18, Agosto, 2022

Lavoratori in presidio davanti all’Istituto De Angeli. “Vogliamo certezze per il futuro, chiarezza e trasparenza”

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Dipendenti e rappresentanti sindacali in presidio davanti ai cancelli per lamentare la mancanza di prospettive chiare di una azienda che, mentre afferma di non avere problemi economici, allo stesso tempo fa ricorso alla cassa integrazione e non rinnova i contratti. Il 30 aprile convocato il tavolo in Regione

"Vogliamo prospettive chiare e trasparenza da parte dell'azienda": lo hanno ripetuto oggi i lavoratori dell'Istituto De Angeli di Reggello, che insieme ai rappresentanti sindacali hanno organizzato un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, che dà lavoro a circa 300 pesone. Da tempo infatti dipendenti e sindacati lamentano una totale mancanza di chiarezza sulla programmazione, sia dal punto di vista della produzione, che da quella del personale. E ora, mentre la Casa madre Fareva aveva ribadito che non c'erano problemi economici, la De Angeli fa ricorso a una settimana di cassa integrazione e non si dice disponibile ad integrare lo stipendio dei lavoratori.

 

Insomma, una situazione così poco chiara che è stato proclamato lo stato di agitazione. Nel frattempo è arrivato l'annuncio che il tavolo regionale per l’Istituto De Angeli di Prulli, si riunirà il 30 aprile prossimo alle 11. Una decisione presa da Valerio Fabiani, consigliere del presidente Giani con delega a lavoro e crisi aziendali, che spiega: “Abbiamo ascoltato le preoccupazioni espresse dai sindacati e abbiamo deciso di convocare il tavolo”. Al tavolo sono invitati l’azienda, le organizzazioni di categoria Filctem Cgil – Femca Cisl – Uiltec Uil e anche il Comune di Reggello, nella persona del sindaco  reggente, Piero Giunti e dell’assessore al lavoro, Adele Bartolini.   

 

 

"Lo stato di agitazione è un atto dovuto – spiega Mirko Zaccheo della Femca Cisl -visto che le strategie dell'azienda sono praticamente inesistenti, i lavori chiedono risposte chiare e un piano per il futuro. Il grosso problema è il calo degli ordini insieme alla mancata programmazione del futuro: è evidente che in questo momento storico la pandemia non aiuta, i lavoratori ne sono consapevoli, ma ci sono troppe domande che però restano senza risposte. C'è qualcosa che non torna. Negli ultimi due anni l'azienda ha chiesto ai dipendenti di lavorare di più, a ciclo continuo, promettendo volumi che l'anno scorso ci sono stati, e che evidentemente quest'anno non ci sono. L'azienda però nel frattempo non è riuscita a riorganizzarsi, e così almeno 40 persone hanno visto i rapporti di lavoro non rinnovati". 

 

 

"Noi lavoratori siamo preoccupati di una azienda che appare in declino – spiega Gianni Anselmi della Rsu IdA – un declino che è iniziato da circa dieci anni, quando Fareva subentrò a Boehringer. Stiamo assistendo ad un declino sia dal punto di vista dei macchinari, degli investimenti, del personale, con continui esodi di figure professionali che abbandonano l'azienda; non c'è formazione e non c'è stato investimento sui clienti, che ha portato ad una perdita di circa il 30% delle commesse". 

 

 

"Un anno e mezzo fa – ricorda Claudio Di Caro, della Uiltec Uil – abbiamo accettato la proposta dell'azienda di introdurre il ciclo continuo nella produzione: una riorganizzazione che però ha portato ad un aumento dei costi vertiginoso, e non ha portato ad un aumento della produzione. Noi chiediamo alla Casa madre Fareva garanzie sui volumi, chiarezza, trasparenza sulle decisioni aziendali sullo stabilimento di Reggello. Ad oggi tutte le decisioni che Istituto De Angeli ha portato avanti si sono rivelate fallimentari. Davanti ad una perdita di volumi come avvenuto dopo l'estate dello scorso anno, abbiamo avuto il mancato rinnovo dei contratti di lavoro per 40 persone e un mancato efficientamento. Non è stato fatto niente, invece". 

 

 

Glenda Venturini
Capo redattore

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