03, Luglio, 2022

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Donne e madri nella disabilità: prende il via il laboratorio teatrale pedagogico clinico

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Il progetto è sostenuto dalla Fondazione onlus Niccolò Galli di Firenze e dalla Conferenza dei sindaci del Valdarno e prevede un ciclo di incontri di gruppo a cadenza settimanale della durata di circa sei mesi

Una mamma serena è una mamma che può prestare maggiore attenzione ai figli che hanno particolari difficoltà, è una mamma che stando bene con se stessa riesce a stare bene anche il proprio bambino nonostante le difficoltà e anzi arricchendosi della sua presenza. In pratica è questo lo scopo del progetto 'Donne e madri nella disabilità' sostenuto dalla Fondazione onlus Niccolò Galli di Firenze e dalla Conferenza dei sindaci del Valdarno. Un laboratorio teatrale pedagogico clinico creato come momento di ascolto, di riflessione rispetto al rapporto con se stessi, con i propri figli, con la disabilità.
 

Il progetto prevede un ciclo di incontri di gruppo con cadenza settimanale della durata di sei mesi. Le partecipanti saranno massimo 12. La conduzione del gruppo è affidata a due pedagogiste cliniche, la dottoressa Barbara Petrucci e la dottoressa Rosa Marotta. Alcuni incontri saranno organizzati in collaborazione anche con la dottoressa Anna Coppini, psicoterapeuta e sessuologa.

I ragazzi, soprattutto quelli disabili, hanno bisogno di madri vitali, attive e spesso questa condizione viene a mancare a causa delle difficoltà e delle problematiche quotidiane. Per questo il laboratorio teatrale pedagogico clinico costituisce un sostegno, uno scambio di esperienze e un'occasione per affrontare i propri disagi senza annullarsi ma anzi vivendo la disabilità con più serenità.

La dottoressa Barbara Petrucci:
 

Alla conferenza stampa di presentazione era presente anche Laura Brizzi, referente area disabili e responsabile Ufai della Asl8, che ha sottolineato: " Vi sono 420 persone disabili della zona, molte non si rivolgono alla Asl. Le famiglie così rimangono sole. La coppia non viene accompagna nell'emancipazione del figlio".

Alla realizzazione del progetto partecipa anche l'associazione genitori ragazzi handicappati.

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