È stata inaugurata ufficialmente questa mattina la nuova ala del pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia di Montevarchi, alla presenza del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e dei vertici della Asl Toscana Sud Est. L’ampliamento, già operativo da alcuni mesi, rappresenta il primo passo di un progetto più ampio di riqualificazione dell’intero presidio ospedaliero.
La nuova area, già operativa da alcuni mesi, è stata realizzata con un investimento di circa 954.000 euro: 693.000 euro da fondi ex art. 34 confluiti nel PNRR e il resto da risorse aziendali. Il padiglione di circa 170 metri quadrati ospita nuove sale visita, una sala terapia, spazi per il personale e aree di servizio. È stato inoltre riorganizzato il percorso interno, separando l’ingresso dei pazienti dall’uscita in fase di dimissione e rendendo più sicura la gestione di eventuali casi infettivi.
L’inaugurazione ha visto la partecipazione, oltre al Presidente Giani, del Direttore generale della Asl Tse Marco Torre, della Direttrice sanitaria Barbara Innocenti, della Direttrice del Dipartimento Risorse Umane Biancamaria Rossi, della Direttrice del Presidio ospedaliero del Valdarno Patrizia Bobini, del Direttore del Dipartimento Emergenza-urgenza Mauro Breggia, del Responsabile Area dipartimentale Pronto soccorso e medicina d’urgenza dell’area provinciale aretina Maurizio Zanobetti, della Direttrice delle Professioni Infermieristiche e Ostetriche Vianella Agostinelli e del Direttore di area Lavori pubblici e manutenzioni Andrea Casini. Presenti anche i sindaci del territorio e numerosi operatori sanitari.
L’intervento di oggi rappresenta solo la prima fase di un progetto complessivo. “Stiamo lavorando per affidare entro l’anno i lavori del secondo lotto – ha affermato Marco Torre, direttore generale della Asl Toscana Sud Est – per un investimento complessivo di oltre 2,3 milioni di euro. L’obiettivo è restituire alla cittadinanza un pronto soccorso su un unico piano, con spazi e tecnologie adeguati sia per chi accede che per chi vi lavora”.
Per i lavori della Fase 2, che riguarderà la ristrutturazione con ampliamento dell’area dedicata ai pazienti a maggiore complessità, è in corso la procedura di aggiudicazione. Salvo imprevisti, i lavori potranno cominciare entro la fine del 2025 e dureranno circa un anno, con un costo complessivo di circa 1.345.000 euro.
“Il pronto soccorso non è più un semplice luogo di smistamento come negli anni ’70 e ’80 – ha spiegato Eugenio Giani – ma è diventato un vero e proprio reparto dove il paziente può restare anche uno o due giorni in attesa di accertamenti. Per questo servono spazi adeguati e moderni. L’intervento inaugurato oggi ha un valore di circa un milione di euro e si inserisce in una visione più ampia di rinnovamento complessivo della struttura ospedaliera”.
Il nuovo ampliamento è stato pensato per migliorare l’accoglienza dei pazienti con codici di minore gravità, ridurre i tempi di attesa e alleggerire la pressione sulle aree più critiche. “È un ampliamento strategico – ha detto Patrizia Bobini, direttrice del presidio ospedaliero – perché consente di gestire meglio i codici minori e di garantire maggiore privacy all’utenza. Il nostro pronto soccorso conta circa 35mila accessi all’anno, con una media di 110 accessi al giorno. Circa il 15% dei pazienti arriva dal Valdarno fiorentino: è dunque un punto di riferimento fondamentale per un bacino ampio”.
Soddisfazione anche da parte della direttrice delle professioni infermieristiche e ostetriche Vianella Agostinelli, che ha annunciato il potenziamento del modello organizzativo “see and treat”, un ambulatorio infermieristico dedicato alla gestione rapida dei codici minori. “Questo spazio ci permette di migliorare i percorsi assistenziali e di dare risposte più rapide ai cittadini – ha dichiarato – ma offre anche agli operatori sanitari ambienti più funzionali e adeguati”.
Restano però le criticità legate alla carenza di personale, evidenziate da più voci nel corso della mattinata. “Il problema del personale non è annoso, è il problema – ha detto Mauro Breggia, direttore del Dipartimento Emergenza-Urgenza –. Facciamo miracoli ogni giorno, ma siamo in affanno. Serve una razionalizzazione degli spazi, certo, ma anche nuove risorse umane. La Regione sta facendo sforzi importanti, abbiamo concorsi in corso e graduatorie attive, ma la sfida resta enorme”.
Anche Valentina Vadi, Presidente della Conferenza dei sindaci, ha sottolineato l’importanza dell’intervento. “Questo pronto soccorso serve oltre 100.000 abitanti, tra Valdarno aretino e fiorentino – ha ricordato –. È un investimento importante e necessario, ma chiediamo alla Regione di continuare a supportare il nostro ospedale, con nuove risorse strutturali, tecnologiche e soprattutto umane”.
L’inaugurazione si è conclusa con il tradizionale taglio del nastro, ma anche con un appello condiviso da tutti i presenti: l’ampliamento è un passo avanti, ma non può bastare. La sanità pubblica ha bisogno di personale, di investimenti stabili e di politiche lungimiranti, perché l’emergenza-urgenza non è solo una disciplina medica: è la prima risposta, il primo contatto, il primo diritto da garantire.

