08, Dicembre, 2022

“Illecito e lesivo dei diritti contrattuali”: i Cobas criticano il trasferimento di Andrea Calò e impugnano il provvedimento della Asl10

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La direzione della Asl10 ha trasferito lontano dall’ospedale di Ponte a Niccheri Andrea Calò, rappresentante sindacale Cobas, ex consigliere provinciale di Rifondazione comunista e attuale consigliere comunale a Reggello. I Cobas attaccano: “Un atto ritorsivo, discriminatorio e intimidatorio”

Andrea Calò, rappresentante sindacale Cobas, ex consigliere provinciale a Firenze di Rifondazione comunista e attuale consigliere comunale a Reggello, è stato trasferito dalla direzione Asl10 lontano dall'ospedale di Ponte a NIccheri. I Cobas attaccano.

"Il provvedimento, emesso in fretta e furia, ha una evidente natura ritorsiva, intimidatoria, discriminatoria e comunque lesiva dei diritti contrattuali e soprattutto di ciò che prevede lo Statuto dei Lavoratori ( Legge 300/70) ed è quindi illecito. I Cobas hanno così deciso di impugnare, insieme al lavoratore, il trasferimento coattivo, chiedendo all’azienda di avere la ragionevolezza di annullare l’atto e di riportare il lavoratore al suo luogo di assegnazione precedente. In caso contrario non resteranno che le vie giudiziarie che saranno sostenute presso il Tribunale competente, chiedendo il rispetto di quanto prevede lo Statuto dei Lavoratori e il contratto di lavoro".

Alla base della decisione dell'Asl10, secondo i Cobas, vi sono le attività svolte da Calò e dai comitati di base della sanità in favore dell'ospedale di Ponte a Niccheri e dei servizi rivolti ai cittadini.

"Da alcuni settimane i Cobas dell’Asl 10 sono impegnati a contrastare lo smantellamento dell’Ospedale di Ponte a Niccheri cercando di impedire la chiusura del punto prelievi, il trasferimento della sierologia, il continuo taglio dei posti letto e il persistente blocco degli organici dovuto al blocco delle assunzioni, l’aumento dei carichi di lavoro, il peggioramento della qualità dei presidi, l’utilizzo scorretto di molti istituti contrattuali, l’aumento delle liste di attesa dovute ai tagli di personale e al sottoutilizzo dei comparti di sala operatori".

"Non è piaciuto alla direzione aziendale che Andrea Calò, dirigente sindacale provinciale e aziendale dei Cobas, sia in prima linea in questa azione di contrasto, che lo faccia proprio da dentro l’ospedale che sono intenzionati a ridimensionare e che trovi sempre più consenso fra i lavoratori. Non è piaciuto alla direzione aziendale che i Cobas continuassero a denunciare le esternalizzazioni e gli appalti, la logica spartitoria negli assetti dirigenziali, la cessione di servizi e attività alle lobbie delle associazioni del volontariato e/o l’ingresso del terzo settore al 118 e sull’emergenze territoriali".

"Quindi il direttore generale ha pensato bene di deportare Andrea Calò lontano da Ponte a Niccheri, in un luogo dove non ci sia contatto con gli altri lavoratori. Un tentativo di relegarlo al “confino”, in un qualche ufficio isolato dove gli sarà impossibile svolgere alcunché di attività sindacale e di denunciare le malefatte della direzione. Insomma colpirne uno per educarne cento".

Da qui la decisione di impugnare il trasferimento.

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