06, Febbraio, 2023

Giornate FAi di Primavera: sono quattro i luoghi della città da visitare il prossimo fine settimana

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Il 24 e 25 marzo visite guidate a Spezieria Serristori, Villa e Fattoria Casagrande, Fondazione Pratesi, Museo Collegiata

Tra i 1000 luoghi inseriti nelle Giornata FAI Primavera quattro sono a Figline. Il 24 e 25 marzo, infatti, visite guidate dalle 10.00 alle 17.00 all'ospedale Serristori e alla Spezieria, alla Villa e alla Fattoria Casagrande, alla Fondazione Pratesi e al Museo d'Arte sacra della Collegiata, curate dagli alunni e dagli studenti delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado della città.

Giulia Mugnai, sindaco di Figline Incisa: "È un'occasione straordinaria perchè il FAI solitamente si concentra su Firenze mentre questa volta arriva a Figline e apre quattro luoghi a tutta Italia. Ci aspettiamo grande partecipazione perchè i luoghi sono davvero importanti. Una carrellata sulla storia figline, sul nostro passato. Da guida faranno i ragazzi delle scuole".

 

Lucia Mannini, capo delegazione FAI Firenze: "Confidiamo che siano tantissimi i cittadini per scoprire questi tesori che pochi conoscono. Una grande opportunità di una bella giornata diversa dalle altre".

 

Antica Spezieria dello Spedale Serristori: un luogo raramente aperto al pubblico. "L’edificio storico si trovava in piazza Marsilio Ficino e fu fondato nel 1399 per volontà di Ser Ristoro di Jacopo Serristori, che nel 1890 lo spostò nella quattrocentesca Villa di San Cerbone. Nell’Ottocento venne trasferita lì anche l’antica farmacia, fondata nella prima metà del Cinquecento: vasi di terracotta e di vetro, diversi per forme e decorazioni, conservano residui dei materiali e composti medicinali indicati nelle etichette ottocentesche e concorrono a creare la suggestione di un ambiente che si proponeva quale summa dell’antica sapienza medica. Vi si trova anche la Madonna col Bambino dal polittico, che Giovanni di Tano Fei realizzò nel 1399".

Villa e Fattoria Casagrande: oggi di proprietà privata e normalmente chiusa al pubblico. Apre le sue porte per consentire di ripercorrere momenti della storia della famiglia Serristori, che a Figline ha assunto per secoli un ruolo cardine nella vita economica, politica e sociale. Dal Trecento avevano accumulato ricchezze e ottenuto potere, per poi trasferirsi a Firenze, ma conservando attività nelle terre natali. Nell’armonioso portico e nel loggiato si susseguono iscrizioni e memorie dei Serristori e degli illustri ospiti che vi soggiornarono. Piantato all’inizio del Novecento è anche il meraviglioso giardino, disegnato da geometrie di siepi di bosso e cipressi, chiuso dalle mura e dall’alta massiccia torre. Una vera rarità sono le vasche monolitiche in pietra per la tintura della seta".

Museo d’Arte sacra della collegiata di Santa Maria: solitamente visitabile solo su appuntamento.  "Oreficerie e suppellettili di uso liturgico, paramenti sacri e antifonari con preziose miniature del Quattrocento, ma anche una rara serie di insegne processionali in legno intagliato. Tra i maggiori dipinti è la pala con Adorazione dei Magi e santi di Andrea di Giusto Manzini, commissionata nel 1436 da Bernardo Serristori, che attesta come il pittore avesse frequentato Masaccio e ne fosse rimasto influenzato, senza rinunciare all’utilizzo dell’oro e alla preziosità dei dettagli di gusto gotico internazionale".

Fondazione Giovanni Pratesi: di solito è visitabile solo su appuntamento. "Nel 1987 l’antiquario Giovanni Pratesi acquistò  gli ambienti che erano stati dell’oratorio dell’ex Spedale Serristori. Gli eleganti ambienti, ricondotti alle loro sobrie linee cinquecentesche grazie al restauro voluto da Giovanni Pratesi, consentono di ricostruire alcune tappe salienti per la storia della città legate alla famiglia Serristori, all’antico Spedale e alla sua Spezieria, ma anche di scoprire opere d’arte dalla collezione dell'antiquario. Unica ed eccezionale è la raccolta di 'pietre tagliate d’Arno', riservata agli iscritti FAI, un magnifico campionario di circa duemila esemplari di ciottoli raccolti dall’antiquario nei renai dell’Arno".

 

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