26, Settembre, 2022

Nasce la Rete Dada Toscana: quindici gli istituti comprensivi che aderiscono, quattro sono in Valdarno

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Faranno parte della nuova Rete tutte quelle scuole che hanno introdotto la Didattica per ambienti di apprendimento (da cui l’acronimo Dada), che vede gli studenti spostarsi fra una lezione e l’altra, per raggiungere l’aula dedicata. In quattro Comprensivi del Valdarno si studia già così

Si costituisce formalmente la Rete Dada Toscana: una articolazione regionale di una Rete che esiste già a livello nazionale, e che riunisce quelle scuole che hanno introdotto il sistema della Didattica per ambienti di apprendimento (da cui, appunto, Dada). In queste scuole, infatti, non esiste la tradizionale classe, ma si lavora per aule dedicate ad una specifica materia: fra una lezione e l'altra, sono gli studenti che si spostano verso l'aula successiva, passando dagli armadietti per lasciare o prendere i libri necessari. 

Giovedì 23 gennaio, all'Istituto "Morante – Ginori Conti" di Firenze, che fa da capofila, si terrà un convegno durante il quale sarà ufficializzata proprio la Rete delle scuole Dada della Toscana, a cui aderiranno circa quindici istituti scolastici del primo e del secondo ciclo: quattro di questi sono in Valdarno. 

Le scuole valdarnesi che infatti hanno già introdotto, anche da alcuni anni, il sistema Dada,  sono: l'Istituto Giovanni XXIII di Terranuova; l'Istituto Comprensivo Venturino Venturi di Loro Ciuffenna; l'Istituto Comprensivo di Figline, e infine quello di Rignano e Incisa

"Si tratta di un movimento dal basso – spiega la dirigente scolastica del Morante-Ginori Conti, Laura Giannini – in linea con le migliori politiche di Riforma nazionali e con le Direttive europee. In questa attività di ricerca, di innovazione e di messa in comune di pratiche di eccellenza, riteniamo importante la conoscenza e la presenza delle amministrazioni locali, degli enti di ricerca e altri stakeholder, segno di rinnovata attenzione alle questioni che costituiscono il cuore del lavoro delle istituzioni scolastiche. Quanto fin qui realizzato ci spinge a investire nel progetto di Rete che può contare sulle collaborazioni scientifiche dell'Università e dei Centri di Ricerca, come Indire".

Glenda Venturini
Capo redattore

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