L’avvocato Silvio Pittori, Lega, torna sulla questione Taric a Figline Incisa dopo il via libera da parte della Commissaria prefettizia all’adozione del regolamento.
“Il Commissario nel corso dell’intervista antecedente il 30 dicembre 2025, data in cui ha sottoscritto l’atto di adozione del regolamento Taric, ha rilasciato due dichiarazioni che, ove in concreto rispettate, avrebbero certamente soddisfatto gli interessi dei cittadini. La prima ha ad oggetto l’impegno ad ascoltare la ‘Comunità’, in quanto, così si è espresso il funzionario, ascoltare i cittadini consente di assumere decisioni ‘ponderate’. Tale affermazione è rimasta lettera morta, visto che nell’adottare il regolamento Taric il Commissario, pur avendo contezza non soltanto del potenziale (certo!) impatto negativo in termini economici che la Taric avrebbe avuto ed avrà sulla nostra Comunità, ma anche della contrarietà alla Taric da parte della cittadinanza dimostrata sia dalla raccolta firme sia dalla manifestazione del 30 dicembre, ha sottoscritto il provvedimento di adozione senza curarsi del sentimento popolare”.
“La seconda dichiarazione dà persino ragione a quanto da me sostenuto e cioè che l’adozione del regolamento riveste i contorni di un atto politico. Infatti il funzionario prefettizio ha evidenziato che il provvedimento con cui il Consiglio Comunale aveva deliberato di prorogare al 2026 l’applicazione della Taric risultava espressione di una ‘volontà politica considerevole sulla attivazione della Taric’. Orbene, se a parere del Commissario, il provvedimento di proroga è espressione di una ‘volontà politica considerevole’, dovrebbe il funzionario spiegare come sia possibile considerare un semplice atto amministrativo, come tale di competenza commissariale, quello di adozione del regolamento Taric, adozione su cui avrebbe dovuto esprimersi il Consiglio Comunale, organo politico, ove il Sindaco e la Giunta non fossero caduti proprio sulla Taric. Sarebbe stato quindi opportuno da un lato, nel rispetto dei principi democratici, un reale ascolto delle persone allo scopo di assumere le decisioni più appropriate nell’interesse concreto della Comunità, e, dall’altro ma anche di conseguenza, un rinvio di qualsiasi decisione sulla Taric all’insediamento dei nuovi Organi comunali”.
“L’unico a gioire di questa situazione, con un silenzio assordante, è il Partito Democratico, che disinteressandosi di quale sia il reale interesse dei cittadini, aveva soltanto a cuore che si realizzasse l’adozione della Taric, pur sapendo che la tariffa corrispettiva sarà un salasso per tutti i cittadini e per le imprese”.
