Levia Gravia: gli ESERA e il disco che non si lascia etichettare. Venerdì il debutto live in Valdarno

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C’è una espressione latina che non si usa più, levia gravia, e significa esattamente quello che sembra: cose leggere, cose pesanti. Gli ESERA, band nata in Valdarno nell’autunno del 2023, l’hanno scelta come titolo del loro album d’esordio sapendo bene cosa stava a significare. Non una scelta decorativa, ma una dichiarazione di poetica: la musica che fanno vive in quella tensione, sempre in bilico tra opposti, sempre carica di qualcosa che preme.

Lorenzo Greco (voce), Federico Barghini (chitarra), Simone Bracci (basso, contrabbasso, synth) e Pierluigi Foschi (batteria e percussioni) presentano Levia Gravia sabato 24 aprile alle 21:30 al Teatro Comunale di Cavriglia, nell’ambito del cartellone Primavera a Teatro promosso dal Comune con Materiali Sonori, etichetta storica del territorio. È il loro primo concerto in Valdarno con il disco in mano: un ritorno a casa che, come ci hanno detto loro stessi, non è scontato né banale.

CHI SONO GLI ESERA. Tre musicisti con percorsi precedenti, un batterista trovato lungo la strada, una finestra di registrazione tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Levia Gravia esce il 23 gennaio 2026, prodotto da Francesco Capanni. Il tempo che va dalla prima idea al disco finito è relativamente breve, ma il suono che ne emerge ha la densità di qualcosa pensato a lungo.

Il background del gruppo passa per il Siena Jazz — che ha dato alla musica della band una base armonica rigorosa — ma si apre poi in direzioni molteplici: il rock, l’elettronica, le sonorità del Medio Oriente, il flamenco. Non è un catalogo di influenze esibite, ma una vera sintesi: qualcosa che risulta, come dice Federico Barghini, più immediato da comprendere ascoltando che a parole.

“Austeri, eclettici, spirituali. ESERA è un viaggio sonoro introspettivo. Tra gli incastri e le crepe della vita, un urlo di verità nuda e indifesa.”— dalla bio ufficiale della band

IL DISCO. Levia Gravia ha la struttura di un viaggio e la densità di un libro. Le nove tracce si muovono dall’elettronica al folk, dal jazz al trip-hop, dall’art rock al post-grunge, con inserti classici e mediorientali. Ma la varietà dei registri non è sperimentalismo fine a sé stesso: ogni brano serve un tema, e il tema è sempre lo stesso.

Il disco parla dell’esperienza umana come oscillazione continua. “Un continuo alternarsi tra leggerezza e pesantezza. Entrambe le dimensioni convivono sempre. L’ascoltatore riesce a sentire questa dinamica lungo tutto il disco.” – spiegano. È una promessa mantenuta: i momenti più pesanti e tesi sono sempre seguiti da qualcosa di sospeso, e viceversa.

Si apre con La Cattedrale nel Deserto — un brano che parte da un suono di conchiglia, quasi un richiamo, e poi esplode. Il testo dialoga con Kierkegaard: ogni scelta porta con sé l’angoscia di ciò che non è stato scelto. Si chiude con Outro, in cui la voce si ritira e la musica apre uno spazio che non è una conclusione ma una soglia.

In mezzo ci sono brani molto diversi tra loro. Cu Ti Lu Dissi reinterpreta uno stornello popolare siciliano trasfigurandolo in materia elettronica senza perdere nulla della sofferenza originale. Amarire è il momento più sospeso del disco, una parabola sul peso della vita e sulla solidarietà che nasce dal dolore condiviso. Purificami è una nenia corrotta, una marcia che soffoca un canto sacro. Male Muse è l’unico brano quasi danzabile, dove il ritmo si fa mantra. Ah, ch’infelice sempre è un adattamento di una Cantata di Vivaldi: il barocco che si fa elettrico.

Kalei rappresenta molto bene l’estetica sonora dell’album: dentro quel pezzo c’è un po’ tutto quello che caratterizza Levia Gravia.” 

MILANO, GERMI, E LA SCENA NAZIONALE. Prima di tornare a casa, gli ESERA si sono costruiti una presenza fuori. Il passaggio più significativo è stato Milano, e in particolare il Germi: uno spazio culturale che li ha accolti prima nell’ambito della rassegna Carne Fresca, poi con una serata dedicata interamente a loro.

Per la band è stato il momento in cui la direzione intrapresa ha trovato conferma esterna. Greco parla del Germi come di un luogo in cui si crea una vera scena: musicisti, professionisti e artisti che collaborano, si supportano e si contaminano. Da lì sono arrivate altre date — tra cui una a Modena — e la rete continua ad allargarsi. “È un ambiente vivo e stimolante” affermano”E siamo felici di farne parte.” Non è la retorica di chi vuole sembrare arrivato. È la soddisfazione concreta di chi ha trovato interlocutori all’altezza del progetto.

IL FUTURO: GIÀ AL LAVORO SUL SECONDO DISCO. Il concerto di Cavriglia non è solo la presentazione di Levia Gravia: è anche una finestra su quello che viene dopo. Gli ESERA sono già al lavoro sul secondo album, che secondo Barghini sarà una continuazione delle tematiche e delle sonorità del primo, con un focus ancora più marcato sulle influenze mediorientali. Alcuni elementi nuovi saranno già presenti nel live di sabato.

“Poi continueremo con altre date durante l’estate e l’autunno”, spiegano. Il disco è uscito a gennaio, ma la band ha già lo sguardo proiettato avanti. È il segno di un progetto che non si è fermato al traguardo del debutto.

TORNARE A CASA. C’è una cosa che gli Esera dcono con una semplicità che vale più di qualsiasi dichiarazione programmatica. “È la nostra zona e non suonavamo qui da tanto tempo. Confrontarci con il nostro territorio è fondamentale.”

Il concerto di venerdì 24 aprile al Teatro di Cavriglia, con Materiali Sonori come partner, realtà che da decenni promuove una visione artigianale e di qualità della musica,  è il luogo giusto per questo ritorno. Non un concerto qualsiasi, ma un punto di partenza. Una band che ha girato, ha trovato una scena, ha pubblicato un disco che regge all’ascolto critico, e ora torna a presentarsi a casa propria. Questo il link per non perdersi l’evento. 

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