07, Ottobre, 2022

Luci e ombre per l’economia valdarnese nel 2018. Cresce il comparto turistico, diminuiscono le imprese dell’artigianato

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I dati sono contenuti nel Rapporto sullo stato dell’Economia della Provincia di Arezzo, elaborato dalla Camera di Commercio di Arezzo-Siena. Tra gli altri dati focalizzati sul Valdarno aretino: crescono gli avviamenti al lavoro, più della metà a tempo determinato; ma crescono anche, dall’altra parte, le procedure di disoccupazione

È un ritratto con luci e ombre, quello dell'economica del Valdarno aretino che emerge dal Rapporto annuale della Camera di Commercio di Arezzo. Da una parte i settori in crescita, come il turismo e la moda; dall'altra i segnali sulla diminuzione delle imprese artigiane, e sugli avviamenti al lavoro che sono 'bilanciati' da un numero sempre maggiore di procedure di disoccupazione. Ma andiamo con ordine. 

L'economia aretina
Il Rapporto 2019 (che elabora e approfondice i dati sull'economia aretina del 2018) spiega che "nell'anno 2018 il valore aggiunto ai prezzi base della provincia di Arezzo viene stimato a 8,496 miliardi di euro a valori correnti, in crescita, al netto dell’inflazione, del +0,8%". Per quanto riguarda i settori dell'attività economica, "tutti presentano un andamento positivo: i due più dinamici risultano essere l’agricoltura (+3,1%) e l'industria (+1,3%). In termini di peso economico, è sempre il comparto dei servizi (che comprende anche il commercio) a generare la fetta più rilevante del valore aggiunto provinciale (65,9%). Il manifatturiero in senso stretto contribuisce per il 25,7%, mentre più ridotto è il contributo del settore edile (5,3%) e dell'agricoltura (3,1%). Nonostante i recuperi messi a segno negli ultimi anni, il confronto con il massimo del 2006 ci dice che siamo ancora lontani dall'aver recuperato i livelli pre crisi", fa notare il Rapporto. 

Il numero delle imprese
In provincia di Arezzo nel 2018 il saldo fra le iscrizioni di nuove aziende e le cancellazioni di quelle che chiudono è negativo, addirittura con il valore più critico dall’inizio della crisi: si perdono infatti 132 imprese (1.957 nuove iscrizioni contro 2.089 cancellazioni). "Il peggioramento ha riguardato sia la natalità (sono state create 95 imprese in meno del 2017) che la mortalità (hanno chiuso 21 imprese in più rispetto allo scorso anno). In termini relativi il saldo evidenziato si traduce in un tasso di crescita di -0,35%". A fine 2018 le imprese registrate in provincia di Arezzo sono 37.549, di cui 9.996 sono
artigiane.

L'artigianato: numeri in rosso in Valdarno aretino
L'artigianato vede diminuire notevolmente il numero delle imprese, nel corso del 2018, in tutte le aree della provincia: ma se l'Area aretina (-0,7%) e la Valdichiana (-0,6%) hanno in qualche modo contenuto le perdite, più pesanti sono state le flessioni proprio in Valdarno (-1,7%), in Casentino (-1 ,8%) e in Valtiberina (-2,2%).
A livello numerico, in Valdarno aretino si è passati da 2.649 imprese artigiane del 2017, a 2.604 nel 2018. Sono imprese che, per più di un terzo, operano nel comparto dell'edilizia, mentre circa un altro terzo nel manifatturiero; le altre sono ripartite fra tutte le specializzazioni, con una quota di un certo rilievo per le attività dei servizi.

L'occupazione
"La provincia di Arezzo – spiega il Rapporto – presenta nel 2018 una flessione del 4,9% delle forze di lavoro, quale risultante di una diminuzione del 4,4% degli occupati ed una diminuzione dell’8,9% dei disoccupati". 
Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione a livello provinciale, nel 2018 si attesta al 9,3%, tornando a diminuire dopo la crescita al 9,7% nel 201 7, restando comunque su livelli più elevati della media regionale (7,3%). Cresce il tasso di disoccupazione giovanile, che passa dal 20,3% del 2017 al 21,5% del 2018, ma comunque sotto al livello registrato in Toscana (22,9%) ed in Italia (32,2%).

Valdarno aretino: i dati sugli avviamenti al lavoro
Gli avviamenti al lavoro sono quelli registrati tramite comunicazioni che  i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti a comunicare ai Servizi per l'impiego, a seguito dell'avvio di un rapporto di lavoro.
Nel corso del 2018 in provincia di Arezzo si sono avuti 61.851 nuovi avviamenti al lavoro, 1.159 in più rispetto al 2017.
Di questi, quasi un terzo sono in Valdarno aretino, con una crescita importante degli avviamenti al lavoro: si è passati infatti da 15.506 nel 2017 a 16.470 nel 2018, con un incremento pari al +6,2%, una delle realtà più dinamiche in questo senso della provincia di Arezzo. La gran parte delle assunzioni sono di tipo flessibile: oltre la metà sono contratti a tempo determinato (56,1%), oltretutto in crescita rispetto al 2017. Anche i contratti a tempo indeterminato sono in crescita ma rappresentano meno del 10% delle assunzioni. 

Nuove iscrizioni allo stato di disoccupazione
Sul fronte opposto abbiamo le uscite dal lavoro: si tratta delle iscrizioni alla disoccupazione presso i Servizi per l'impiego. Così come per gli avviamenti, anche con le iscrizioni allo stato di disoccupazione nell'arco dell'anno una persona può trovarsi più volte nello status di disoccupato in seguito a più avviamenti e licenziamenti, di conseguenza è possibile rilevare più iscrizioni relative alla stessa persona.
Nel corso del 2018 in provincia di Arezzo ci sono state 13.177 nuove iscrizioni, l'11,4% in più rispetto al 2017. La maggior parte dei nuovi iscritti è costituito da over 30. 
In Valdarno aretino le nuove iscrizioni alla disoccupazione sono state 3.648, con un aumento rispetto all'anno precedente del 19,2%. 

Il turismo: nuove prospettive per il Valdarno 
Il 2018 è stato un anno importante per il territorio provinciale aretino, sul fronte turistico: crescono infatti arrivi, presenze e anche durata media del soggiorno. Negli ultimi anni la Provincia di Arezzo cresce in maniera più forte rispetto alle altre aree regionali, nel comparto turistico. 
In particolare, il Valdarno aretino vede crescere del +4,9% il numero degli arrivi (113.739 persone nel corso dell'anno) e del 16,4% le presenze (che arrivano a 442.697 pernottamenti, segno che si allungano i periodi di soggiorno appunto). 
Contemporaneamente alla crescita dei flussi di turisti, nel 2018 c'è stato anche un aumento delle strutture ricettive: in Valdarno aretino sono 287 le strutture ricettive, che offrono 3.219 camere per 7.762 letti: l'incremento rispetto al 2017 (in termini di strutture) è stato del +4,9%. Tra i comuni con le performance migliori c'è quello di Bucine, che conferma sempre di più la sua vocazione turistica: con 75 strutture, che offrono quasi duemila letti, ha segnato un incremento del +5,4%. 

 

Glenda Venturini
Capo redattore

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