27, Giugno, 2022

I dirigenti scolastici toscani si appellano al premier Renzi: “Dopo il concorso annullato prenda provvedimenti per i presidi e gli studenti”

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Si sono riuniti venerdì, a Firenze, i rappresentanti degli oltre cento presidi della Toscana coinvolti dalla recente sentenza del Consiglio di Stato, che ha annullato il concorso del 2012. “Siamo vittime incolpevoli di procedure burocratiche”, è il messaggio al Presidente del Consiglio. Tra i firmatari anche alcuni presidi di istituti valdarnesi

L'allarme era venuto dalla Conferenza dell'istruzione del Valdarno: sono otto gli istituti rimasti senza un preside dopo l'annullamento, da parte del Consiglio di Stato, del concorso del 2012. Una situazione che, a livello locale, fa da specchio al caos che si registra in tutta la Toscana. Se in Valdarno sono 8, dunque, i dirigenti scolastici che, dopo essere entrati in servizio, ora si vedono sfilare l'incarico per una sentenza arrivata a due anni di distanza, in tutta la Regione i dirigenti scolastici che hanno subìto la stessa sorte sono oltre un centinaio.

Venerdì, a Firenze, una delegazione di rappresentanti di questa schiera di presidi rimasti senza istituto si sono riuniti per lanciare un messaggio al Presidente del Consiglio Matteo Renzi: "Ci appelliamo al Premier affinché il Governo possa valutare la possibilità di adottare urgentemente idonei provvedimenti a tutela della posizione di questi dirigenti della scuola toscana, che hanno superato un regolare concorso, lavorano da due anni con un contratto a tempo indeterminato e rischiano ora di perdere il posto di lavoro per un mero errore formale, non riconducibile in alcun modo alla loro responsabilità". 

I dirigenti scolastici hanno spiegato che "il Consiglio di Stato non ha posto dubbi sull’operato della Commissione, sulla sua imparzialità, sulla sua serietà. Nessuno è stato favorito, nessuno è stato raccomandato. L’unico rilievo fatto riguarda la procedura con cui è stato sostituito il presidente di commissione che si dimetteva alla fine di marzo. La sentenza del CdS dispone la rinnovazione delle operazioni effettuate dopo la nomina del nuovo presidente, vale a dire la ricorrezione di parte degli scritti e nuove prove orali per tutti i candidati". 

Insomma, "E’ evidente che i 112 dirigenti toscani, attualmente in servizio per effetto del concorso, finiscono per essere le incolpevoli vittime degli errori dell'Amministrazione, nonostante la professionalità dimostrata nello svolgimento del proprio lavoro e l’impegno e la diligenza con il quale hanno affrontato il nuovo compito. Parimenti, gli idonei in attesa di nomina vedono compromesse le proprie legittime aspettative". 

"Non si invoca una sanatoria – precisano i presidi – ma un atto di giustizia. In un momento di rinnovamento del nostro Paese, la politica deve avere il coraggio di intervenire quando le amministrazioni sbagliano, superando logiche burocratiche che fanno ricadere sui cittadini le conseguenze dei propri errori. L’indifferenza su tale punto sarebbe inaccettabile, tenuto conto che sono in gioco il posto di lavoro e la professionalità di 112 dirigenti, e con loro gli idonei in attesa di nomina. Sono altresì in discussione tutti gli atti riguardanti una popolazione scolastica di oltre 100.000 alunni e 10.000 tra docenti e personale Ata: questi cittadini, insieme ai loro dirigenti, hanno bisogno di risposte concrete". 

Tra i firmatari dell'appello, anche alcuni dei dirigenti scolastici degli istituti valdarnesi: ad esempio, la professoressa Lucia Bacci, dell'istituto comprensivo Magiotti di Montevarchi; e il professor Alessandro Papini, del comprensivo di Cavriglia.

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