08, Marzo, 2026

Missione di evacuazione medica da Gaza, anche un medico dell’Ospedale del Valdarno nella squadra che ha soccorso 26 pazienti

Articoli correlati

In Vetrina

Più lette

In Vetrina

Dal pronto soccorso del Valdarno ai cieli tra Israele e Italia. Nei giorni scorsi tre professionisti dell’Asl Toscana sud est hanno preso parte alla missione di evacuazione medica che ha trasferito dalla Striscia di Gaza 26 pazienti e 91 familiari, consentendo loro di raggiungere ospedali italiani per cure urgenti.

A bordo dei voli dell’Aeronautica militare c’erano Claudio Poggioni, medico del Pronto soccorso del Valdarno e del 118 di Arezzo, e gli infermieri Luca Ciampi e Alessia Ciampelli, della centrale operativa aretina. Insieme a colleghi provenienti da tutta Italia hanno formato il team sanitario coordinato dalla Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario, partito l’8 febbraio per Eilat e rientrato nella notte tra il 9 e il 10.

Per Poggioni si è trattato della prima esperienza in una missione Medevac. Ed è stata subito una prova ad alta intensità. Era infatti sull’aereo con i pazienti più critici, atterrato a Ciampino, dove durante il volo una bambina con una grave insufficienza respiratoria ha avuto bisogno di essere intubata. La manovra è stata eseguita direttamente a bordo, in collaborazione con il team del Meyer di Firenze.

“È stata un’esperienza molto forte, professionalmente ma soprattutto umanamente – racconta –. Oltre all’intervento sulla bambina, mi hanno colpito i racconti delle famiglie: persone che lasciavano tutto alle spalle, che parlavano di bombardamenti, di case distrutte, di affetti persi. Sono storie che non si dimenticano”.

Diverso il ruolo di Ciampi, alla sua seconda missione, impegnato con i pazienti meno gravi:

“Questo mi ha permesso di stare molto a contatto con loro. Anche senza una lingua in comune, la gratitudine si capiva benissimo. Negli sguardi c’era la speranza di una nuova possibilità”.

Per Ciampelli, invece, il ricordo più forte resta il lavoro di squadra:

“In queste situazioni spariscono differenze e gerarchie. Si lavora tutti insieme, medici e infermieri di realtà diverse, con un unico obiettivo. E poi c’è l’aspetto umano: incontri persone che stanno vivendo un dolore enorme, ma che riescono comunque a trasmettere riconoscenza. Ti resta dentro”.

La presenza dei professionisti aretini in missioni di questo tipo non è casuale. La Centrale 118 di Arezzo coordina infatti la disponibilità del personale sanitario dell’Asl Toscana sud est, attivato di volta in volta dalla CROSS di Pistoia per le emergenze nazionali e internazionali. Un impegno che parte dal territorio ma arriva fino ai teatri di guerra, dove competenze e umanità diventano, insieme, strumenti di cura.

[rp4wp limit=4]
[rp4wp limit=4]

Articoli correlati