anni di polemiche roventi, con le stesse amministrazioni che negli ultimi mesi hanno cambiato idea e mostrato la loro contrarietà al progetto, come viene sottolineato dalla Regione nell'atto.
 
Sempre l’amministrazione regionale – si legge nel testo del protocollo d’intesa – prende atto “della volontà di recedere anticipatamente dal contratto di concessione di costruzione e gestione dell’impianto da parte dei Comuni concedenti e del Concessionario”.
 
“Le parti – prosegue il documento – concordano sulla opportunità di riconsiderare la realizzazione dell’impianto di termovalorizzazione “I Cipressi” di Selvapiana (Comune di Rufina) e si impegnano per quanto di propria competenza ad avviare conseguentemente le procedure per la modifica degli atti di pianificazione di settore o territoriali. I procedimenti di propria competenza per la modifica dei rispettivi atti di programmazione vigenti che prevedono la realizzazione di tale impianto, saranno avviati subordinatamente alla stipula di accordi transattivi tra Comuni, Aer Impianti e Autorità Ato Toscana Centro, AER s.p.a.”.
 
E poi viene anche indicato il crono-programma che dovrebbe portare alla cancellazione dell’impianto: “Entro il 31.12.2015, la Regione Toscana, ai fini di dimensionare l’effettivo fabbisogno impiantistico per l’autosufficienza dell’Ambito Territoriale Ottimale, provvede a verificare la necessità di costruire e gestire l’Impianto di termovalorizzazione di Selvapiana (d’ora in poi Impianto), anche in relazione all’andamento della produzione dei rifiuti urbani, allo sviluppo ed al raggiungimento degli obiettivi delle raccolte differenziate nonché sulla base delle valutazioni in merito alla sostenibilità dei costi di smaltimento degli impianti e dei riflessi tariffari a scala d’ambito connessi alle possibili economie realizzabili in tariffa per la mancata realizzazione dell’impianto”.
 
I  Comuni ed il Concessionario – da parte loro – “si impegnano a risolvere consensualmente la Concessione Selvapiana e ad assumere tutti i provvedimenti e gli atti necessari a formalizzare l’estinzione anticipata del rapporto concessorio”.
 
Per quanto riguarda i costi di progettazione ed i costi sostenuti per la realizzazione dell’impianto per adeguarsi a quanto indicato negli atti di VIA e di AIA ancora efficaci, quantificabili complessivamente in una somma non superiore a euro 3 milioni, i Comuni concedenti si impegnano, “successivamente all’estinzione anticipata della Concessione Selvapiana, a richiedere formalmente ad ATO di individuare delle soluzioni che, nel rispetto della normativa vigente, consentano di provvedere, attraverso la “Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani”, alla copertura dei suddetti costi sostenuti. Ma anche “alla relativa ripartizione di detti costi tra i medesimi Comuni, nel primo anno tariffario utile”. Tutto entro il 30 giugno 2017. 

 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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