12, Aprile, 2024

Giudice di pace, non si ferma la battaglia: “Ora alle parole del sindaco seguano i fatti”. Ad aprile un convegno di vallata

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In questi giorni il sindaco di Montevarchi Grasso ha promesso di lavorare per salvare il giudice di pace: individuata la sede, potrebbe essere nell’ex tribunale. I consiglieri Magini, Camiciottoli e Nardi firmano una nota congiunta: “Speriamo sia la volta buona”. E organizzano un convegno dedicato a giustizia di prossimità e difesa civica

Riportare il giudice di pace in Valdarno grazie all'opportunità offerta dal decreto Milleproroghe: una battaglia riaperta quando ormai l'ufficio era già chiuso, e dato per perso, come era successo l'anno prima per la sede distaccata del tribunale. Ora, però, serve l'impegno non solo del comune di Montevarchi, ma di tutti i comuni, almeno del Valdarno aretino: devono condividere la priorità e prendersi impegni precisi. 

Grasso lo ha ribadito in questi giorni: sarebbe pronto a lavorare per salvare il giudice di pace. Ci sarebbe già una sede potenziale, non più quella nelle ex carceri accanto alle logge di piazza Vittorio Veneto, ma all'interno proprio dell'ex tribunale. "Apprendiamo che il sindaco di Montevarchi ha promesso che farà di tutto per riattivare il servizio del Giudice di Pace. Speriamo che sia la volta buona visto che aveva detto la stessa cosa un anno fa senza poi dargli seguito".

A dirlo sono tre consiglieri, di maggioranza e opposizione, che negli ultimi mesi hanno condivisio questa battaglia: Gianluca Magini (Impresa e innovazione per Montevarchi), Fabio Camiciottoli e Flavio Nardi (Democratici e Progressisti). La loro richiesta è che queste promesse si trasformino in mosse concrete. "Appena il mese scorso, il sindaco aveva votato contro la nostra mozione che proponeva di impegnare tutte le amministrazioni valdarnesi in un'azione comune per sostenere i costi della struttura, salvo poi votare a favore di quella che abbiamo riproposto un paio di settimane fa (praticamente uguale alla precedente!) solo quando si è reso conto che la sua maggioranza si era orientata in maniera favorevole".

"Mentre aspettiamo che la sua azione sia conseguente alle parole che pronuncia, ricordiamo a Grasso che la mozione votata parla anche di esplorare la possibilità di dare vita all’ufficio territoriale della Difesa civica. Siamo convinti che entrambe, giustizia di prossimità e difesa civica, siano importanti e utili per il territorio, i cittadini e le famiglie, le imprese. La difesa civica poi appare come possibilità concreta per i cittadini di far valere le proprie ragioni di fronte ad amministrazioni pubbliche un po’ opache e restie alla verifica del proprio operato. Siamo convinti che il Valdarno sia in grado di disporre delle risorse necessarie a mantenere queste strutture che lo qualifichino e non ne facciano una periferia deserta di servizi".

I tre consiglieri promettono battaglia, per le prossime settimane. E stanno organizzando un convegno di vallata, un'occasione per fare il punto e coinvolgere tutti i sindaci interessati. "Siamo decisi ad incalzare Grasso e gli altri sindaci perché alle parole seguano i fatti che fin qui non si sono visti. Perseguire quanto da noi proposto e poi deliberato, non solo a Montevarchi, potrebbe rappresentare, dopo tanti anni di mancate decisioni amministrative comuni di vallata, il primo passo importante per un'integrazione dei servizi comunali". 

"Per aprile, perché non si perda la memoria di quello che occorre fare, abbiamo organizzato un convegno al quale prenderanno parte, tra gli altri, l’onorevole David Ermini, membro della Commissione Giustizia della Camera e responsabile per la Giustizia del Pd, i Giudici di Pace a Montevarchi ed a Pontassieve in servizio fino alla soppressione del dicembre scorso, ed il Difensore Civico della Provincia di Arezzo. Tale iniziativa sarà l'occasione per approfondire i temi finora sviluppati in Consiglio comunale e fornire spunti ed idee su cui il Valdarno è chiamato a lavorare nei prossimi mesi".

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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