01, Ottobre, 2022

Estate di problemi al servizio idrico, “evidenti tutti i limiti di Publiacqua”. Pronta mozione in almeno quattro comuni

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Saranno quattro i consigli comunali valdarnesi che nei prossimi giorni discuteranno una mozione elaborata su iniziativa di Reggello Viva, e già condivisa da altri gruppi di opposizione. Nel mirino perdite all’acquedotto, mancanze d’acqua, rotture ripetute: un’estate difficilissima, sul fronte del servizio idrico

Saranno almeno quattro, anche se non è escluso che qualcun altro faccia propria l'iniziativa, i Consigli comunali del Valdarno che discuteranno una mozione dedicata al servizio idrico e alla difficilissima estate che si avvia a conclusione. Un'iniziativa nata a Reggello, e promossa in prima istanza dal gruppo Reggello Viva, ma che ha già visto la condivisione delle liste Percorso Comune e Idea Comune, che hanno presentato la mozione anche nei comuni di Loro, Terranuova e Figline e Incisa, in collaborazione con il Comitato Acqua Bene Comune. 

"Questa estate – spiegano i promotori della mozione – ha rappresentato l'apice delle perdite sulla rete idrica, mettendo a nudo tanti dei limiti nel sistema di gestione attuale di Publiacqua. In tutto il territorio valdarnese sono stati segnalate rotture con fuoriuscite copiose rimaste tali per giorni, nonostante i sopralluoghi della società che gestisce il servizio. Le capacità di intervento si sono dimostrate ridotte con tempo che si dilatavano persino più delle perdite della rete idrica. Tutto questo in un periodo di pesante siccità con ripetuti appelli ed ordinanze dei sindaci per ridurre i consumi". 

Da questo quadro, che riassume molte delle situazioni che si sono verificate nel corso dell'estate, parte il documento elaborato dai gruppi di opposizione. "Su iniziativa di Reggello Viva è nata una mozione per mobilitare i sindaci della vallata per un impegno concreto verso Publiacqua perché i milioni di euro di investimenti, già pagati dai cittadini con le loro bollette, vengano spesi per intero intervenendo concretamente con opere strutturali sulla rete". La mozione inoltre chiede ai sindaci una riflessione in difesa dell'acqua in quanto bene comune, e definisce "necessario cambiare la gestione perché non è possibile affidarla ad un S.p.A. che come scopo ha il lucro, con 18 milioni di euro di utili divisi tra i soci dell'ultimo esercizio". 

Diversi i fattori che spingono i relatori della mozione a chiedere una svolta: "Non solo le perdite rappresentano il 38% dei metri cubi prelevati dal territorio, ma un 13% dell'acqua prelevata sparisce, essendo quella fatturata solo il 49% del totale". Come risolvere la questione? In vista della scadenza della convenzione con l'attuale gestore, l'auspicio dei promotori di questa iniziativa è "l'avvio di un progetto per riuscire ad affidare la gestione della risorsa idrica ad un consorzio di diritto pubblico, con tutti i comuni del Valdarno, che è un territorio idrogeograficamente omogeneo". 

Glenda Venturini
Capo redattore

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