13, Luglio, 2024

“No al pedaggio per i mezzi di soccorso”: passa all’unanimità la mozione in consiglio comunale

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Da inizio anno procedure complicatissime per le associazioni di volontariato del 118 che utilizzano l’autostrada: il rischio è di finire per dover pagare il casello. Il Consiglio comunale di Reggello chiede che la questione venga risolta in fretta

“Una situazione pesante e non più tollerabile per le associazioni di volontariato”: così il Consiglio comunale di Reggello si esprime, con una mozione approvata all'unanimità, sulla questione relativa al pagamento del pedaggio autostradale per i mezzi di soccorso.

Nel documento si segnala che con l’inizio del nuovo anno la situazione per le associazioni di volontariato che, impegnate in interventi di emergenza, hanno bisogno di utilizzare l’autostrada, si è complicata, Società Autostrade ha infatti “messo in atto – si legge nella mozione – un nuovo sistema che prevede procedure burocratico-amministrative particolarmente complesse ed onerose”.

Alla fine del 2014, Società Autostrade aveva annunciato di voler togliere il regime di gratuità a questi servizi: si erano alzate forti proteste, che poi portarono alla convocazione di un tavolo negoziale al Ministero dei Lavori Pubblici nel quale si è convenuto che questi mezzi non pagassero il pedaggio. Il problema è che al tavolo non è stato trovato un accordo sulle modalità operative.

Alla strada faticosa ed ineludibile del negoziato – si legge nel documento approvato a Reggello – la Società Autostrade ha preferito l’atto di forza, e un’incivile negazione dell’eccezionale patrimonio di solidarietà attiva, grazie alla quale ogni sperduto luogo della Toscana viene presidiato h24 il diritto alla salute di ogni persona”.

Per questo motivo il consiglio auspica un ragionevole e corretto superamento del problema e “invita il competente Ministero, la Regione Toscana e le Prefetture ciascuno per le proprie prerogative, ad operare in tempi rapidi e risolutivi per il superamento di questo increscioso problema che sta generando situazioni di precarietà e di rischio per le incolumità delle persone”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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